Alessia Ramusino

Posted on 18 November 2020   News
Alessia Ramusino - Aware

Alessia Ramusino, cantautrice Italiana

Cara Alessia, è un piacere parlare con te qui su WebMetropolis. L’occasione è davvero bella. Pochi giorni fa hai presentato il tuo nuovo singolo che si intitola “Aware”. Iniziamo con oggi, anche se ci conosciamo da tempo. Raccontami di questo brano bellissimo, particolare, importante.

Aware, è un brano che scrissi nel settembre del 2015, quando ero ancora sotto contratto con BMAmusic di Giorgio Tani. Il testo non era completo, ma Giorgio la volle ascoltare ugualmente e mi disse che era un pezzo molto forte e che avrebbe voluto produrlo. E’ nato in quel periodo perché devo proprio a quegli anni la mia presa di coscienza, ovvero la consapevolezza delle mie capacità di compositrice ed autrice. E devo ringraziare proprio Giorgio Tani che non si stancava mai di ripetermi che quello che contava più di ogni altra cosa era la musica che scrivevo. Quindi l’ispirazione la devo a quel periodo, poi Giorgio mancò prematuramente a gennaio del 2017 e così la canzone finì in uno dei miei cassetti pieni di musica.Giorgio Tani e Alessia Ramusino

Nel 2018 venni chiamata a fare il giudice al concorso canoro di una cittadina della riviera ligure, Arenzano: Un Mare di Stelle, e così conobbi diversi musicisti che insieme a me facevano parte della giuria. Si stabilì subito un feeling particolare con tutti loro… Per l’esibizione alla finale del concorso, ci era venuta l’idea di mettere su un brano, così inviai Aware ad Adriano Arena, giudice e chitarrista d’eccezione. Lui mi inviò una traccia di chitarra su cui finire il testo, solo che il ragazzo che avrebbe dovuto partecipare all’esecuzione non se la sentì. Così rimase ancora una volta nel cassetto.

A settembre 2020, quindi un mese, la coordinatrice del Comitato della carta dei Diritti della Bambina, notando il mio impegno sociale nei confronti delle donne, mi chiese di realizzare una canzone per la bambina sul tema della consapevolezza.

Alessia Ramusino

Non appena mi parlò del tema, mi tornò alla mente Aware, consapevole… era perfetta! E così ricordai anche che quando feci il giudice del concorso notai una ragazzina partecipante di soli 14anni con una voce timbricamente valida e particolare e così decisi di cercarla. Completai il testo e chiamai Rebecca Melati. La storia è andata così… Questa canzone ritengo abbia un testo molto profondo, è la visione della vita vista dal lato di una donna matura e quella dal lato di una ragazza giovanissima che si affaccia ora alla vita. Abbiamo bisogno oggigiorno di messaggi educativi da trasmettere alle nuove generazioni e secondo me con la musica si può fare tanto, tantissimo.

Giorgio Tani, il Produttore

Comunque la giriamo ci troviamo sempre davanti ad un gran uomo, Giorno Tani. Bisogna raccontarlo, raccontando proprio la tua strada artistica. Mi chiamò un giorno per vedere se potevo seguirti dal punto di vista di marketing, ci siamo incontrati, trovato l’accordo, e all’incontro successivo è arrivato con te. Era il 12 dicembre 2014. a Vigevano. Era un bellissimo incontro, come si vede dalle foto e siamo partiti con la preparazione del primo brano. Cosa avevate scelto e perché quel brano per primo Alessia? Raccontaci come voi due siete arrivati proprio al primo brano tra un sacco di altri che avevi, perché tu componevi da tempo.

Questa risposta prevede il racconto di una storia alquanto lunga… ma provo comunque a sintetizzare.

Giorgio Tani

Giorgio lo conobbi a dicembre del 2013, mi chiese subito se componevo ancora canzoni, perché ricordava di aver sentito parlare di me e della mia musica, e alla mia risposta positiva chiese di poter ascoltare i brani. Così feci, inviandogli gli ultimi brani composti.

All’incontro successivo, non si perse in chiacchiere, dicendomi: “La musica mi ha dato tanto, anzi tutto, ed io non le ho dato nulla in cambio. Restituisco te alla musica, così estinguo il mio debito.

Rimasi colpita da questa frase ed emozionata al tempo stesso. Negli anni, Giorgio, ne aveva conosciuti di artisti che gli avevano proposto la qualunque, eppure… Scelse la mia musica.

Mi disse però che tra le canzoni che gli avevo inviato non c’era quella con cui iniziare la produzione. Volle ascoltare tutte le altre… così gli diedi tutti i brani registrati a casa voce e chitarra.

Mi richiamò dopo Natale (2013) e mi diede la risposta: “sono tutte bellissime le tue canzoni e le realizzeremo tutte, ma non c’è, fra queste, il pezzo con cui iniziare”.

A map of you” la scrissi il 22 febbraio del 2014 … Lo chiamai al telefono e lui mi rispose dalla Russia, era in trasferta con i Ricchi e Poveri e mi disse: “Lo sai quanto mi costa questa chiamata, ’Stratega’ ?!!!”, ed io gli risposi: “stanotte ho scritto il pezzo con cui iniziare!” E fu così “A Map of You“.

Dopo averlo prodotto nello studio di Asti con l’arrangiatore BeppeLombardi, dal quale non mi sono più artisticamente separata, a giugno realizzammo il video clip per arrivare poi a prendere in considerazione di doverlo promuovere ed ecco quella serata che ricordi anche tu Valery, a Vigevano.

A Map of You

Arriviamo così al brano “A Map of You”. Perché quel brano? Che cosa ti ha ispirato per farlo? Chi c’era in quell’occasione? Raccontaci gli inizi. 

A Map of You è una canzone d’amore dedicata al mio attuale compagno di vita. Stavo vivendo un momento particolare in quegli anni, in quanto da un lato Giorgio Tani mi spronava ad occuparmi della mia musica e dall’altro avevo una bellissima storia d’amore neonata che aveva tanto bisogno di essere alimentata. Insomma da un lato l’amore per la musica e dall’altro l’amore per il mio uomo. L’impegno su entrambi i fronti era estenuante e richiedeva tutte le mie energie e le mie attenzioni, senza parlare del lavoro che mi dava da mangiare. Volevo un uomo che mi comprendesse… ed invece era difficoltoso sia per lui che per me… così alla fine di un litigio, presi le mie cose, essendo a casa sua, e affrontai uno dei violenti nubifragi che si abbattono in questa città di Genova. Arrivai a casa mia, completamente zuppa, ma con in mente la canzone e restai sveglia per comporla e la mattina seguente farla ascoltare a Giorgio.

Credo che abbiamo scelto di partire da A Map of You, che letteralmente significa, Una Mappa di Te, perché era contingente, sia io che Giorgio sentivamo che era successo in quel momento e quindi era il via. Chiedevo al mio uomo una mappa per arrivare a lui, alla sua anima senza sbagliare strada. In sostanza è una richiesta di aiuto, di guida… di ricerca di comprensione.

Giorgio Tani e Alessia Ramusino

“Chi cerca… trova”, si dice dalle mie parti. La Mappa l’hai trovata alla fine, visto che il brano era giusto per fare un grande inizio? Una cosa è certa riguardo l’inizio di collaborazione con Giorgio. Arriva anche il contratto. Ma nel frattempo che succede? Era un periodo intenso direi… raccontaci quell’anno.

Anche in Italia si usa lo stesso detto! Ho trovato la mappa che mi ha condotto al mio uomo, il mio compagno, col quale abbiamo deciso di condividere la vita. La mappa della strada artistica, in verità sento di non averla ancora decifrata… Giorgio Tani mi ha riportato sulla strada che io nel 2009 avevo deciso di abbandonare: stanca, disillusa, amareggiata. Gli anni di produzione BMAmusic sono stati la realizzazione di un sogno dal quale non avrei mai voluto svegliarmi.

Iris Fields ed altri brani nuovi

Dopo ‘A Map Of You’, Giorgio volle proseguire con la produzione, e così fu il turno di ‘Non Mangio Fragole‘ e appena finivamo un brano, lui ne voleva mettere su un altro e poi un altro ancora fino a che arrivammo a realizzare 11 brani raccolti nell’album dal titolo ‘An Incurable Romantic‘ che uscì nel 2015. Ma Giorgio non si fermò e così chiese all’arrangiatore Beppe Lombardi, di procedere con la riedizione di un mio precedente album ‘Iris Fields’ che era uscito nel 2002, facente parte della colonna sonora di una fiction televisiva di Canale 5. Nel frattempo io continuavo a scrivere musica, canzoni, canzoni, canzoni, una dietro l’altra.

Alessia Ramusino

Giorgio Tani non mi ha dato solo fiducia, forza di credere in me stessa e nella mia musica, mi ha anche creato il terreno per prendere coscienza della mia vita, di ciò che mi era accaduto, del mio vissuto ed io, tutto ciò, l’ho tradotto in musica. Non ancora soddisfatto all’inizio del 2016 Giorgio decise di coinvolgere un altro grande, il Maestro Mario Natale. In contemporanea avevamo due studi di registrazione che lavoravano sui miei pezzi. Mentre Beppe Lombardi ad Asti, si occupava della riedizione di Iris Fields, noi lavoravamo con Mario Natale a Milano su ‘I Had a Wood’: chitarre del grande Maestro Giorgio Cocilovo, batteria di Paola Caridi e al pianoforte naturalmente lo stesso Mario Natale.

Dopo I Had a Wood che ebbe un bel riscontro in Russia, programmata dai più grandi network Autoradio e Radio Romantika, Giorgio decise di produrre sempre con Mario Natale ‘A Perfect Life‘ che uscì ad ottobre 2016.

La scoperta di Yallah e il flashmob 100 Donne vestite di rosso

Giorgio nel frattempo aveva scoperto di avere un brutto male ma neppure questo lo fermò… Al sabato mattina era solito venire a prendersi un caffè a casa mia, si divertiva a battibeccare con la signora che mi aiutava nelle faccende di casa. Un sabato di novembre, mi apprestavo a riordinare la scrivania del computer per fare spazio al nuovo Mac che avevo comprato in settimana. Dal cassetto della scrivania uscì di tutto e in mezzo a tutte le cianfrusaglie, anche un cd con su scritto Alessia 2011 “Boh”. Lui, mi domandò: ”E questo cos’è?” ed io: “Boh” Lo prese e se ne andò. Tentai di fermarlo perché davvero non sapevo cosa ci fosse dentro, erano registrazioni buttate lì nel 2011. Appena arrivò nel suo studio distante da casa mia, una ventina di minuti, mi chiamò e mi disse: “Ma sei Scema??! Qui c’è la canzone più bella che tu abbia scritto e non me l’hai fatta ascoltare?

Giuro che non sapevo di cosa stesse parlando… Mi disse di raggiungerlo nel pomeriggio in studio che ne avremmo parlato. Così feci… la canzone era YALLAH.

Il 20 gennaio 2017 Giorgio è mancato e mi ha lasciata con Yallah dicendomi che sarebbe stata la canzone del mio successo. Yallah uscì l’8 marzo del 2017 in contemporanea in Italia e in Russia e da allora continuo a portarla in giro con il flashmob #100donnevestitedirosso.

Ahahah, riesco a vedere la scena e Giorgio che si porta via il CD. Certo, un conoscitore di musica come lui non è di tutti i giorni. In più, un grande uomo e un grand signore. Ha saputo indirizzarti, ed ero lì a seguire i passi, brano dopo brano. Intorno a te c’è gente di grande spessore, il che si vede dai risultati. Torniamo a Giorgio. Lui ha capito subito quanto è ampio e ricco il tuo bagaglio musicale. Hai composto un sacco di brani bellissimi. Non basta questa intervista per presentare il tuo Opus, però facciamo vedere la panoramica e poi torneremo ad approfondire. Giorgio viene a mancare il 20 gennaio 2017. Yallah esce l’8 Marzo. Cosa succede dopo? Raccontaci un po’ di questo altro tuo lato che Yallah dipinge e rappresenta.

Il Flashmob #100donnevestitedirosso sta girando l’Italia tanto da essermi guadagnata il titolo di “La Signora in Rosso”. Naturalmente una signora in rosso diversa e in antitesi a quella degli anni ’80, personificata dalla bellissima Kelly LeBrock che proponeva un modello di una donna che richiamava a sé l’attenzione per il suo sex-appeal, disinibita ed ammaliatrice.

“La Signora in rosso del 2020” richiama l’attenzione sul suo impegno nel diffondere la cultura del rispetto, lotta contro ogni  forma di violenza ed in particolare quella sulle donne. L’attenzione quindi è sulle donne che di volta in volta partecipano; sono donne comuni di tutte le estrazioni culturali e sociali e che di norma non hanno voce, non hanno modo di essere ascoltate, non hanno spazi per dire la loro. Questo è il motivo per cui la locandina dell’evento ha una mia foto di spalle, e la didascalia che ho dedicato è: “La violenza sulle donne non ha un volto, ha il volto di tutte le donne che lottano contro la violenza.”

Come viene preso Yallah? A me sembra un impegno importante proprio perché viene da un artista. I media ti hanno dato la visibilità? Che brano arriva dopo? Come prosegue la tua strada artistica?

Alessia RamusinoCome viene preso Yallah?

A me sembra un impegno importante proprio perché viene da un artista. Yallah è un monito di lingua araba che significa: Forza, forza muoviti! Viene accolta così come uno sprone a risvegliarsi, a trovare soluzioni con azioni concrete, ognuno secondo i propri mezzi e le proprie capacità e possibilità. Insieme si può fare molto, cominciando diffondendo la cultura del rispetto. Respect and Love come recita la fine del brano.

I media ti hanno dato la visibilità? Che brano arriva dopo?

Alcuni media sì mi hanno dato tanta visibilità, in particolare le radio italiane, i grandi network russi, poi la stampa sono stata intervistata e pubblicata dai quotidiani alle riviste di moda… La violenza sulle donne purtroppo è un fenomeno che corre trasversalmente a tutti i settori. Yallah è stato anche il brano con cui mi ha salutata per l’ultima volta il mio produttore Giorgio Tani. Dalla sua dipartita è nata la canzone successiva dedicata proprio a lui e a quello che mi ha ripetuto per tre anni consecutivi. “Vai avanti, vai avanti” la canzone che ho pubblicato è stata On and On.

Come prosegue la tua strada artistica?

Credo che Yallah sia stata la miccia, quella che ha aperto la strada! Da allora mi chiamano in molti per realizzare brani che aiutino a far decollare progetti di diversa natura, con un denominatore comune La società in cui viviamo. E così avendo lavorato sulla riedizione del cd Iris Fields lo feci uscire nella primavera del 2018 quando fui chiamata a cantare la mia Iris Fields come Madrina alla cerimonia del taglio del nastro della Manifestazione Internazionale dei Fiori Euroflora 2018.

E poi nel 2019 escono due brani: il primo NUDA, canzone che mette a nudo gli stati d’animo di un’artista, le sue inquietudini, le visioni, le delusioni … e il secondo ABISSI, una canzone che descrive il rapporto tra l’essere umano e il mare. Sono stata nominata Madrina di un’installazione artistica realizzata dai celeberrimi ceramisti di Albissola “Il Presepe degli Abissi” inabissata per l’appunto sui fondali a confine tra le due “Albissole“, marina e superiore, in provincia di Savona.

Artista testimonial UNICEF ed impegno sociale

Alessia Ramusino concerto

Nel 2020 sono stata nominata Artista testimonial Unicef ed il 5 giugno 2020 per la Giornata Mondiale dell’Ambiente, in supporto alla campagna di Unicef: “Clear the air for Children” è uscito il mio brano, ARIA- The Breath of Air e realizzato il videoclip ARIA- Il respiro della Terra con i ragazzi della compagnia teatrale TempsClar.

Sempre nel 2020 un altro tema importante mi ha condotta nella scelta del secondo brano uscito quest’anno AWARE- from little girl to woman, uscito l’11 Ottobre scorso, per la Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, che l’Onu per il primo anno ha reso celebrativa.

Parlando dell’impegno sociale, dove ti vedo molto attiva, ci dici che cosa ti ha portato, o meglio, che cosa ha portato te e la tua musica da quella parte?

Alessia Ramusino

Alessia Ramusino, “La Signora in Rosso”

Indubbiamente l’aver vissuto in diversi paesi e l’aver conosciuto tante diverse culture mi ha fatto crescere con la consapevolezza che siamo tutti esseri sotto lo stesso cielo.

C’è chi è stato più fortunato e chi meno e indubbiamente chi è più fortunato ha, secondo me, il compito di aiutare chi è in difficoltà. Naturalmente ognuno lo fa a modo suo, secondo quello che si sente di fare, che è nelle proprie corde.

Ho avuto esperienze di vita così diverse e varie, che mi hanno indotto a scoprire e ad approfondire la conoscenza delle altre culture e dell’essere umano:

  • a soli 20 giorni dalla mia nascita ero già in viaggio, papà era un geologo e lo seguivamo nelle diverse trasferte;
  • a 8 anni in Iran sono stata richiesta sposa, so cosa si prova ad essere scelta tuo malgrado ad essere considerata una merce, anche se la mia fortuna è stata avere genitori italiani che rifiutarono categoricamente la proposta.
  • a 11 anni con la famiglia fummo rimpatriati alle prime avvisaglie dello scoppio imminente della guerra;
  • a 15 anni, a seguito di una tempesta ormonale di adolescente, ingrassai spropositatamente e conobbi la cattiveria dei ragazzi coetanei e dei bambini che ti deridono, so la vergogna che si prova ad essere vittime di bullismo, ad essere esclusi, emarginati, mi ha salvata la musica sempre unica mia fedele compagna di viaggio, di vita.
  • più avanti ho conosciuto la violenza psicologica che è subdola perché si insinua dentro, nella psiche.

Forse per questi motivi in Università scelsi di seguire il programma di studi che mi portò a conseguire la Laurea in Sociologia alla Facoltà di Scienze Politiche di Genova.

Nel tempo la Musicista e la Sociologa hanno dato vita al mio impegno sociale.

Iris Fields ed Iran

Ci sono due cose sulle quali vorrei puntare la luce insieme a te. La Prima è la tua infanzia In Iran e L’album Iris Fields. Ho la sensazione che La tua infanzia ha inciso molto su come sei oggi, per il tono particolare che si sente sia nella tua musica, sia nelle parole.

Sì, dicono che l’imprinting sia fondamentale nella vita di ognuno di noi. I primi anni dell’infanzia e della adolescenza sono le basi su cui si fonda il resto della vita, valori, credenze.Alessia Ramusino

Ed io devo molto al paese che mi ha accolta, l’Iran. Vivevamo a Birjand, il capoluogo della provincia del Khorasan meridionale, nella parte orientale dell’Iran. Il nome Khorasan in persiano significa “dove origina il sole” ed ha un’assonanza con la parola italiana “cuore”. L’amore per questa terra è fortissimo perché corrisponde alla mia fanciullezza: momento di gioco, di scoperta, di crescita, di imprinting per l’appunto.

Due terre, due anime che convivono in me, quella occidentale e quella medio-orientale che cerco di coniugare con l’intento di dar loro un’unica voce, così difficile farlo socialmente e politicamente, almeno tento di farlo attraverso la musica, questo magnifico veicolo di comunicazione più veloce ed efficace per dare voce a temi di primaria importanza.

Iris Fields è un album che ho dedicato quasi integralmente al mondo magico che ho vissuto in Persia: la magia dei campi di iris blu che, ai miei occhi di bimba, sembrarono il mare.

Parliamo dei temi sociali che dei tuoi brani: le donne e il femminicidio, le bambine, gli anziani, insomma, quella voce che oggi sembra non esserci quanto dovrebbe. Raccontaci questi temi attraverso i tuoi brani.

Il primo brano che tratta di temi sociali, lo devo sempre agli anni trascorsi in Iran: Nemidunam in persiano significa “non lo so”, tratta il tema della guerra: la guerra che non ha ragioni, che toglie la dignità all’essere umano “e quella medaglia che porti sul petto è il giocattolo di un bambino che è morto per mano tua”

Nemidunam come colonna sonora al Canale 5

Nemidunam è stata colonna sonora di una fiction tv di Canale5 dal titolo “Per Amore”.

Ho potuto conoscere e vivere da bambina, quindi senza pregiudizi e schemi mentali, la condizione della donna in medio-oriente e in occidente, due mondi che ancora, per molti aspetti, sono distanti eppure sempre più donne si uniscono per obiettivi comuni e si sostengono. Non a caso scelsi di pubblicare il video di Yallah a marzo a Nowrūz l’inizio dell’anno per il calendario persiano.

Yallah – forza forza, muoviti

Yallah è una parola araba di uso comune che significa “forza, forza, muoviti”. Ed è proprio questo il messaggio che si vuole dare, ovvero un monito per tutti di prendere non solo coscienza di questa piaga sociale ma soprattutto di mettere in moto ed in atto, ognuno secondo le proprie possibilità, tutti i provvedimenti per sconfiggere il fenomeno.

Ho scelto una parola volutamente in arabo e la canzone ha il testo in inglese, per enunciare un tema che coinvolge tutti i popoli in modo trasversale a fattori geografici, geopolitici, demografici, religiosi, culturali e di classe sociale.

Il brano è stato pubblicato per la prima volta l’8 marzo 2017, in occasione della festa della donna, in contemporanea in Italia ed in Russia, paese molto sensibile sul tema, programmata dai più grandi network russi: Autoradio e Radio Romantika e dalle radio italiane. 

Il mio impegno sociale è stato notato, ho ricevuto diversi premi tra cui quello del Gef, global education festival, e Premio Donna di Fiori e quest’anno un grande onore, mi hanno nominata Artista Testimonial  Unicef.

Aria – il respiro della terra

Il primo progetto svolto con Unicef è stato ARIA-il respiro della Terra. Un mio brano sull’ambiente ed un video ideato e realizzato dalla compagnia teatrale TEMPSCLAR ragazzi giovanissimi tra i 16 ed i 21 anni. 

AWARE – from little girl to woman

In tema di Bambine ho appena pubblicato l’11 ottobre, il singolo AWARE- from little girl to woman nella Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze che l’Onu ha istituito nel 2011 e per il primo anno resa celebrativa. Sostengo la campagna Unicef #Bambinenonspose proprio per la mia diretta esperienza. E ho raccolto l’appello di un Comitato Interassociativo che ha creato una Carta dei diritti della Bambina per difenderne la crescita senza stereotipi e diffondere l’uguaglianza di genere. >>>

Gli anziani e Non dimenticar di me

Il tema degli “anziani” lo ho affrontato con molta delicatezza. Mi è mancata mia zia da pochi giorni, una di quelle zie importanti che senti anche tutti i giorni per chiederle un consiglio, un parere o anche solo per bisogno di essere ascoltata. Da quando i miei genitori sono mancati parecchi anni or sono, lei è stata un grande punto di riferimento. Così, avendo conosciuto un paio di anni fa Daniela Pulci, figlia dell’autore Gino Redi che scrisse uno dei più grandi successi della musica italiana Non Dimenticar, Lei mi chiese una rielaborazione ed io la eseguii senza pubblicarla. Oggi trovo sia perfetta per la condizione di isolamento che stiamo vivendo tutti a causa del Covid-19 e all’impossibilità di stare vicino ai nostri anziani. 

In anteprima per WebMetropolis

Alessia RamusinoImpegno sociale, musica, il futuro. Cosa ci puoi dire in anteprima?

In anteprima e in esclusiva per WebMetropolis: sto ultimando il remix dell’ultimo brano uscito Non Dimenticar. Il remix per raggiungere anche i ragazzi più giovani, ci sarà anche un rapper che mi affiancherà…

E poi un brano per sdrammatizzare… è in uscita a Natale 2020. Tratta degli stereotipi, che in questi mesi di pandemia sono emersi con connotazioni non sempre positive…

Il titolo fa già capire: Pasta, Pizza, Mandolino. E’ un brano divertentissimo, che prende in giro un po’ tutti: noi Italiani con Pasta Pizza Mandolino, i Francesi con le loro insalate e la dieta, gli Inglesi con i Sandwich e la fissa per il lavoro, e non manca il richiamo al sogno Americano.

C’è una domanda che chiedo sempre agli artisti. Dove ti vedi tra cinque anni?

Tra cinque anni sarò alle Nazioni Unite. Sempre in giro per il mondo. Gli artisti non sono quegli “scapestrati” che tutti credono… Gi artisti di successo oggi nel 2020 sono grandi e sapienti manager perché lo fanno per loro stessi in questo frastuono di offerta, in un mercato saturo di suoni, di musica, di rumori e di parole.

Sogni nel cassetto: Bocelli, Papa, libro ed altri brani

Sogni nel cassetto?

Ancora tanti. Cantare una delle mie romanze con Bocelli. Cantare per il Papa a San Pietro.

Pubblicare un libro fantasy, farne una saga e seguire le riprese del sequel e realizzarne la colonna sonora.

E ancora editare tutte le canzoni che ho nel cassetto… sono ancora così tante…

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