Vladimir Herga

Posted on 19 October 2012   Friends, News
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Il futuro si chiama Vladimir Herga

WebMetropolis ha preso un grande impegno, quello di dare spazio e di promuovere al meglio gli artisti (a prescindere dall’età) che dimostrano le qualità artistiche fuori dal comune. Così nasce l’idea di mettere in contatto quelli tra noi che, oltre le indubbie qualità artistiche, dimostrano di avere anche la forza e il carattere, lavorando sodo per raggiungere i loro obiettivi. Da qui arriva in WebMetropolis il connubio artistico tra la moda e la musica. Noi ve lo racconteremo parlando con il nostro ospite speciale, di cui presto ne sentirete parlare. Ricordate bene il suo nome.

Vladimir Herga

Si chiama VLADIMIR HERGA. E’ un giovane stilista di Milano, che abbiamo invitato a creare gli abiti scenici per lo spettacolo di CHRISTOS, musicista che presto porterà in scena un bellissimo progetto sull’Amore. Qui vi mostreremo alcuni degli abiti creati da Vladimir Herga e andiamo a conoscerlo.

Abiti creati da Vladimir HERGA per lo spettacolo "Amore Pensami" di CHRISTOS

Come nasce il tuo interessamento per la moda?
Nasce ancora nella mia infanzia, non me lo ricordo con precisione. Ho sempre amato le cose particolari, la diversità, i contrasti. Quando ,a mia sorella era nell’età di “teenager” comprava le riviste di moda e aveva un suo stile ed era in questioni di moda molto più consapevole dei suoi coetanei. Io ne ero affascinato. Adoravo sfogliare le sue riviste, come “Elle”. Mi ricordo che allora era in una “girly punk” versione. Successivamente anch’io ho iniziato a vestirmi diversamente dai miei coetanei, ad ascoltare la musica diversa, a vestire di nero e a frequentare dei porti “alternativi”.
Diciamo che era molto “cool in quel periodo. E’arrivato tutto in maniera spontanea, non dal desiderio di essere “cool” ma di esprimere la mia personalità, trovare una specie di rifugio. Negli anni il mio interesse evolveva. All’inizio le mie espressioni artistiche erano sempre le figure umane. Durante le classi artistiche dipingevo sempre le persone, le figure mitologiche, con i vestiti strani e poi tutti i miei quaderni finivano riempiti con i disegni delle scarpe, parti dei vestiti, così “dalla testa”. Dopo ho iniziato a consultare riviste per vedere cosa era “in” e cosa è che piaceva alla gente, ma non ho mai seguito quelle tendenze.

Vladimir Herga

Quale è stata la tua maggiore motivazione che ti ha portato nel mondo della moda?
E’ stato il desiderio di offrire alle persone qualcosa che non esisteva ancora, ma che considero fosse bello da vedere vestito su di loro, alcune mie idee, frutto della mia immaginazione. Ho sempre avuto la visione della donna nelle mie creazioni. Dopo, crescendo, ho capito che serviva anche a me trovare i vestiti che esprimessero il mio carattere e mi facessero essere proprio così come io avrei voluto. Da lì parte il mio interesse per la moda maschile. Disegnando i pezzi di vestiti che avrei indossato io.

Quali sono gli aspetti che consideri più importanti nella creazione dei costumi che ti piacciono particolarmente, se c’è qualcosa che ti piace di più?

L’aspetto più importante è definitivamente “research”. Il che significa essere culturalmente, socialmente e creativamente consapevoli. Trovare l’ispirazione nelle cose che ti circondano e trasportarli sui vestiti. Penso anche che ogni stilista dovrebbe conoscere il lavoro degli altri per differenziarsi da loro, perché spesso succede che a tutti ci viene in mete qualcosa di simile, e su questo va prestata l’attenzione.

La moda oggi per voi giovani stilisti ha un significato nuovo, diverso, da quello che aveva per esempio per Valentino?
Credo che la moda per ogni stilista ha un significato particolare. Per Valentino la moda, o i vestiti sono qualcosa che dovrebbe rendere bella una donna e questo è il suo moto.
Per me la moda ha un significato del tutto diverso. Per me i vestiti sono l’espressione della mia personalità, li chiamerei frutto della mia creatività, non necessariamente hanno la funzione di rendere bella una persona, perché per me la parola o il simbolo di bellezza è un termine molto vasto. trovo la bellezza nelle cose inaspettate, persino brutte. Questi sono tutti giochi di estetica e antiestetica. Si dice che la bellezza è nell’occhio di chi guarda. Qualche volta vorrei sottolineare la bellezza di una persona, qualche volta di nasconderla, chiuderla in una specie di involucro, nascosta e sicura. Mentre in quell’involucro invece si trova una farfalla, il gioco di una bellezza nascosta, l’estetica dei contrasti, della libertà di pensare.

Quale è lo stilista che apprezzi e che eventualmente ti ispira (dal quale imparavi) e perché?
Apprezzo quasi tutti i stilisti, ogni uno di loro ha contribuito con qualcosa al mondo della moda. I miei gusti cambiano sempre. Qualche volta sono nelle acque di Margiele, Jil Sander. Qualche volta nuoto nelle acque scure di Rick Owens, Ann Demeulemeester, Gareth Pugh. Qualche volta nei toni e colori di terra e le linee pure di Chloe. E’ ovvio che amo le cose più scure, ma non necessariamente, ma hanno per me un misticismo particolare, qualcosa di magico, indescrivibile, che cambia. Il colore nero ha una specie di poetica che ammiro. Il nero non sempre deve sembrare scuro.
Amo il design monocromatico. Nero, bianco e di più il grigio. Uso i colori a seconda del messaggio che voglio trasmettere. Persino qualcosa fatto con i colori “sparati”, chiari, può avere un valore poetico, non lo nego.

Vladimir Herga

Come nasce la tua idea? Su quale principio elabori un pezzo del vestito che crei?
La mia idea nasce spontanea, ma anche attraverso un lungo processo di “research” (ricerca) che faccio tutti i giorni. La ricerca è come il cibo per la mia anima. C’è tanta di quella bellezza su questo mondo della quale non siamo nemmeno coscienti. Io la vorrei assimilare tutta e per questo che faccio la ricerca. Non tanto la ricerca sul lavoro e la storia della moda quanto su alcuni nuovi stili, modelli alternativi e movimenti sociali.

Hai una tua filosofia di moda? Se sì, quale?
Credo di essere ancora giovane, con i miei 21 anni, per avere una mia filosofia concreta di moda. Però, posso dire che, attualmente, per me la moda è una grande trasformazione del corpo umano, la possibilità di un cambiamento continuo e la più grande ispirazione nella vita.

Come vedi te stesso tra 20 anni?
Mi vedo tra 20 anni come un o stilista maturo, che ha acquisito il sapere lavorando prima per qualcuno già affermato in questo settore. Successivamente con una mia linea, un atelier con il mio team di persone, gli spiriti simili, che si intendono senza troppe spiegazioni. E con le mie sfilate che vorrei si tenessero a Parigi, perché per me la settimana di moda Parigina è la più creativa e mistica e tutti i stilisti tendono ad essere là. L’estetica di moda Parigina è una grande ispirazione. Le mie idee cambiano in continuazione, così magari già domani tutto questo potrebbe avere un altro significato. Ma di una cosa sono sicuro, di vedermi con un mio brand e l’identità personale, che sto ancora creando.

Hai un desiderio che in questo momento ti sembra irraggiungibile, ma che vorresti che succedesse?
Al momento sono al terzo ed ultimo anno dei miei studi. Vorrei presentarmi nel modo migliore. Presentare la mia estetica, la mia visione, essere particolare (il che è la cosa più difficile oggi), ricevere dopo un’occasione di stage in una azienda dove mi potrei sentire come a casa e dove la mia creatività potrebbe raggiungere quel livello che desidero. Il Tempo porta le nuove sfide, e io farò del mio meglio per realizzare ciò che penso, conta il desiderio e la volontà, che ho a prescindere.

C’è qualcosa nella moda che secondo te non c’è ancora stato (anche perché i tempi portano le nuove ispirazioni), perché mi interessa se tu vedi qualcosa di nuovo in te o negli altri?
Vorrei che le persone fossero più libere, di vestirsi come vogliono, di non seguire le tendenze. Vorrei che ogni persona comprasse ciò che le piace, di osare. Non amo la rigidità e il conservatorismo. Tutte quelle limitazioni dell’espressività umana. Vorrei che si dimenticasse questa specie di estetica sociale e che la gente abbia più voglia di vivere. Suonerà assurdo, ma la libertà nel vestirsi da tante cose positive allo stato mentale generale dell’uomo. Perché dobbiamo tutti sembrare simili? Chi è che detta i codici di moda e di comportamento? Vorrei che la gente avesse una maggiore libertà, non solo dal punto di vista della moda, perché sarebbero molto più felici.

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