Vita artistica in una micro societa’ – storia di Cristian Righi

Posted on 06 July 2011   WebMetropolis Site Achive
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Oggi conosceremo Cristian RIGHI, l’artista che fa parte del gruppo di TeslaLUX, e insieme a lui faremo un insolito viaggio attraverso ciò che in termini geo-sociali si chiama “la micro società”, ovvero la Provincia Italiana. Cristian è di Castelnovo di Sotto, di Reggio Emilia.
Preparando l’intervista con Cristian, mi sono ricordata l’ultima volta quando ho pensato in termini geo-sociali. Perché ogni artista ha una storia unica e la “situation analysis” va sempre personalizzata. Quella volta era sì una situazione particolare, ma comunque significativa per il nostro tema di oggi.
Lavoravo come manager in un Agenzia di Pubblicità a Milano. Bisognava impostare una compagna “capilarmente”, sulle TV locali in Italia. Come in precedenza avevo già fatto l’analisi di tutti i palinsesti delle TV locali, prime time, peak time, audience e quant’altro, mi sono occupata di contattare personalmente i proprietari e/o gli executive di circa 160 TV presenti sul territorio, che avevano i “numeri” significativi. Questo mi è venuto in mente anche perché ciò che era nel 2005 e ciò che ho scoperto parlando con Cristian, sembra riflettere alla perfezione i tempi, ci fa conoscere la Provincia Italiana attraverso un suo degno rappresentante.

Una meravigliosa presentazione di Cristian

Senza questa presentazione non potreste mai conoscere Cristian bene. Lui è nel suo ambiente, con i famigliari, gli amici, che sono i suoi testimonial e fan. Credo sia una delle più belle presentazioni di un artista perché autentica, vissuta e raccontata a dovere. Come nel video dice la mamma di Cristian, Vincenza, FORZA CRISTIAN!
Entriamo ora nel mondo artistico di Cristian, ascoltando prima la sua intervista, fatta negli studi di Radio Reggio. Ci permette di conoscere anche una realtà importante, magari a prima vista piccola, ma impeccabile, quanto lo sono state anche le risposte di Cristian.

Questa intervista con Cristian ci svela come la qualità indubbiamente appartiene alla Provincia e che esistono diversi aspetti di vita di un musicista, con delle strutture che funzionano a livello locale, perché gli permettono di promuovere la propria musica. Ma appena fuori, iniziano le difficoltà, che sembrano pure guadagnare il terreno anche in casa, che però resiste a modo suo. Ascoltando l’intervista si sono aperte diverse domande su questo mondo, che ora approfondiremo con Cristian!

Castelnovo di Sotto e Reggio Emilia attraverso una Radio

Cristian, un saluto da TeslaLUX e dai nostri lettori del blog, nonché anche dai tuoi sostenitori. Abbiamo ascoltato questa intervista tutti insieme, anche per capire com’è “sul terreno”. Quando vivi in una “micro società”, come lo è il tuo paese, quali sono vantaggi o svantaggi e come si arriva ad essere invitati da una radio come la Radio REGGIO. Ci racconti cosa hai fatto ultimamente.

Diciamo che oggi sono molto felice. E’ stata una settimana bella. Giovedì ho dato l’esame di perfezionamento all’Accademia di musica moderna di Modena.  Quindi buono e ora rimane l’ultimo anno di accademia, poi diploma che mi permetterà di propormi anche come insegnante nelle scuole private.

Per quanto riguarda le radio sono la fonte primaria per la diffusione delle canzoni. Io sono arrivato nelle radio un pò per conoscenza e un pò per invio dei file. Il mio primo singolo “Mi vuoi“,  mi ha aperto un pò la strada delle radio. Radio Reggio mi ha dato spazio 3 anni fa,  facendo di “Mi voi”  Il Dischissimo nell agosto del 2009. Nel mese di luglio del 2009 questo mio singolo è stato la suoneria più scaricata. L”altro singolo “Voli via” è girato nelle radio nazionali ed entrato nelle play list di più di 40 radio.
Uno come me arriva in radio proponendosi e fare molta, molta promozione mandando le canzoni ai direttori artistici delle stesse radio, oppure andando direttamente nelle sedi e cercare di parlare con loro, anche se oggi giorno con i vari social network ci sono molte possibilità di contatto diretto con loro.

Ci spieghi quale altre realtà esistono in provincia, che tu conosci, e che hanno questo bellissimo e costruttivo approccio come Radio Reggio?

Diciamo che Radio Reggio, come Telereggio, hanno dato a me questo approccio importante. Le altre come Radio Circuito 29, Radio Erre, che sono radio della provincia di Reggio, mi hanno dato spazio ma non hanno approfondito cosi come Radio Reggio. Anche perché Radio Reggio ha nella trasmissione ‘Liber Rock e nel conduttore Max Casali e Carlo Santachiara, due scopritori di musica emergente un pò sommersa, quella che si respira più nei pub o nelle feste di paese, dove il gruppo l’artista poco conosciuto fa le sue apparizioni live. Qui spesso si riesce anche a comprare i CD di questi artisti che, se no, non ci sarebbe modo. Diciamo, un pò come avveniva una volta. Ascoltavi il live poi correvi nel negozio e compravi.

Difficoltà nel fare la musica oggi, secondo te, stanno diventando più ampie, o ci sono i segni di miglioramento?

La difficoltà c’è ma non per farla…. oggi la tecnologia e i sequenser hanno aiutato molto oggi come oggi, se uno ha una bella scheda audio, un computer, un microfono, pò fare tanto almeno il demo in casa se lo può costruire. Rimane difficile non la costruzione del pezzo in se, ma la diffusione, la promozione. Insomma arrivare al pubblico ormai ci si arriva con iTunes o con Amazon, Napster ecc. Il vero problema è portare la gente a scaricare te, quindi la tua conoscenza. Sapere che ci sei anche tu nel ‘super mercato’ della musica, quindi come prima serve far live, interviste, passare anche in radio. Oggi giorno c’è una grande realtà che sta avendo grande successo, la radio web. Ogni università ha la sua radio web a Reggio. Radio Rumore dove io sono stato ospite per l’intervista, dopo aver fatto il concorso del premio Augusto Daolio che era patner ufficiale.
Radio Fobia, sempre web, dove tramite i ragazzi che gestiscono il palinsesto, mi avevano dato molto spazio facendo una pagina a me dedicata all’interno del sito loro. Poi, tante altre in tutta Italia e non solo. La rete web è sconfinata, si arriva in tutto il mondo. E’ una bella realta ….quindi da non sottovalutare.

Come si vive in Provincia la musica?

Se intendiamo provincia come paese in cui si vive la musica, si vive in maniera viva. Io ho la fortuna di avere in Castelnovo di Sotto due locali invernali. Uno è lo Shannon Irish pub, e l’altro è il Plaza de Toro, che a rotazione fanno live, dove io ho avuto la fortuna di suonare e dove si respira ancora aria di live, quindi contatto con il pubblico. Poi per l’estate ci sono diversi bar tipo l’Ex-it, locale piccolo ma accogliente, dove si suona in piazza. Quindi per l’inverno proibitivo, ma l’estate molto bello e suggestivo. Altro bar molto suggestivo,  perché immerso nel parco Rocca di Castelnovo di Sotto,   Handroccafè dove io suonerò il 5 agosto. Colgo l’occasione per invitarvi al mio acustico con i maestri Daniele Morelli, alla chitarra, e Paolo De Matteis al piano. Faremo una rivisitazione in acustico delle mia canzoni e di qualche successo passato e presente della musica italiana.

I giovani, i pseudo vecchi e i tempi che (non) cambiano

Nell’intervista hai parlato di tuo progetto e le porte aperte solo per i giovani? Secondo te, il problema potrebbe essere la mancanza dei valori o troppo “servizio” al mercato?

Diciamo che per un investitore o meglio un produttore esecutivo, quello che ci mette i soldi, è più facile investire su un giovane piuttosto che uno pseudo vecchio come me (38 anni). Anche perchè è il giovane che sa usare iPod, il computer, YouTube, compra le magliette, scarica la musica direttamente su iTunes, viaggia per andare a vedere concerti. La maggior parte dei miei coetanei a 38 anni hanno altre cose, tipo i figlio da cambiare, le mogli da accontentare, la spesa del sabato. Molti dei miei amici non hanno neanche il computer. Noi si fa parte di una generazione che faceva la fila per acquistare la copia del disco in vinile, il CD. Oggi si parla di file, la musica corre veloce una volta scaricata cela si passa tramite bluetooth e addio vendite. Quindi pochi soldi, pochi investitori e tanta paura di rimetterci il cotto e il crudo.

Sul CD avevi 15 canzoni, quelle in vendita e alcune che non lo sono.

Si, in vendita ne trovate 12. Le altre non lo sono, perché le ho fatte dopo la messa in vendita. Esse compongono il frutto dei 3 anni di vita con e nella musica. Esse compongono, diciamo un po’ tutta la mia strada artistica, dal inizio, quando cosi per puro caso ho cominciato, ad oggi. In questo bel periodo dove ho conosciuto tanta gente che mi ha seguito nella mia crescita artistica, collaborando e scrivendo con me pezzi, arrangiandoli, suonandoli nei live. Insomma, oggi come oggi fare musica propria non è semplice. I locali prediligono le cover, cosi la gente conosce già la canzone. Più facile che venga ad ascoltare la cover di Vasco, di Liga, degli U2 ecc. Chi propone pezzi suoi è legato molto agli amici, anche perché se ti seguono nei locali, crei quel bottino di utenti che consumano nel locale e il gestore a fine serata è contento e spesso ti richiama.

Come è stato vivere quei 3 anni e se avevi la consapevolezza di come arrivare a concluderlo?

Io sono partito per scherzo… dovevo fare un concorso che si chiama ‘Una Voce per San Remo’ a Colle Val d’Elsa, e mi serviva una canzone inedita. Tramite un amico di mio fratello, Federico Panzanini, che aveva queste canzoni ancora da depositare, mi diede una canzone solo voce e accordi. Allora io chiesi al mio maestro di canto Fabio Bidinelli di provare. Qui nasce Fiore, quindi il primo inedito, poi dopo Nuvole che mi ha portato sul palco di Radio Bruno. Poi via via tutte le altre, sempre cercando di fare canzoni che non fossero uguali, ma ricalcassero generi pop e rock, fino a Seremo una cosa sola, che “latineggiante”… insomma, diciamo che si è costruito il cantante dotato di una voce potente e calda ma da forgiare per renderla performante ……quindi non è concluso il percorso, siamo ancora in cantiere.

La dura verita’


Diciamo che le passioni vanno assecondate. Io ho scoperto tardi questa mia dote, si può dire ? E tante volte mi sono trovato a scontrarmi con la dura verità che tanti siamo capaci di cantare, ma pochi veramente siamo capaci di emozionare noi stessi e gli altri. Quindi io fino a quando mi saprò emozionare e vedrò gente che si emozionerà ad un mio concerto o ad una mia esibizione io credo che lo farò. Quando non ci sarà più questo, non vedo il senso di continuare …io credo che il modo migliore per soddisfare se stessò e soddisfare gli altri, quindi se qualcuno crede di stare bene facendo musica perché no.

Saremo una cosa sola“, il primo brano che abbiamo ascoltato, come nasce? Ha una storia particolare? Come arrivi ad un testo, visto che sei tu a scriverli?

Saremo una cosa sola” è nato cosi, volevo dare un impulso diverso, lo scritta in Sardegna, in vacanza. Ero in un momento di pieno relax, avevo voglia di raccontare una storia che parlasse di due persone che si volevano bene e che spesso diventano un unico pensiero, quindi una cosa sola. Lui pensa a lei lei pensa a lui, tutti e due vanno dritti per quella strada. Lei gestisce lui gestisce lei, però doveva essere una canzone che non era pop rock, ma che fosse movimentata, ma con un bel groove, quindi una bossa.

Secondo te fare la gavetta in Provincia può essere una buona scelta? E quante sono le realtà, come Radio Reggio che prestano effettiva attenzione ai musicisti o alle band?

Bhe la scelta spesso non c’è, quindi diciamo che fare quello che si desidera è già un successo. Poi farlo in provincia o in città non conta. Bhe tante radio fanno questo, però sono piccole radio che, però, piccole non vuol dire meno importanti. Una radio come Radio Reggio fa 30.000 ascolti al giorno, non è cosi piccola. I network non ti metteranno mai su, ameno che diventi un tormentone …. però li lo sforzo è già stato fatto, dopo ti cercano loro, non sei più tu a cercare loro.

Si può far conoscere un brano in questo modo, suonare dal vivo e vendere i CD “dal vivo” o rimane solo l’internet?

Per me la vecchia maniera è la migliore, perché curi il tuo pubblico, quindi il live e se piaci il CD lo compra, lo ascolta e ti segue.
Internet è un grande mezzo per farsi conoscere è una bellissima realtà, tu arrivi ovunque con un click, però siamo in tanti e spostare le persone a seguire anche te c’è da lavorare molto, creare sempre qualcosa che faccia si che le persone vadano sul tuo sito, sul tuo avvenimento.
Però se pensi che sei dove ci sono anche le star e nel mondo musicale sei li anche tu, poi chiaro sei li, ma il difficile è quello: vendere, farsi conoscere. A me anche solo che qualcuno si è preso 3 minuti per ascoltare una mia canzone o un pezzo, già sono contento. Poi se mi manda anche una critica è come se avesse acquistato il CD.

Seguiamo la corrente

Qui abbiamo a confronto i vecchi modi che ormai sembrano dare sempre meno in termini di opportunità e l’internet, che di opportunità ne offre, ma è difficile acquisire la conoscenza del mezzo e delle sue regole. Ne sappiamo qualcosa noi che tutti i giorni guardiamo “correre” a destra e a sinistra i musicisti e le band, iscriversi “in ogni dove”, credendo che basti esserci dappertutto. Senza sapere che questo è un arma a doppio taglio: “i social network a go go”. Quali sono le tue idee a riguardo?

Ma io un po come tutti, seguiamo la corrente. Prima My Space era il massimo per un musicista, poi è arrivato Facebook che era più facile, poi Twitter che io a dire il vero non ho mai capito molto, poi tanti altri. Bhe io, un gran casino, sono ovunque e questo non va bene perché difficile curare tutto, però quando posti qualcosa sei ovunque, anche se sono convinto che se sei ovunque, ma nessuno ti conosce è come se butti un ago in un pagliaio, quindi conta poco.

Esistono le strutture in Italia, che tu sappia, che si distinguono per un approccio diverso da quello “terrestre”, che ormai sembra essere in chiusura, se non aperto solo per pochi e di età sempre giovani, mentre appena oltrepassi 30 le porte iniziano a chiudersi sempre di più?

Le strutture penso ci siano, se penso a tutti gli studi di registrazione, alle scuole di musica ecc… mi viene da pensare “ma la musica è la prima industria in Italia”, invece non è cosi, perché con l’avvento dei file le gente non compra più musica, ma scarica illegalmente e quindi tutti abbiamo meno interesse a spendere tanto per un prodotto super, quando il giorno dopo che lo si porta sul mercato la maggior parte lo ha già scaricato illegalmente. Infatti io voglio chiedere a voi, d’ascoltatore, ma quanti anni è che non c’è un bel album da comprare? Ci sono bei singoli, ma album di inediti non di cover, quanti ?

Nel tuo caso il meglio è che tu hai iniziato a 29 anni. Si potrebbe dedurre che l’età non da i limiti, visto che sono 10 anni che sei nella musica e con una nutrita lista dei brani bellissimi. Si potrebbe dire che l’età aiuta, ma che anche la Provincia funzioni ancora?

Ma questo non lo so, però grazie per i brani bellissimi, sei troppo gentile. Diciamo che senza il mio compagno di avventura Fabio Bidinelli e tutta la mia famiglia che mi supporta, i miei amici di sempre, dal garage alla festa di paese, al palco più prestigioso, loro sono sempre stati presenti, quindi un grazie a loro. Poi l’età, la provincia, fanno si che una persona maturi e cresca nel modo migliore, senza troppi castelli e troppe fate. La vita è lunga e le soddisfazioni sono sempre li, però bisogna lavorare tanto perché non si trasformino in delusioni. Quindi, piedi per terra e testa alta sempre, poi provincia ,età, città non fa differenza.

Esistono i temi ai quali sei legato particolarmente o segui la vita e il quotidiano?

Ma in genere quando ho voglia di scrivere mi metto li e scrivo e parlo di tutto. Diciamo che in base a come sto, uso più o meno un argomento, ma io sono un sognatore, quindi l’amore in generale mi piace molto, anche perchè sembra sempre di parlare di cose abbastanza scontate, ma ci sono storie sempre diverse, belle, brutte, strazianti.
Io non giudico mai per partito preso. A me piace molto valutare la persona, conoscerla, cercare il dialogo sempre, se è possibile.
Mi piace parlare dell’attualità,  di come certi personaggi prendono in giro noi poveri mortali, le catastrofi, la terra che si ribella al nostro stupro quotidiano.

Ci dici qualcosa di Fabio Bidinelli, di collaborazione con lui.

Bhe che dire, la nostra avventura è cominciata nel 2005 più o meno venivo da un periodo dove andavo al Cepam (scuola privata di musica) avevo un altra maestra di canto e non ero molto soddisfatto del lavoro svolto su di me, cosi consigliato da un amico che ai tempi mi dava lezioni di pianoforte, mi consiglio di fare i corsi estivi con Fabio Bidinelli e visto che la mia maestra non li faceva, io cominciai con lui.

“Frammenti di luce” è ispirato alla situazione attuale del mondo. Credi che la musica oggi può avere l’impegno come quando cantava Dylan?

Io credo che la musica possa dare molto, ma come sempre è stato, è la gente che deve dare un contributo, cambiare la mentalità. Il mondo che ora noi critichiamo lo abbiamo creato noi con la nostra sete di potere, negligenza, poca responsabilità, capaci solo di dare la colpa agli altri ma mai a noi stessi. Fin che noi siamo cosi, la musica, il Dylan di turno non può fare nulla, però almeno può allietarci le orecchie.

Visto che hai un progetto, ci dici il traguardo che sta alla base di quel progetto.

Il traguardo è realizzare un disco da vendere fisicamente, visto che il traguardo del ‘on line’ lo si è già fatto, poi suonare suonare suonare suonare suonare…

Cristian RIGHI – “Solo un minuto”

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