Valeriano intervista Valerija

Posted on 20 July 2012   News
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Valeriano intervista Valerija

Eccomi qui, per il difficile compito che mi sono proposto: intervistare per WebMetropolis nientepopodimeno che il suo grande capo, Valerija Brkljac, per i più Valery, serba di Belgrado, trapiantata per un po’ a Milano; anni… non si dicono e non si chiedono, “aneme e core” (in serbo срце и душа) della TeslaLUX e di tutto quello che le ruota attorno. Compito per nulla facile, tutte le domande possibili e immaginabili gliele abbiamo già fatto dietro le quinte: sempre quelle però e sempre le stesse! Me la sono comunque voluta io, quindi avanti, conosciamola allora meglio questa nostra Valery.

Dalla ex-Jugoslavia a Milano

Valeriano al lavoro

Valeriano: La più banale, quasi a voler rompere il ghiaccio: Ciao Valery, come va?
Valerija: Grazie Valeriano, va molto bene. Iniziata una nuova fase e con molto entusiasmo si cerca di fare i passi giusti.

Valeriano: La più scontata, ma d’obbligo: Cosa ci fa e come ci arriva una “ragazza” dell’ex Jugoslavia a Milano?
Valerija: Per puro caso. Da noi nel 1992 era tutto fermo perché i venti di disfacimento del paese erano nell’aria. Avevo una casa edistrice “Yura Barzoi” (sempre i miei amati levrieri russi in mezzo) e lavoravo molto bene. Il mercato era intera Jugoslavija e i libri si vendevano bene. Il primo aveva venduto ben 30.000 copie. Poi, si ferma tutto e io, incapace di stare ferma, decido di andare in Italia, perché avevo la possibilità di fare la docente all’Università, ma come mi mancava la quarta lingua, io scelsi l’italiano per completare il percorso. Avevo deciso per Milano perché, oltre Torino, era l’unico posto tra quelli che ritenevo interessanti, che non avevo visitato ancora. Milano, perché li era “il Cenacolo” di Leonardo, che è (Nikola Tesla a parte) il mio grande amore. Avevo in piano di rimanere tre mesi e fare il corso, ma mentre ero a Milano la situazione nel mio paese precipitò, chiusero le frontiere e i miei tre mesi diventarono 20 anni!

Valeriano: …e l’incontro con la musica italiana… o meglio, con i suoi rappresentanti in un contesto, se vogliamo, lontano da schemi classici, come avviene?
Valerija: Da piccola avevo fatto la scuola di musica e ho suonato la fisarmonica. Poi, successivamente ho cantato nel coro della chiesa, ma facevamo anche la musica spirituale. Abbiamo fatto diversi concerti in giro per il paese. Tra l’altro, durante gli studi, ho lavorato attraverso la “Cooperativa studentesca” e ogni anno nella grande Fiera a Belgrado, prendevo uno stand e organizzavo la squadra di lavoro. Nemmeno qui mi sono allontanata dalla musica. Dalla Casa di Produzione dei Dischi compravo ogni anno i dischi destinati al macero, quelli che nessuno comprava. Non ho mai restituito nulla, perché riuscivo ogni anno vendere tutto!

Era una vittoria per me, perché la mia idea è che tutti hanno un pubblico, ma devi essere capace di trovarlo. L’arte non ha età e per ciò può sempre trovare l’interesse. Con questi presupposti, quando ho deciso di collegare le mie due strade, quella a Belgrado e questa a Milano, riprendendo l’editoria di prima e il lavoro online negli anni a Milano, ho scelto la musica come linguaggio universale per mettere a frutto la mia esperienza unita alle nuove tecnologie.

Gli artisti, la musica, evitando gli scogli sul web

Valeriano: Come nasce e come matura l’idea di cercare di dare uno spazio fattivo a quegli artisti che per un motivo o per l’altro non ce l’hanno nella pur sterminata galassia web?
Valerija: Come dicevo prima, l’idea è che “tutti hanno un pubblico”. Per capirci meglio, io mi sono laureata in Teoria e Storia Comparata della Letteratura e faccio da anni la ricerca in semiotica e teorie del segno linguistico e non linguistico. Per me l’arte non è la merce e il mio approccio è “Social”, ovvero, vai piano verso le persone e arriverai lontano! Ecco il perché e come “Social Networking” e anni di esperienza nei lavori off line e online, mi hanno condotto verso la musica, ma anche la scrittura, la pittura e tutte le forme di espressività creativa. Credo che ciò che noi “produciamo” creando ha sempre un pubblico, ma ad esso bisogna presentarsi in modo corretto, costruendo i rapporti solidi. Chi dovrebbe acquistare un giorno un tuo CD non lo farà mai per caso! Si devono costruire e curare le relazioni tra l’artista e il pubblico. Tutta la nostra struttura è impostata proprio in questa direzione.

Valeriano: …restiamo per un momento agli artisti, come si fa Valery , a non alimentare illusioni e allo stesso tempo a far sì che credano di più in se stessi e nei propri mezzi?
Valerija: Gli artisti devono capire un paio di cose che ritengo fondamentali per riuscire a conquistare il proprio posto. Primo, devono credere in se stessi. Secondo, devono capire che i vecchi sistemi non funzionano più e che non puoi aspettarti che “qualcuno ti scopra”. Devi tirare su le maniche e lavorare come un forsennato, ma con un Progetto e devi farti aiutare da chi, mentre tu crei, ti imposta la campagna, ti promuove e insieme a te costruisce la tua strada, coinvolgendoti nei lavori e pretendendo da te una “produzione” ottimale. La nostra epoca è quella dei cambiamenti più profondi, dell’empatia che prenderà il posto all’ego, che va verso la fine, perché rappresenta una fase non più funzionale nella crescita dell’essere umano.

Christos un grande esempio per tutti

Noi ci siamo adeguati ai tempi. Primo passo che facciamo è il “branding”, che sarebbe un progetto strategico e creativo nel creare un’identità e un’immagine di un “marchio” o di un personaggio. Ecco un esempio. Christos è un artista di Roma, che ho conosciuto quando in arte era Marzio Di Mario. Un ragazzo solare, gioioso, di grande talento ed espressività, che era anche un po’ dispersivo. Ho studiato per bene sia la sua musica, suoi interessi e modi di fare e ho portato online il suo lavoro, fatto i test necessari, dai quali è emerso che l’interesse c’è, ma che mancava qualcosa. Lavorando insieme a stretto contatto, siamo arrivati a capire che lui non aveva il nome adatto alla sua personalità, che era troppo poco definito per essere riconoscibile da un pubblico grande e di conseguenza non poteva fare molto se non le sporadiche apparizioni. Teniamo conto del fatto che in Italia si dice ogni terzo canta, suona o compone. Allora, io gli ho proposto prima di fare un progetto sull’amore e lui si è messo al lavoro ed ora abbiamo un CD pronto. Lui è arrivato a capire che il nome artistico che aveva non gli stava più bene e io gli ho proposto una serie di nomi, per aiutarlo a riconoscere quello che gli si poteva avvicinare di più. Christos era la scelta immediata. Li calzava perfettamente. Lui lavorava quotidianamente con me e la squadra e il suo pubblico ha iniziato a crescere. Visto l’impegno, abbiamo firmato il contratto e abbiamo lavorato sul suo nuovo progetto che produrrò personalmente. Stiamo preparando le riprese video promo e uno spettacolo da portare in scena sopratutto all’estero.
Con tutto questo ti voglio dire che non esiste la logica nel “eccomi”, “scoprimi”. Non credo negli show del tipo “talent” o simile, perché fanno molto male secondo me, coltivando le speranze infondate anziché di portarti a capire che devi lavorare. Io credo nel lavoro passo per passo e nell’impostazione corretta e nel uso sapiente delle Social Network, che oggi sono ciò che ieri erano le strutture terrestri.

La vita privata di Valery

Valerija con Azba Cuore Selvaggio a Milano

Valeriano: E adesso la più personale e intrigante: … e con gli uomini Valery… sì diciamo, con l’amore in genere, come ti va? Arriva … la risposta arriva!
Valerija: hahahaha Guarda Valeriano, potrei dire che adoro gli uomini, ma non in casa mia! La verità poi è che nessuno sopporterebbe una stacanovista che lavora 20 ore su 24. Mi sopportano solo i miei levrieri che mi ricordano che è l’ora di uscire, di mangiare e di fare “pausa baci”.

Valeriano: Ricevi ancora le più svariate proposte di matrimonio, dai tuoi insospettabili fans?
Valerija: E’ una cosa incredibile. Se gli uomini non li cerchi, li trovi. Credo che gli uomini non amano essere messi in secondo piano e di conseguenza fanno di tutto per conquistarti. Sarà perché dico sempre di non avere tempo (il che è vero), ho sempre un sacco di “ammiratori” e le proposte di matrimonio.

Però, visto che io non so cucinare e gli uomini Italiani sono i cuochi meravigliosi, chissà che un giorno non “caschi” su qualche ricetta cucinata bene.

Valeriano: Questa è Valerija Brkljac, la Valery quando ci sprona a dare il meglio di noi stessi, la Valery quando un pochino s’incazza… e s’incazza, quando non si fa un bel niente per poter raggiungere gli obiettivi prefissati!
Valerija: hahaha ormai è saputo che sono una “tedesca” al lavoro. Tutto deve essere basato su un progetto. Progetto è definire obiettivi, il percorso lavorativo per raggiungerli, tempo che devi impiegare e tante altre cose. L’artista deve lavorare insieme con il gruppo e non devo essere io a corrergli dietro. Si discute, si trova la soluzione migliore, si lavora e i risultati arrivano.

Alla fine non ci provo nemmeno a smentire ciò che ormai è chiaro a tutti, che sono tosta quando si lavora e che pretendo tanto impegno, ma che lascio agli artisti tutta la libertà nel loro lavoro.

Soddisfazioni e delusioni nel lavoro con gli artisti

Valeriano: Adesso per concludere, una domanda che potrebbe sembrare pomposa o a secondo dei casi, anche antipatica, ma che in un’intervista quasi seria come questa… va fatta: Valery ci racconti delle grandi soddisfazioni ottenute e anche delle piccole delusioni se ne hai avute con La metropoli degli artisti?
Valerija: Guarda Valeriano, io sono una guerriera. Nel lavoro do tutta me stessa e gli artisti li proteggo stando in prima linea, osservo tutto ciò che succede intorno a loro e cerco di fare del mio meglio lavorando sui loro progetti. Ce da dire che anche pretendo tanto nel lavoro. Di conseguenza a volte sono poco diplomatica. Voglio molto bene agli artisti e chiedo fiducia 100%, perché io non riesco lavorare a meno di 100%. Qualche volta so che la vita ti porta a distrarti, succedono le cose impreviste e l’artisti si fanno distrarre con facilità. Ma come io do sempre almeno due chances a tutti, si può sempre trovare una soluzione se l’artista sa cosa vuole raggiungere. La terza occasione non la do nemmeno a me stessa!

Tradotto significa che ci sono stati i momenti quando un artista per esempio non capiva perché io non pubblico le cose tutti i giorni. Bisogna sapere che online è meglio pubblicare una volta alla settimana e su un sito che è visitato da migliaia di persone, che ogni giorno su 100 siti che vede una sola persona. E per giunta scrivendo lo stesso identico testo. Questo è l’errore più grosso che si può fare online, perché i motori di ricerca in questo modo ti mettono sulla “black list” (la lista nera) e non ne esci mai più, bollato come spammer! Ecco, la delusione è questa, quando uno pensa di sapere meglio di te il tuo lavoro.

La soddisfazione è vedere l’interesse crescente per gli artisti da parte del pubblico. Li vedi attraverso i numeri. I numeri devono essere veri, dietro ogni numero deve essere una persona viva, alla quale non “butti” sulla bacheca le tue “meraviglie”, ma osservando con attenzione la persona la vai a coinvolgere in ciò che fai nel momento in cui quella persona è disponibile. Bisogna investire del tempo e non solo. Abbiamo diverse persone in fase di inserimento nella struttura che dovrebbero curare i rapporti con il pubblico e le aziende in Italia. Io personalmente curo i rapporti con l’estero, sono in trattativa per i vari festival ed ingaggi all’estero per gli artisti. Inoltre di recente abbiamo fatto un accordo con una struttura che fa la produzione video, specializzata solo per i musicisti. Si lavora… e le soddisfazioni più grandi sono nel vedere una costante crescita di pubblico intorno agli artisti! Poi in autunno passeremo finalmente alla vendita dei CD e all’organizzazione degli spettacoli. La soddisfazione è nel percorso e nel vedere i risultati sempre in crescita.

La domanda trabocchetto: su chi degli artisti scommetteresti?

Valeriano: E infine Valery, se dovessi scommettere ad occhi chiusi o anche ad occhi aperti sugli artisti che ospiti sulla tua webmetropolis, su chi scommetteresti?
Valerija: La domanda “trabocchetto”… è semplice sai. Come credo che ogni artista ha il proprio pubblico, punto su tutti che sono in grado di percorrere la strada lavorando sodo! Certo, c’è chi si è messo già in pole position: Nicoleta Nuca, con una voce da sogno, che a soli diciotto anni lavora senza sosta, nonostante avesse la scuola da terminare. Lei attende la risposta da una Major e da un festival all’estero. Poi, Christos con il quale siamo prossimi a fare lo spettacolo sull’amore.

Poi ci sono gli altri altrettanto bravi, che sono in una fase diverse di elaborazione. Per esempio, attendo con ansia la fine dei lavori di Donatella Pellegrini, alla quale sono molto legata, che ha un progetto fantastico. Cristoforo, il poeta e marinaio, sta finendo il nuovo CD, meraviglioso anche questo. Alcuni vogliono solo suonare, come Texarkana, e faremo sì che questo accada, ma perché loro suonano per il divertimento e perché sono unici nel genere musicale, li abbiamo accettati così senza progetto.
Credo che a tutti dovrebbe servire come esempio la jazz band Eyot, band della Serbia, che sono già famosi e suonano in tutto il mondo, concerto dopo concerto. Sono instancabili e lavorano senza sosta.

Valeriano: Ciao e grazie Valery!
Valerija: Grazie Valeriano per le belle domande!

Valeriano: E’ andata, ho fatto del mio meglio, ma l’intervista può continuare sul blog, fate le vostre domande, siatene certi risponderà, se ha risposto a me…
Valerija: Promessa mantenuta!

Intervista a Valerija fatta da Valeriano Perazza, autore di testi per canzoni, Abruzzese d’origine, residente in provincia di Verona.
Paroliere per passione da sempre, Autore con la “A” maiuscola da un po’(si fa per dire). Attualmente impegnato con i suoi più stretti collaboratori nella lavorazione di brani per emergenti e non, sia italiani che stranieri.

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