Todio da scoprire

Posted on 11 July 2011   WebMetropolis Site Achive
Todio da scoprire, 10.0 out of 10 based on 5 ratings
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Una band arrivata da un’altra dimensione

L’ambito della musica METAL è ricchissimo. Ecco perché spesso uno prima di asoltare una band si pone la domanda dove collocarla. Nel caso loro, consiglio di mollare subito l’impresa, accontentandosi di un termine abbastanza largo come definizione: il “crossover”! Anche se non li definisce del tutto, contiene l’idea di trasversalità, che ci porta nella direzione giusta. Per questo motivo la cosa migliore da fare è di ascoltare e godere la loro musica. Perché lì troverete la forza, la melodia, la rabbia, la quiete. Loro portano le tempeste interiori alla luce del giorno. Ma le anche scagliano contro chi e ciò corrode il nostro Essere, facendolo diventare ciò che non dovrebbe mai essere. Questo è in anteprima il tema del loro prossimo album, di cui sentirete parlare e anche tanto! Loro cercano dentro se stessi le risposte e le offrono pulite. Purificate dalle note della musica che non nasce, ma sgorga da un interiorità vissuta profondamente. Loro sono TODIO. E dopo averli conosciuti, non vi rimarà altro che cantare i loro brani.
Per iniziare l’intervista con i TODIO, TeslaLUX ha scelto il brano “PRAYER”, dall’ultimo album SIXTEEN, di cui l’omonimo brano ve lo abbiamo lasciato per fine.

Brano: Prayer
 

 

Partendo da qualcosa d’improbabile per arrivare all’armonia e alla fratellanza

Abbiamo chiesto a Massimo Ferrara, il fondatore del gruppo, di dirci qualcosa sul percorso della band, visto chè si tratta di un gruppo con una storia molto interessante da raccontare.
MASSIMO FERRARA: ho fondato il gruppo e ne sono l’unico superstite della prima formazione…il gruppo ha cambiato tante cose nel suo percorso ma ha trovato quel qualcosa in piu’ proprio ultimamente…il qualcosa in più è l’armonia e la fratellanza tra i membri…
I CD precedenti sono un omonimo Todio del 1996, 10 tracce di hard rock, un EP Dobermann 1998, registrato a Los Angeles, ma che poi abbiamo abbandonato a se stesso, e dopo vari esperimenti di formazioni improbabili e un tentativo di cantare in italiano, che stava per affossare il gruppo nel 2008, e’ arrivata Barbara e Sixteen.
Barbara, che è mia moglie, è arrivata davvero per caso. Ne lei voleva entrare, ne io l’ho proposta…. eravamo senza cantante, con tante idee, e io le ho chiesto tanto per gioco, e per rendere meno tristi le prove, di cantucchiare qualcosa. E dopo 5 minuti eravamo gia’ tutti invasati del suo talento e del fatto che nella nostra idea di musica non scontata… la sua voce, il suo timbro, sulle prime non c’entrano niente con il nostro suono potente, ma poi riflettendoci sono la quadratura del cerchio.. e il suo gusto pop nelle melodie ci ha aiutati a rendere meno difficile da digerire il nostro song writing… Ora ci aspettano nuove sfide, ma il mio sogno nel cassetto più che suonare al Master of Rock è di fare una vacanza in moto tutti insieme…

A questo punto non mi rimane che dirvi come ho la sensazione che ci riesca in entrambi, visto che la loro caratteristica principale è proprio di non dare nulla per scontato nella musica e di vivere “la moto come un mezzo per il viaggio dell’anima“.

Brano: Dobermann

Faith no more

Il filo conduttore della storia dei Todio è il concetto di fare musica senza pressioni e di istinto. Con la base ispiratrice dei “Faith no more“, gruppo per eccellenza che hanno inventato il crossover, ovvero la fusione di vari generi musicali senza soluzione di continuita’. Ma il termine crossover ci sta’ stretto noi possiamo fare un cd mix oppure pop o metel non vogliamo un etichetta vogliamo fare la miglior musica che spontaneamente ci esce fondendo le nostre idee ed influenze musicali.
I primi cd nascevano dalla sala prove da adolescenti che speravano di diventare famosi… cantati in iglese maccheronico, con testi che parlavano di esperienze personali… odio per le donne (che non ci volevano) e dei primi viaggi in moto….
In Dobermann la situazione era più o meno la stessa, con un indice di relatività nei testi in cui si parlava soprattutto della vita dell’allora cantante.. e che quindi non ci rappresentava…
In Sixsteen per i testi ce ne siamo occupati io e Barbara e abbiamo parlato di nuovo di viaggi in moto ma dell’Islanda.. e cose fatte insieme….attenzione noi viviamo la moto come un mezzo per il viaggio dell’anima, non siamo fanatici di questa o quella, a parte me che sono fortemente legato alla Motoguzzi.

Brano: The Dog from the Sky

Forte professionalita’ e forte amicizia

Abbiamo chiesto anche agli altri componenti del gruppo di raccontarsi e di raccontarci la band dal loro punto di vista.

ANDREY POLTAVETS: La chiave della solidità della Band penso che sia la nostra grinta e la determinazione nel remare sia fisicamente che mentalmente nello stesso verso, poi come dicevo prima, passiamo molto tempo insieme anche al di fuori della musica, ( il che credo che sia importantissimo per la solidità della band), quindi diciamo che abbiamo tutti lo stesso obbiettivo, esprimere le nostre idee sul mondo che viviamo e dei sentimenti che proviamo attraverso la nostra musica senza escludere mai niente.
Andrey, 24 anni, nato a nord della Russia precisamente a Mirniy, Archangelsk. La sua infanzia è stata segnata dai ricordi forti, tra i quali di uno ne abbiamo sentito anche noi: il Cernobyl. Andrey lo ha vissuto troppo da vicino, tanto da indurre la mamma e la nonna a portarlo in Italia.

BARBARA LICCIARDI: Ho tanti anni di esperienze musicali di vario tipo ma per la prima volta con questi ragazzi unisco il piacere di suonare alla convinzione di fare cose di qualità otre che originali. Come dice Andrey, nonostante non siamo coetanei, stiamo tutti benissimo insieme anche al di fuori della musica e questo non puo’ che rinsaldare e migliorare il nostro lavoro in sala prove, in studio o dal vivo. Il bello dei Todio è che ognuno a portato il suo background musicale inserendolo e miscelandolo con gli altri, senza nessuna volonta di prevaricare ma tirando fuori un mix a mio parere molto iteressante. I Todio non hanno un capo, si lavora di squadra e penso si senta.

Ho iniziato a cantare sui banchi del coro della chiesa… poi tanti anni a canticchiare dentro casa frequentando pero’ le band metal locali, musica con cui a tutti gli effetti nasco. Verso i 20 anni comincio a lavorare facendo pianobar (un po dappertutto) e nel frattempo abbino alla musica fatta per solo per lavoro, partecipazioni in band soul e blues avvicinandomi al genere. Dopo diversi anni mollo il pianobar ritrovandomi in gola uno strano stile che alterna una base pop ad inflessioni rock e blus. Non siamo grandi amanti del metal più estremo e per fortuna perchè non sarei neanche capace di cantarlo.

ANDREA ERCOLI: Ho iniziato a studiare il pianoforte al conservatorio G Rossini di Pesaro sostenendo da privatista tutti gli esami . Ho iniziato a suonare il una band a 16 anni avvicinandomi al repertorio prog psichedelic per poi abbracciare il rock, l’hard rock e il metal. Grande scoperta sono stati i Faith no more che racchiudono nella loro musica la liberta’ di esprimersi senza confine di genere o standard imposti. Le mie influenze ovviamente sono molto dettate dalla musica sinfonica in special modo dalla classica di di fine 800 e i grandi russi di inzio secolo come Musorgskij, Borodin e Rachmaninoff. I TODIO hanno dato sicuramente la possibilita’ di sperimentare tutte quelle sonorità e armonie che fino ad ora rimanevano inespresse. Ogni idea prende forma nella maniera più semplice e naturale come un prolungamento di 5 individui separati fisicamente ma con una mente musicale colletiva. L’alchimia è dettata dal gruppo e da come una idea melodica, armonica o ritmica si evolve sotto le mani di tutti fino ad arrivare a qualcosa che ci piace. Come hanno gia sottolineato Barbara e Andrey siamo molto uniti al di fuori del gruppo. A tutti piace molto andare in moto. Ci spostiamo per concerti e viaggi o vacanze ma anche semplicemente ci troviamo per mangiare una pizza…

FAUSTO FERRARA è a parole scarso, ma lo capirete bene guardando questo video. E’ quello con addosso la maglietta nera e le due pistolle. Al posto suo parla la sua chitarra! Tutti insieme, ognuno a modo suo, contribuiscono a dare a TODIO un anima unica, per la bellezza della musica e dei testi. Per questo li si riconosce già dalle prime note.
Di loro ne sentirete parlare ancora e molto presto! Perché c’è un interesse per loro non solo dall’Italia, ma anche dall’estero. Vi terremo aggiornati.

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