The KOR Rock Monsters

Posted on 20 July 2013   WebMetropolis Site Achive
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Hard Rock KOR

L’intervista con Elvis Giudici fondatore e leader di The KOR. Vi sorprenderà, perché vi racconterà una band emergente, che fino a pochi giorni fa aveva “dell’emergente” solo quello che tradizionalmente s’intende sotto questo termine: pochi brani, nessun video promo, pochissime foto (tranne dai live), insomma “poche cose” per sognare un grande palcoscenico. Però, The KOR ha alle spalle 10 anni dei LIVE e una grinta rock da far invidia. Se la scena musicale italiana non fosse ancora lontana dal cambio generazionale, The KOR avrebbe da tempo conquistato palchi e cuori di tutta Italia, alla faccia dell’emergenza. Lo testimonia il loro nuovo CD “The Bad Influence”!
“The Bad Influence” dovrà allora “per forza delle cose” uscire sulla scena internazionale, sfruttando la ghiotta occasione offerta dal web e dai social media, che fortunatamente non conoscono le frontiere, se mai quelle linguistiche, e potrebbero dare alla band tante soddisfazioni in termini di popolarità.
Facebook Page: The KOR

The KOR, la nascita

Elvis, raccontaci la nascita di The KOR e perché questo nome, che significato ha?
Il gruppo è nato nel luglio 2003, io avevo appeso la chitarra al chiodo per quanto riguarda i live dopo una serie negativa di esperienze in diversi gruppi (strani personaggi che non credevano in ciò che facevano) che non riuscivano ad andare oltre al live di quartiere… avevo iniziato a studiare chitarra (dopo ben 8 anni da autodidatta) giusto per non smettere del tutto e lì ho conosciuto Paolo, un batterista che stava vivendo la mia stessa situazione negativa e dopo il saggio di fine corso abbiamo pensato di darci un’ultima occasione… sono così nati i Keep On Ready.
Il nome non è a caso, erano stati proposti anche Keep Alive e Keep On Rocking, ma la situazione strana che è nata da subito come il fatto di essere in 4 senza un bassista (il primo ufficiale è arrivato solo un anno più tardi), l’invito a presentare una canzone inedita solo un mese e mezzo più tardi e altre situazioni da prendere al volo ci ha fatto optare per il “Tenersi Pronti” – Keep On Ready… situazione che ancora oggi, dopo 10 anni, non ci ha abbandonato eheheh

Chi sono i membri della band, ci fai conoscere tutti per nome e per lo strumento.
Già nel 2004 della ormazione originale eravamo rimasti solo io e Paolo, nel 2005 purtroppo ha dovuto abbandonare anche lui per motivi di lavoro e dopo molti cambiamenti siamo arrivati alla formazione odierna composta da me alla chitarra e cori, Rocco Sonia alla voce entrata nel 2009, Dario Piovani al basso e cori, ultimo arrivato alla fine del 2010 e mio fratello Eric Giudici alla batteria che ha sostituito nel 2005 Paolo.

“The Bad Influence” su iTunes

E’ appena uscito l’album su iTunes. Come si intitola e quali sono i brani che contiene.
Bad Influence è il nostro primo album ufficiale, uscito nel dicembre scorso su cd e da meno di un mese in digitale… racchiude in se la storia del gruppo perchè al suo interno ci sono canzoni composte dal 2004 al 2012, tutte rivisitate e arrangiate presso la nostra etichetta appositamente per l’album, trasformandolo così da “raccolta” a disco nuovo.

ELVIS GIUDICI, la forza rock della natura

ELVIS GIUDICI

La successione dei brani non è a caso, si parte da un Intro di 2 minuti che prepara mente e cuore dell’ascoltatore, poi inizia Wild Rocker, un rock’n’roll d’altri tempi che è anche il nostro “cavallo di battaglia”, dove nella traccia è ospite Giorgio Cerruto, fantastica voce stile Robert Plant, che si è prestato coi suoi fantastici vocalizzi… si passa quindi all’hard rock di Smile che è uno dei brani più amati da chi ci segue fin dall’inizio per arrivare al rock puro di The Real Attack, prima canzone dell’album in collaborazione con Sonia nella composizione…
Un piccolo passaggio soft con la melodica The Sound Of The Snow che è un altro brano molto amato dal pubblico e si ritorna al rock puro con la scanzonata Shut Up, la quale apre le porte all’attesa title track Bad Influence, brano scritto appositamente da me e Sonia per l’album dove viene valorizzata anche la sua potente voce… si passa dunque ad un altro brano di puro rock stile ACDC, Pink Guitar, canzone che scrissi ispirandomi alla chitarra rosa che suonò Mick Jagger in Jumping Jack Flash al concerto di Milano del 2003.
Chi ha scritto la musica e testi? Cosa racconta la musica di The KOR?
Una particolare nota vorrei spenderla per la canzone successiva, Ocean’s Drop, il brano più “vecchio” come composizione che dopo essere stato rifiutato dalla ex cantante ha trovato finalmente posto in scaletta nel 2009 ed addirittura è finito sull’album riscontrando un ottimo successo da parte del pubblico, grazie anche alla cigliegina sulla torta di Tiziano dei Malantiguo che ha saputo inserirci una chitarra psichedelica coi fiocchi… giungendo verso la fine dell’album si ritorna ad aumentare un po’ il ritmo con Yesterday 1992 e l’ultima “botta” rock con I’m Not The Bitch, il nostro primo singolo ufficiale uscito nel 2011 non che prima collaborazione che ho avuto con Sonia.
Un vero disco rock che si rispetti non può non avere una “ballad” e così si conclude il viaggio con Waiting For, altro brano che ha dietro se una storia molto particolare: nato come “riempimento” di scaletta e presentato ancora incompiuto nel suo primo live, col tempo ha saputo conquistare gli ascoltatori fino a spodestare un’altra canzone dal cd e diventare addirittura il primo singolo che anticipava l’album… da non dimenticare che su questo brano c’è la chitarra del nostro produttore Marco Germani.
In tutto il disco (ad eccezione di I’m Not A Bitch) ha collaborato con noi il tasierista Andrea Maino degli Excitodream, diventando a tutti gli effetti il nostro tastierista ufficiale nei live.
Bad Influence è un album da ascoltare tutto di un fiato perchè i brani sono legati tra loro senza pause.

L’artefice dei brani sono principalmente io, sia per la musica che per i testi… la loro tematica varia dalla voglia di rockeggiare di Wild Rocker che racconta di un concerto col pubblico che si diverte mentre la band suona infiammando l’aria, alla dolce The Sound Of The Snow dove si sogna la tranquillità… si passa dalla positività di Smile alla voglia di cambiamento di Yesterday 1992… poi ci sono le 4 collaborazioni con Sonia dove io mi sono limitato alla musica e lasciato a lei la patata bollente del testo… in questi brani la tematica è più orientata alla voglia di riscatto come I’m Not A Bitch e The Real Attack o l’esternare la propria forza come Bad Influence.

Come nascono i vostri brani? A chi si rivolgono? Esiste un progetto?
Progettare non è tanto nei miei canoni, io sono uno che ama più che altro l’istinto… musicalmente le mie canzoni nascono dai momenti di strimpellamento mentre mi scaldo o suonicchio spensierato, esce quel riff che ti cattura e lo segni indelebilmente in testa intanto partendo da quello ci costruisci tutto il resto e musicalmente il brano è fatto… è stato così per la maggior parte delle canzoni, anche quelle in collaborazione con Sonia: ho presentato il riff a lei e subito è scattata la scintilla nella sua mente per il testo.
Solo Pink Guitar ha visto prima le parole, questo perchè l’idea è nata da una immagine che ho avuto durante un concerto e quindi dovevo assolutamente riprodurre l’idea.

Una recensione con i fiocchi

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Avete avuto un ottima recensione. Il palcoscenico è vostro forte, perché nonostante emergenti, siete invitati nei palchi che non sono accessibili per gli emergenti. Cosa significa questo per te come leader del gruppo? Aiuta o spaventa? O vuoi dedicarti più alla musica in questo momento?
Credo che il nostro punto di forza sia che facciamo una “musica per tutti”, cioè una musica semplice che rimane in testa e spesso lo si vede quando al secondo ritornello la gente sotto al palco la canta anche se è la prima volta che la sente… l’ottima recensione è comunque merito anche di Marco e i suoi collaboratori che hanno seguito egregiamente lo sviluppo dell’album portandolo ad un livello notevole… certo nei live ci divertiamo perchè prima di tutto deve essere un divertimento, poi da buon personaggio glam che sono, o “tamarro” come dicono gli altri, ci metto del mio per rendere il live più interessante come flash pirotecnici, macchina della neve (ad agosto vedere nevicare fa sempre la sua figura sbalorditiva) e molto altro.
Purtroppo in Italia non basta la capacità per raggiungere certi palchi, serve anche molta fortuna e se da un punto di vista non ne abbiamo avuta molta mettendoci 10 anni per riuscire a fare un disco, dal lato live siamo stati fortunati trovando spazio su palchi prestigiosi che ci lasciano dentro ricordi indelebili.
Ogni volta che si fa un passo in avanti la paura si fa sentire perchè non si sa cosa c’è dietro l’angolo e soprattutto ci si domanda sempre se si è all’altezza del nuovo traguardo… ma sono passi che bisogna fare se si vuole crescere… prima o poi ogni ragazzo dovrà superare degli esami a scuola per poter un giorno andare a lavorare e diventare a tutti gli effetti un uomo… per la musica non è così diverso, si parte dal garage col primo esame davanti agli amici, poi si passa ai pub, ai palchi estivi ed esame dopo esame si arriva a fare un tour mondiale… un musicista che non sogna di fare un tour mondiale non è un musicista, io spero di arrivarci e sicuramente quello raggiunto oggi non sarà il mio traguardo finale… oltre ai The KOR ho iniziato a collaborare come compositore in altre realtà musicali, anche a fare da fonico, perchè comprendere tutto ciò che ruota attorno alla musica equivale a conoscere ogni debolezza di questo mondo e saperla affrontare… in più mi permette di farlo come lavoro e quindi dedicarmi pienamente a ciò che amo… pertanto posso rispondere che il mio intento è quello di far parte completamente del mondo della musica.

Sonia, Dario, Eric e un video da fare a quattro voci

Non avete ancora il video, ma ho letto una sceneggiatura promettente. Un atteggiamento da BIG si potrebbe dire. Ho notato che prendi tutto come un grande divertimento, ma sei professionale. Cosa ti aspetti da The KOR e per The KOR, sapendo cosa oggi vuole dire fare musicista?
Il mio punto di forza è la fantasia, spesso è lei stessa a finire fuori controllo e in quei momenti divento un vulcano d’idee… lo reputo una grande fortuna perchè nell’arte è un punto cardine per il successo, quindi capita spesso che mentre un progetto sta finendo ho già in mente come proseguirlo, come nel caso dell’album che ancora prima che uscisse avevo già pensato alla sceneggiatura di vari videoclip tra cui quello di Bad Influence che hai letto, che ha oltretutto una sceneggiatura di riserva nel caso non piaccia quella ufficiale agli altri elementi del gruppo, essendo un “gruppo” è giusto che tutti siano d’accordo… e conoscendo le mie idee strampalate è normale sentirsi dire che alcune sono troppo esagerate eheheh.

DARIO, SONIA, ERIC

Purtroppo girare un video richiede anche tempo e strumentazione non indifferente, le nostre riprese sono attualmente fissate per l’autunno, quindi per non perdere tempo (un videoclip è molto importante oggi giorno per un musicista) sto pensando ad una sceneggiatura semplice che non richiede la nostra presenza ma a sua volta professionale che anticiperà il videoclip di Bad Influence… questo è un po’ il mio modo di agire, non fermarsi cercando piuttosto altre strade per proseguire.
Sarà così anche coi The KOR: purtroppo quando si arriva a certi livelli gl’impegni diventano più difficili da mantenere, il lavoro, lo stress, date sempre più lontane… quindi riuscire a trovarsi tutti e 4 non è mai facile e spesso ti ritrovi a dover saltare magari date interessanti per l’impossibilità di un elemento… io spero di riuscire a proseguire con questo progetto che negli anni ho sempre sostenuto anche nei momenti più critici, ma come ho detto prima voglio trasformare la musica nel mio lavoro ed ho già in mente progetti secondari per non fermarmi… sicuramente, qualsiasi sia la strada che prenderò, i The KOR continueranno ad esistere perchè è un progetto che mi sta molto a cuore.

The KOR, il futuro e i sogni nel cassetto

Quali sono i tuoi obiettivi? Cosa sei disposto a fare per raggiungere questi obiettivi?
L’obiettivo più grande è ovviamente di fare il musicista, magari anche con un progetto tipo quello di Slash o dei Rainbow di Blackmore dove io sarei colonna portante e gruppo con dei musicisti ed un cantante che suonano le mie canzoni, daltronde non essere un cantante penalizza, però ci arriverò un passo alla volta… ora ho fatto un cd con i The KOR, prossimo passo il videoclip… e poi penseremo magari ad estendere le date in posti più prestigiosi se non all’estero… di una cosa sono sicuro, non mi fermerò a questo punto perchè non sono uno che si accontenta e se sarà necessario rimettere in piedi un nuovo progetto ripartendo da zero, non ci sono problemi, non sono le distanze da percorrere o la fatica da sostenere a spaventarmi.

Ultime due domande le porgo a tutti. Avete un sogno nel cassetto?
Il “sogno nel cassetto” per me è fare il musicista e ci sto lavorando… il giorno che non avrò più forze per crederci allora diventerà un sogno nel cassetto… ma prima dovranno abbattermi 🙂

Dove ti vedi tra cinque anni?
Tra 5 anni mi vedo sicuramente a tribolare con la musica come sto facendo ora e come facevo 5 anni fa… con l’unica differenza che sarò almeno un gradino sopra ad oggi come oggi lo sono rispetto a ieri.

The KOR – Rock INSIDE

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