Rain Delay, la band che canta in Veneziano

Posted on 25 May 2013   Artists, News
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Rain Delay, 100% venessian

L’incontro con Dušan Pešić, il fondatore della band RAIN DELAY di Belgrado, che canta in Veneziano. Grazie a questa curiosità scopriamo che Dušan non è per caso ‘100% Venessian’, ma che ha le origini Venete, perché uno dei genitori arriva da lì. Così, il canto in veneziano diventa “il ritorno alle origini” attraverso la musica!
Ora conosceremo meglio questo artista che, nonostante la sua giovane età, ha all’attivo oltre dieci anni di musica con la sua band Rain Delay.

RAIN DELAY

Dusan Pesic, musicista, avvocato, atleta

Come hai fatto ad entrare in musica? Se non sbaglio tu sei un avvocato e un atleta? Come funziona tutto insieme? Parlaci un pò di te.
Ho cominciato con la musica nel 1999 anno, nella nella mia prima band alle scuola superiori, dopo aver conosciuto il leggendario cantautore americano Chris Rea. Di mestiere faccio l’avvocato, e lavoro in un noto studio legale di Belgrado. E’ stato il mio padre a convincermi a studiare la legge ed era una maledizione per me all’inizio, mentre oggi gli sono grato di avermi portato a scegliere questo mestiere. Invece, da tanto tempo che faccio arti marziali, in particolare Brazilian Jiu Jitsu da oltre 5 anni e gareggio attivamente. Nel tempo libero sono un “attivista”, faccio parte di diverse associazioni che operano a tutela della lingua veneta, l’identità culturale e nazionale, ma anche per la conservazione della città di Venezia. Inoltre, di tanto in tanto scrivo una rubrica sulla musica alternativa serba (soprattutto metal) per Nocturne webzine.

Rain Delay è il nome della band. Come nasce?
Il termine “rain delay” (“si posticipa per via della pioggia”) l’ho sentito per la prima volta seguendo un torneo di tennis di Wimbledon, e poi intorno ci ho creato la metafora sull’ansia di separazione, e per il ritardo della separazione causato dalla pioggia. Questo è anche il filo conduttore del nostro album di debutto in cui si trova la canzone con lo stesso nome. La band inizialmente era un trio acustico, ma successivamente si è sviluppato in un gruppo metal.

Direzione Venezia, San Marco


Che genere di musica suonate ora, da quanto tempo esiste la band e qual’è la vostra discografia? Parlaci un pò dell’album e le canzoni.
Esistiamo dal 2003 anno, che sono ormai oltre dieci anni. Abbiamo pubblicato tre album finora: As I Bequeath My Yesterday (2005), che fu principalmente di orientamento Doom/Black, We Forget (2008) in cui ci siamo rivolti a melodeath/doom sound, e il Slumber Recon (2011), ancora attuale, che trasuda il suono di post-hardcore. Dal pubblico e dalla critica siamo stati spesso definiti come la tipica metal band d’avanguardia, ma per me questo è sempre sembrato un pò pretenzioso. Potrei dire che suoniamo fusion metal, una nostra mix originale di generi. Ultimamente per la testa mi gira il termine Venetian Deathcore, soprattutto per l’ultimo album, questo nuovo che stiamo facendo in questo momento, per la svolta dal metal al core, e per la presenza del tipico tema “veneziano” di molte canzoni, ma anche per l’influenza neo-clasica. Canzoni del terzo album sono variegate in termini di impatti, autobiografia e concetti, legati cronologicamente in una struttura.

‘Slumber Recon’, l’ultimo album di Rain Delay

Dusan Pesic

La band è di Belgrado e tu componi e canti in altre lingue. Raccontaci un pò…
L’inglese mi è diventato molto vicino sin dall’infanzia, e ho persino iniziato a pensare in inglese, così nulla di strano se ci scrivo le canzoni. Si può dire che ho una certa affinità per le lingue, in modo che si trovano già sul primo album i testi in italiano e francese. Uso queste lingue, e penso che il ‘multilinguismo’ sia una caratteristica essenziale del mio lavoro creativo. Successivamente sono rimasto affascinato dal giapponese, così anch’esso si trova in una canzone in cui presento Selena Shiseido, importante figura femminile dall’album Slumber Recon. Veneziano, la lingua veneta, è la mia lingua di scelta. Era un amore “a prima vista”. Mi piacerebbe un giorno parlarlo come se fosse la mia lingua madre, perché in parte sono anche Veneto.
Ho deciso di scrivere in serbo molto tardi, nel terzo album. Non è una lingua del rock, figuriamoci del metal. I miei migliori versi in serbo si trovano, dunque, sull’ultimo album.

Raccontaci un pò la scena musicale di Belgrado e di ciò che sta accadendo nella musica in generale in questi spazi.
Metal (e un pò anche hardcore) l’ho seguita intensamente negli ultimi dieci anni, ultimamente non tanto, tenendo presente che una parte delle band importanti si sono sciolte, come per esempio il mio preferito, Equinox. Ci sono ancora quelli che resistono ai tempi brutti e al pesante ritmo di vita, come ad esempio Tibia. Credo che da questi gruppi si può imparare molto, in tutti i sensi.
Ci sono le giovani forze creative come Face Off e Destiny Potato. Dagli ultimi ci si aspetta molto. Seguo molto di più la scena alternativa, dove ho i preferiti, il gruppo Went. La scena Belgradese è generalmente dormiente, ora molte più cose accadono a Novi Sad, per molti versi la capitale culturale della Serbia. Là ci sono quelli socialmente consapevoli Piknic, potente Azil 5, Sangre Eterna e Concrete Sun, le band che meritano molta attenzione.
Seguo anche altri generi musicali… Ecco, il nuovo album di Bad Copy è assolutamente brillante. Tutti gli altri prodotti nocivi di musica di queste zone ignoro con successo.

Rain Delay ora ha una formazione nuova

Molte cose sono cambiate nelle nostre vite, e inevitabilmente nell’arte. Che cosa è successo al Rain Delay l’anno scorso?
I membri del gruppo si sono semplicemente orientati alle loro carriere e alle loro vite. Sono molto grato a loro per tutto quello che abbiamo passato insieme. Per me Rain Delay è la ‘mia carriera’, il mio “ergastolo”, così non avendo altra scelta, detto in gergo calcistico, ho “comprato i nuovi giocatori”, ringiovanito “la squadra”, e con grandi ambizioni entriamo in una nuova stagione.

Rain Delay in concerto a Venezia

Così siamo giunti alla ricostruzione e alla crescita. La nuova forma, la nuova impostazione, la nuova musica? Che cosa hai intenzione di mantenere?
Spero di mantenere questo entusiasmo suicida, perché è l’elemento principale che mi ha portato fin qui. Mi auguro anche di mantenere la stessa qualità di lavoro come autore, altrimenti non avrebbe senso continuare. Infine, spero di mantenere l’attuale formazione e di spostare alcuni limiti con il nuovo album.

Dusan Pesic, Rain Delay

Un grande seguito in Veneto per Rain Delay

La band ha un grande pubblico in Veneto, e allo stato attuale c’è spazio per voi anche fuori di Veneto. Partiamo da lì. Il vostro nuovo video percorre la strada per l’Italia e Venezia. Come è andata? Dove avete suonato? Come siete stati accolti?
Il Veneto è la mia ‘terra promessa’. Lì abbiamo incontrato alcune persone che posso considerare uniche, come il mio fratello Matteo Secchi. I concerti hanno avuto un gran seguito, così quello in Cittadella ha avuto le prime pagine nei quotidiani regionali, e il concerto acustico a Venezia è stato proclamato “evento culturale storico” dalla stampa locale. La curiosità è che Rain Delay è la prima band metal che ha mai suonato a Venezia! Mi piacerebbe suonare anche nel resto dell’Italia, sarebbe bello, e penso che con il pubblico possiamo davvero realizzare un gran bel contatto.

Come vedi te stesso e Rain Delay tra cinque anni?
Ci vedo di fronte ad una grande platea di un festival a Padova, nella formazione attuale, accompagnati dal quintetto vocale femminile Antem, eseguendo il brano Winged Lion (“Leone Alato”). Vedo questa immagine idealizzata. Non ne vedo l’altra al momento.

Quale sogno vorresti realizzare?
La musica mi ha fatto realizzare molti sogni, ma ne nasce sempre uno nuovo… Mi piacerebbe che il nuovo album fosse migliore del precedente (come sembra), che raggiunga molti cuori e le menti, e che da esso nasca la promozione attraverso i tour locali qui, tour regionali e uno europeo. Questo potrebbe bastare… per ora.

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