OX Osmel Fabre

Posted on 04 June 2013   WebMetropolis Site Achive
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When Things Come Easy

OX, Osmel Fabre è un cantautore e musicista, cantante e fotografo autodidatta. Un uomo di grande fascino, con una voce caratteristica, tanto che non potete confonderla con nessun ‘altra. Un sound ben definito, brani bellissimi, da lui scritti, arrangiati e suonati. La sua è una storia di vita e di arte interessante e tutta da raccontare…

Intervista con Osmel Fabre, in arte OX

Oggi un altro piacevole “compito” di far conoscere ad un pubblico di grande cultura musicale Osmel Fabre, un affascinante giovane uomo. Noi ti chiameremo semplicemente Osmel, in arte OX. Ci racconti la tua storia.
Beh,grazie per questa opportunità.
La mia storia è decisamente “troppo lunga” per essere raccontata in breve. Diciamo a brevi linee che sono nato a Santo Domingo, e sono venuto in italia con mia madre intorno all’età di 4 anni. Purtroppo quando avevo 9 anni lei è morta in un incidente stradale lasciando me e mio fratello più piccolo in balia del mondo in un collegio di suore dove stavamo di stanza nei giorni in cui lei non ci poteva tenere.
Così siamo, fortunatamente, stati affidati ad una coppia che ci ha amorevolmente cresciuti.
Io poi ho scelto di andare a vivere da solo intorno ai 20 dopo due anni di università a Pavia e da lì è iniziata la mia vita da adulto.
A 24 anni sono partito per l’Egitto come animatore in un villaggio turistico a Sharm El Sheik ed al ritorno, dopo 6 mesi, sono partito alla volta di Roma a cercare quello che non trovavo a Verbania (paese dove ho sempre vissuto): il mio lavoro di grafico pubblicitario.
E da allora mi sono sposato, ho avuto un meraviglioso bambino, poi separato, riconvissuto per due anni, e ora eccomi qui ad iniziare una nuova vita.

Invece la musica? Come si arriva alla musica e si persiste? Qual’è stato il tuo percorso?

Uno dei primi ricordi che ho di me in relazione con la musica risale a quando avevo circa 4-5 anni in cui, mentre giocavo con il mio fratellino, cantavo qualunque cosa sentissi. Cosa che mi ha sviluppato un forte senso della melodia.
Intorno agli 11 anni ho preso qualche lezione di pianoforte che poi ho accantonato in favore della chitarra (classica) che ho seguito per un paio di anni intorno ai 15 anni.
La prima cosa che ho fatto appena imparati i primi rudimenti di chitarra è stata quella di scrivere una canzone e da lì non ho mai più smesso di scrivere fino ai miei 26 anni circa, in cui, a causa di una forte insicurezza, ho abbandonato per diversi anni la scrittura delle canzoni per dedicarmi al canto e ad altre arti tipo la fotografia.
Negli ultimi nove anni sono stato il frontman di una fantastica band Ska-jazz e rocksteadybeat di Roma, I Maghi di Ox, nome voluto dal primo bassista della band. Con loro ho avuto modo di imparare la vita del “palco”. Per nove anni abbiamo calcato alcuni dei principali palchi di Roma e non solo, portando all’attivo più di 150 concerti da quasi 2 ore l’uno! Concerti dove il principale ingrediente era proprio l’energia e l’allegria. Il nostro obiettivo era quello di far ballare e divertire la gente, una vera live show band.
Nel corso degli ultimi tre anni, dopo un forte evento personale, ho ripreso a scrivere canzoni e grazie alla spinta emotiva della mia ex fidanzata, alla quale devo davvero tanto in questo senso, ho deciso di iniziare a pensare più seriamente questo tipo di attività e di perfezionare la scrittura aggiungendoci anche l’arrangiamento e l’esecuzione dei brani. Questo ha portato alla creazione di un primo album “sperimentale” dal titolo New Life dove molti brani parlano appunto della mia nuova “condizione” di vita.
Il risultato di questo album, e la convinzione che forse potevo avere qualcosa da raccontare davvero, mi ha spinto ad iniziare a lavorare all’album When Things Come Easy dove il titolo fa riferimento proprio alla “semplicità con cui mi vengono le cose” ed in particolare le canzoni dell’album.
Ora questo percorso l’ho portato finalmente a termine e a giorni farò la presentazione ufficiale dell’album, completamente autoprodotto, scritto e arrangiato.
Allo stesso tempo ho scelto di lasciare il mio storico gruppo de I Maghi di Ox per potermi appunto dedicare anima e corpo a questo nuovo percorso di vita.

Artista in tutto e per tutto, Ox crea il video del brano ‘You and I’

Da quanto tempo sei a Roma e che lavoro fai? Ci racconti le tue impressioni sulla situazione musicale qui.

Sono a Roma ormai da 13 anni e lavoro in Rai, in televisione, come grafico, oltre ad occuparmi di fotografia e webdesign come freelance.
La situazione musicale è davvero difficile a Roma, specialmente se suoni materiale tuo e soprattutto se in inglese!
Anche se recentemente ho percepito una leggera inversione di tendenza rispetto alla musica originale da parte dei locali, fino a pochissimo tempo fa lo spazio che i pub davano alla musica originale era pressoché nulla o comunque pochissima a favore, invece, di cover e tribute bands. Oltre che poco o niente pagata se non a fronte di una richiesta di portare gente al locale!

Poi, come si sa, gli amici vengono una o due volte a sentirti, ma non ti fanno “la carriera”. Quindi, a parte le prime serate live dove avevi un’affluenza maggiore, poi dovevi iniziare a dover pregare la gente per portarla alle serate…oppure mettevi da parte le aspirazioni e lasciavi perdere o…suonavi gratis.

Oggi percepisco finalmente un principio di cambio rotta. I locali sembrano essere stanchi di sentire musica cover e iniziano a dare più spazio alla musica inedita, quindi a sostituire le cover band pagate con original band, pagate un po’ meno, ma comunque pagate, il che da una bella “botta” di speranza a chi, come me, ha velleità cantautoriali.

Album ‘When Things Come Easy’ appena uscito

Ora la discorgrafia. I tuoi brani sono tutti scritti da te? Come nascono, dove trovi l’ispirazione? Quali sono i tuoi temi preferiti?

Si, i miei brani sono scritti, suonati e arrangiati da me (oltre poi al mixing ed editing). Ma giuro che non lo voglio più fare! Ora che finalmente ho musicisti davvero in gamba che collaborano con me, tutto il nuovo materiale che scrivo, dopo averlo “tracciato”, ho intenzione di farmi aiutare nella fase di arrangiamento e soprattutto di esecuzione.

Quando scrivo una canzone ho una sorta di “percezione” del momento. E’ come se sentissi che “in quel esatto momento” mi viene l’ispirazione per scrivere qualcosa. E’ raro che io sappia in anticipo cosa scrivere. In genere sento solo l’ispirazione. Poi prendo la chitarra e lascio fluire gli accordi, la sensazione positiva creativa. E sul giro di accordi che trovo che mi piace inizio ad improvvisare una melodia, che se poi sento come “valida” inizio a lavorare ed a perfezionare.
E’ a quel punto che inizio a farmi un’idea del testo e dell’argomento, in base al mood, al feeling che mi trasmette questa melodia.

In genere il tema principale è, da buon romanticone, l’amore. Parlo dell’amore nelle sue varie forme e persone. Ho scritto canzoni per donne che ho amato (You and I, King and Queen), sia dal mio punto di vista che interpretando un personaggio (Summer). Ho scritto canzoni per mio figlio (The best thing in my life) o per un amore fittizio, inventato (Lady B).
Ho scritto anche per paure d’amore, delusioni o semplicemente immaginando di perdere qualcuno (Losing You).

Poi ho scritto canzoni calandomi in qualcuno (Pray of an Old time boy) o sulla vita (Confessions, Colours) o semplicemente sul mio trascorso di vita (A Brand New Man).

Diciamo che sebbene il tema principale sia l’amore, quasi sempre quello vissuto di persona, anche quando tratto personaggi inventati in cui mi “calo” , il pozzo è sempre lo stesso, quello della mia vita e delle mie sensazioni.

Sono molto sincero quando scrivo e mi piace che le canzoni abbiano un profondo senso compiuto, un tema chiaro e sensato.

Ci dici del tuo nuovo album. Come si intitola e qual’è il brano al quale sei particolarmente legato, se c’è, e perché?

Il nuovo album “When Things Come Easy” è il termine e l’inizio di un percorso di ricerca. Arriva quasi tre anni dopo New Life dove ancora cercavo il mé cantante, compositore, e soprattutto la mia voce, il mio stile.
Ed è l’inizio perché ora che ho trovato queste cose posso iniziare anche il percorso di Ox come entità nuova e definita con un nuovo percorso da iniziare.
Quindi è sia emotivamente che tecnicamente un importante debutto per me.

Diciamo che nell’album ci sono una serie di canzoni a cui sono particolarmente legato, a partire da King and Queen e You and I, che parlano di spezzoni di vita reale, uno dei brani che sento molto profondamente è Confessions che è una sorta di bilancio della vita e degli errori fatti. Ma fortunatamente non è autobiografico, anche perché spero ancora di fare altri album, altri errori, altre conquiste prima di tirare una riga e fare il bilancio! 🙂

I Maghi di Ox

Hai molte esibizioni, ma non da solo. Con te c’è anche la tua band. Chi sono i componenti e come si lavora insieme? Avete molte serate?

Beh, in effetti per essere una band appena formata, solo fra aprile e maggio abbiamo già fatto 9 date. Purtroppo non con la band al completo, dato che il nostro chitarrista Roberto “Mac” è stato richiesto a Milano per lavoro. Da una parte è una “tragedia” perchè il suo apporto alla band è davvero notevole se non fondamentale; dall’altra invece, ci ha fatto scoprire la dimensione “acustica” della band che è quella che stiamo tutt’ora portando avanti in attesa del suo ritorno in zona.

Al basso c’è uno dei personaggi più improbabili ma allo stesso tempo fondamentali per il mio sound live e non: Frank. Frank, oltre ad essere il mio superiore al lavoro, è anche colui che per primo ha creduto al mio progetto sin dall’inizio, già acquistando una copia del bootleg New Life, e poi entrando come bassista nella band in tempi non sospetti, quando nel 2011 ho provato a portare live il progetto New Life.
Dopo questi 2 anni in cui ho sviluppato When Things Come Easy, si è ridato disponibile a darmi una mano al progetto. Tant’è che oltre ai lives, mi ha anche reinciso i bassi di alcuni brani, dando un apporto notevole al sound “Ox”.

MAGHI DI OX

Grazie a Frank ho conosciuto Ludo the Old, un giovanissimo batterista alle prime armi con i lives ma navigato nel suonare la batteria. E’ davvero un caro ragazzo al quale auguro vivamente di andare moooolto oltre Ox e di fare una brillante carriera da professionista.
Con lui sto attualmente facendo un lavoro di modellamento sul mio stile, dato che lui arriva principalmente dal rock progressive e hard rock. Il vantaggio è che questa vena più dura rende il sound live delle nostre performances decisamente più incisive.

In questa dimensione acustica abbiamo anche scoperto il talento di Claudio alla tromba. E’ stato un cross-over di ruoli per lui: da trombettista session ne I Maghi di Ox, dove tutt’ora suona, a solista nel progetto Ox, dove, oltre ad arricchire le performances lives con il sound della tromba e affini, aggiunge anche ritmo con le percussioni. Da notare il fatto che spesso suona contemporaneamente tromba e percussioni varie!

Presentazione dell’album al Mahalia

Al momento la stagione delle serate nei locali si sta chiudendo. Dopo questa della presentazione dell’album il 6 giugno al Mahalia Incontrada, bellissimo locale in zona Colli Albani a Roma, abbiamo ancora il 13 giugno al Pride Pub, nella stessa zona.
L’obiettivo estivo è quello dei palchi più grandi dell’estate romana sul lungo tevere, dove l’afflusso ed il passaggio di gente è una manna per le band emergenti come la mia.
Ma soprattutto è quello dei palchi esteri, dove la musica originale è più contemplata anche dalle situazioni fieristiche e popolari.

Tra pochi giorni c’è la presentazione del tuo album. Hai un invito particolare per il pubblico? Chi verrà avrà la possibilità di aggiudicarsi l’album in regalo?

Si, il 6 giugno al Mahalia Incontrada farò finalmente la presentazione di questo album, completamente autoprodotto. Lo eseguiremo in acustico come ormai facciamo appunto da un paio di mesi.
Il Mahalia Incontrada è per me un palco famigliare ormai, dato che con I Maghi di Ox abbiamo avuto modo e piacere di suonare regolarmente ogni mese negli ultimi due anni. Quindi è anche un palco a cui sono molto grato perché ha contribuito a dare nome al mio nome, oltre a quello dei Maghi.
Quindi diciamo che oggi devo molto a questo palco ed al suo pubblico, sebbene quello che andrò a presentare giovedì è un progetto diametralmente lontano da quello con cui mi sono fatto il nome. Una nuova sfida quindi.
Pertanto l’invito che voglio fare al pubblico che mi verrà a sentire è quello di accogliere il progetto con la stessa empatia con la quale partecipava ai concerti dei Maghi, così da infondermi lo stesso calore e poter dare io, a loro, lo stesso amore e la stessa energia, sebbene in forma diversa.

Parlando del Futuro e degli obiettivi da raggiungere

Qual’è il tuo obiettivo che ti sei prefissato di raggiungere?

In genere mi pongo obiettivi medi, che comunque considero raggiungibili. Non mi pongo una scandenza. Quando arrivo arrivo, ma faccio di tutto per arrivarci.
In questo caso però ho un primo obiettivo ed un tempo decisamente chiari: per ora la scadenza è a due anni e l’obiettivo è di arrivare ad avere un giro di serate tali da potermi dedicare quasi solo a questo progetto. Per questo ho deciso di fare le cose “in grande” investendo molto sia per l’album che per il management. Mi sono affidato a Valerija proprio perchè sento che insieme riusciremo a fare un grosso lavoro di squadra, mettendo insieme le nostre esperienze: le mie relative ad una interessante e concreta esperienza live ed una profonda conoscenza del mio modo di essere sia come artista che come persona, e le sue relative al suo lavoro di imprenditore e manager che l’ha portata ad ottenere i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti, fra cui più di 2 milioni di visite del suo portale!
A lunga distanza il mio obiettivo è chiaramente quello di ritagliarmi uno spazio nel mondo. Ci avevo provato con la fotografia, ottenendo risultati interessanti ma vincolato però in un paese dove questo tipo di arte sta creando un po’ di mostri. Ora ci voglio provare con la musica.
Non punto strettamente al soldo, ma alla possibilità di occupare il mio tempo con questa passione, ed avere una piccola fetta di “mondo” che abbia voglia e necessità di ascoltare quello che ho da dire.

Ultime due domande le pongo a tutti. Dove ti vedi tra cinque anni?

Fra cinque anni….dipende da come vanno i prossimi due! 🙂 Il mio impegno quando decido qualcosa, è totale, perseverante, quasi ottusamente ostinato (per citare il mestro David Petrosino). Il mio motto nella vita infatti è: Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti.

Hai un sogno nel cassetto?

Mi ritengo un uomo fortunato. Penso di poter dire di avere tutto: ho un meraviglioso figlio a cui devo la mia intera esistenza e già questo è “tutto”. Poi ho i vari benefit della vita: salute, casa, macchina, lavoro.

Fortunato in amore

Quindi: No. Non ho sogni nel cassetto. Diciamo che ho sempre improntato la mia vita a realizzare i sogni e i desideri, grazie soprattutto alla mia perseveranza, quella di cui parlavo poco fa.
Ma allo stesso tempo ho sempre avuto sogni e desideri decisamente raggiungibili proprio per evitare inutili frustrazioni da cassetto!
Credo che chi nasconde o accumula sogni nel cassetto prima o poi si pentirà di non aver dato la propria vita per il raggiungimento di quei sogni. Perché è così: bisogna dare la propria vita per la propria vita! Se vuoi intensamente qualcosa, qualcosa che possa diventare un “sogno”, non metterlo nel cassetto, ma sbattiti affinché questo sogno diventi realtà!
Ma bisogna anche imparare ad avere sogni che puoi in qualche modo toccare con mano.
Intanto mi sono prodotto e realizzato un album. E già questo è un sogno realizzato. Spero che ne vengano tanti altri, ma dipende solo da me.
Non sogno di avere tre macchine o una villa o chissà quanti soldi o di vincere al superenalotto. Lo so che non ci arriverò mai ad avere questo.
Ma ad avere una macchina che mi piace o una “casa” e un buon lavoro, beh è decisamente più easy no?
Poi il superenalotto lo lascio a chi non è, come me, fortunato in amore. 🙂

OX, Osmel Fabre

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