Nicoleta Nuca la brillante giovane stella della musica

Posted on 09 December 2012   WebMetropolis Site Achive
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Nicoleta, l’anima della musica giovane

Oggi vi presentiamo un’artista molto speciale. E’ giovanissima, ma di strada nella musica l’ha già fatta parecchia! Convinti che l’attende un Futuro Artistico con i fiocchi, ve la presentiamo con un intervista dettagliata, perché vogliamo dare l’opportunità anche a voi di sonoscerla bene. Lo merita per qualità, per professionalità e talento ancora in crescita!

Nicoleta Nuca

Nicoleta inzia a cantare a soli 5 anni

Nicoleta, ci puoi raccontare qualcosa di te. Prima di tutto ci interessa sapere come è che sei arrivata alla musica? Chi è stato il primo ad accorgersene del tuo talento?

Ho cominciato a cantare quando avevo piu o meno 5 anni e cantavo dapertutto, dai nonni in campagna, all’asilo, in casa, ecc. Infatti del mio talento se ne sono accorte più persone; tutti quelli che mi sentivano si meravigliavano di come cantavo e della mia voce molto piu bassa e matura rispetto a quella degli altri bambini di quell’età. Poi,però, è stata mia madre quella che mi ha presa e mi ha portata da professionisti per farmi sentire e per sapere se valeva la pena cominciare a fare lezioni di canto e lavorare in questa direzione.

A soli 18 anni hai un sacco di premi. Ci racconti quelli più importanti, i retroscena di quello più bello e come è che ti prepari per l’esibizione. A cosa pensi quando sali sul palco?

Per me tutti i concorsi in cui ho partecipato sono stati importanti e difficili a loro modo, dunque non posso indicare un grado di importanza verso un concorso o l’altro.. Posso dire che è stato molto importante il mio primo concorso, perche è stato il mio punto di partenza, ha segnato l’inizio del mio cammino sulla strada della musica. Ho partecipato a quel concorso quando avevo 10 anni e dove ho vinto il grand prix. Era una bambina allora e non sapevo cosa sia una vera lotta tra gente dello stesso ambito. Mi ricordo molto chiaramente che la gala di premiazione era cominciata dai premi speciali. I bambini erano tanti e, tutti chiamati per nome, ricevevano dei premi. Solo il mio nome non lo sentivo e ad un certo punto mi ero spaventata che hanno dimenticato di me, della mia esistenza e che tutti avrebbero ricevuto un premio, tranne me. Quando ero rimasta per ultima e hanno cominciato ad annunciare me come vincitrice, io ero ancora terrorizzata, spaventata e con gli occhi pieni di lacrime, e non capivo piu niente…
Ripeto.. tutti i concorsi sono stati importanti per me e, assolutamente, in tutte le esibizioni sono molto emozionata prima di entrare sul palco scenico. Solo dopo, quando comincio a cantare ed entro nel mio mondo, mi rilasso e cerco di dare tutta me stessa….

Ha 18 anni e un sacco di concorsi vinti

Nicoleta Nuca

Ultimo in fila tra i tuoi successi è stato quello al festival Vociferando, organizzato da Alessandro Margozzi e Gloria Bonaveri. Hai scelto il brano di Amy Winehouse, “Back to black”. Quel brano è forte, tosto da interpretare. Come ci sei entrata “dentro”, qual’è stata la prima “pietra” che hai posato nella tua interpretazione?

Sinceramente, non ci ho mai pensato cosa faccio per prima cosa per riuscire a interpretare una canzone. Posso dire con sicurezza che per un’artista è molto importante capire il testo non importa in che lingua sia, e con “capire il testo” non intendo fare una banale traduzione, ma capire il messaggio della canzone, il sentimento col quale è stato scritto quel testo, entrare nell’essenza e poi con l’aiuto della voce trasmettere tutto ciò che racchiude la canzone. Forse sono riuscita a “entrare” in Back to Black di Amy Winehouse, perché sono convinta che un vero artista contiene in parte un attore che deve poter trasmettere il messaggio e interpretare un ruolo, che in tanti casi non ha niente a che fare con il vero stato d’animo della persona.

Nella giuria era anche Andrea Mingardi e Beba Naldi….
 A loro sei piaciuta, tanto da invitarti ad un festival da loro organizzato, “Festival delle Arti” a Bologna. Ci racconti com’è andata?

In questo festival la cosa piu difficile fu interpretare 2 canzoni l’una dopo l’altra, senza tempo per cambiare abito o acconciatura ed riuscire ad entrare nel ruolo della prossima canzone. Una missione abbastanza complicata, dato che avevo scelto 2 brani completamente diverse come genere e look. Per riuscire a ricreare entrambi i personaggi delle canzoni, ho chiesto consiglio dalla mia professoressa di canto e da mia madre e abbiamo trovato la combinazione perfetta. Nella prima canzone, “O infante” di Dulce Pontes, avevo una sciarpa sulle spalle e i cappelli raccolti e poi nei 30 secondi di cambio brano, dovevo riuscire a togliere la sciarpa e la clip dai cappelli, per lasciarli cadere liberi e interpretare il ruolo della prossima canzone. Dopo la premiazione e la vittoria nella categoria “Musica Pop Rock Solisti”, Beba Naldi mi ha detto che dopo la mia esibizione, sapevano già chi sarebbe stato il vicitore del loro festival…


Hai una voce bellissima. ci interessa sapere come scegli i tuoi brani. Cosa è che ti attrae? Raccontaci i brani scelti dal tuo punto di vista. Per esempio, oltre “Back to Black”, “O infante” di Dulce Pontes, qual’è che ti piace di più e perché?

Io amo la musica di qualità e che mi arriva al cuore e non importa il genere. La musica “Fado” mi rappresenta in un certo senso e ammetto che la so cantare bene, forse perché anche in Moldova (il mio paese di origine) abbiamo un genere musicale simile al fado, che si chiama “doina” e un altro fattore importante per queste canzoni sono dei suoni particolari della voce. Inoltre mi piace sperimentare, perché sono ancora alla ricerca del genere musicale che mi rappresenti.
Delle 2 canzoni soppranominate, non potrei dire che una è meglio dell’altra…sono dei brani di genere completamente diverso e, rispettivamente, trasmettono emozioni differenti..

Vivi in Italia e stai per finire la scuola. Cosa desideri per te nel prossimo futuro?

Per me esiste una sola cosa nel futuro: la musica. Non ho ancora deciso che facoltà sciegliere, però, sicuramente, o sarà legata alla musica oppure studierò qualcosa che mi non mi impedisca di fare ciò che mi piace realmente: Cantare.

La Musica come senso della vita

Nicoleta Nuca

Stai frequentando anche la scuola di canto. Cosa cerchi nella scuola, o meglio, nell’insegnamento? Cosa desideri imparare o apprendere?

Ho sempre detto che non esiste perfezione nel cantare, cioè non puoi considerarti un professionista facendo solo 1,2,3 anni di canto. Io, per esempio, studio canto dall’età di 9 anni e continuerò a farlo finchè non sarò sicura io che sono la migliore a questo capitolo. Io sono per la buona tecnica vocale perché questa mantiene la voce sempre bella e giovane; quando la tecnica è incorretta la voce, come uno strumento musicale, è esposta a usura nel tempo e perde i suoi colori…

Di recente hai cambiato il look. Cosa rappresenta? Hai un idea chiara su di te dal punto di vista estetico, non solo quello musicale? Cosa ti piace?

Sono giovane e voglio sperimentare…e poi, provando diversi tagli di cappelli, chissà, magari trovo il taglio più adatto a me e alla mia personalità. Inoltre, questo mi permette di realizzare una specie di “studio di mercato”, cioè mi permette di sapere come mi vedono altre persone con un look diverso, di lato si vede sempre meglio. Il tempo e la possibilità di tornare al taglio precedente, c’è sempre, dato che i cappelli ricrescono.. 😀

Oltre gli artisti scelti per i brani da cantare, hai qualche artista che vedi come esempio? Se si, ci racconti chi è e perché ti piace tanto?

Ad essere sincera, non ho un’artista che sia il mio idolo, il mio esempio perfetto da seguire. Ascolto musica diversa e cerco di espandere il più possibile il mio bagaglio di conoscenze musicali, vocali, e imparare le cose migliori dai migliori cantanti. In certi artisti la mia attenzione è legata alla tecnica vocale in primo luogo, in altri il comportamento sul palcoscenico e in altri ancora il look e cerco alla fine di combinarli nei migliori dei modi.

In un cuore due amori: Moldavia e Italia

Visto che arrivi dalla Moldavia, ma vivi in Italia da un bel po’. Cosa di piace di tuo paese d’origine e cosa, invece, ti piace dell’Italia?

Si, vengo dalla Moldavia, che è un paese bello, con gente recettiva, ospitale e con grande cuore. Ci tengo al mio paese d’origine e questo è un sentimento che ci sarà per sempre nel mio cuore.
Abitando già da più anni in Italia, certo che mi ci sono affezionata a questo paese estremamente bello, ricco di storia, arte, cultura, ecc; un motivo per il quale non vuoi più tornare indietro, rimanere qua e godere della bellezza circostante e della gente aperta, allegra e con un grande cuore.

Un interpreatzione indimenticabile: Nicoleta Nuca e Bors Coval, Golden Voices
 

Tuo padre fa un lavoro molto responsabile, così lui, la tua madre e tu, vi siete trasferiti tutti insieme, e per la seconda volta in Italia. Ci racconti questo arrivo, dov’era e cosa ti è rimasto da quel primo incontro con l’Italia. Poi Bologna e un ambiente nuovo. Cosa hai trovato di bello lì?

Per la prima volta sono venuta in Italia quando avevo più o meno l’età di 10 anni e ammetto che è stato molto difficile all’inizio. E’ difficile per un bambino abbandonare la casa in cui è cresciuto,gli amici, i compagni di classe, per andare a vivere in un paese nuovo senza conoscerne la lingua. Non c’era via di scampo da questa situazione e allora mi sono sforzata e ho imparato l’italiano in 2 mesi e, già, dopo 3 mesi avevo dei buoni voti a scuola. In quei 3 anni passati a Roma mi sono fatta tanti amici, compagni di scuola, compagni della scuola di canto di cui facevo parte e, quindi, quando sono dovuta tornare in Moldavia, non nascondo di aver sofferto.. Forse è stato proprio questo ciò che mi ha resa più forte e ambiziosa, mi ha insegnato a lottare per realizzare i miei sogni…
Bologna è stato un nuovo ambiente per me, ma non estraneo. Sono venuta qua con la sicurezza che non avrò più problemi con la lingua e la communicazione e dove spero di riuscire a realizzare i miei obiettivi…

Un sogno nel cassetto: cantare su un palconscenico grande

Sei giovane, ma hai le idee chiare. Come ti vedi tra cinque anni e dove? Hai un sogno nel cassetto?

Si, sono giovane, ma gli anni passano in fretta. Come mi vedo tra 5 anni? Cantando su un grande palcoscenico, con tanti applausi e, magari, “standind ovation”, con persone che si avvicinano per confidare le emozioni che ho svegliato dentro di loro con la mia voce. 😀 Lo desidero, veramente, con tutto il cuore che la mia voce venga sentita da milioni di persone…
Alla mia età chi non ha sogni nel cassetto? Io ne ho tantissimi, però ne tiro fuori uno alla volta e li realizzerò tutti col tempo, l’importante che la salute stia dalla mia parte.. 🙂

Nicoleta Nuca

Intervista: Valerija Brkljac

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