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	<description>La metropoli degli artisti</description>
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		<title>Malantiguo, un Mal Antiguo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 00:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MALANTIGUO è una band carismatica. &#8216;Frontman&#8217;, come si vedono pochi, è una ragazza bella, intelligente e ribelle, dolce, fragile, ma allo stesso tempo forte, in un modo tutto suo, come lo sono la sua voce e il suono del suo basso. Laura, Tiz, Roberto e Max formano un gruppo che ha un futuro assicurato, su cui scommettere, per la bellezza dei brani, per le qualità personali di tutti i componenti del gruppo, e per le sensazioni che ci fanno vivere come band. Meritano una grande carriera e non ci rimane che cercare di conoscere meglio questo Mal Antiguo, che in apparenza ci può sembrare di conoscere, ma il Malantiguo è uno solo! MALANTIGUO Come nasce, a partire dal cuore di una ragazza, una band come la vostra. Qual era l&#8217;idea che l&#8217;ha portata in vita? [Laura] La band nasce nel 2004 dall&#8217;incontro tra me e Tiziano, entrambi chitarristi ed appassionati della musica dei Pink Floyd e di Arjen Anthony Lucassen. Entrambi siamo polistrumentisti, dato che Tiz suona anche il basso e io il pianoforte (anche se non benissimo) oltre a cantare (con il basso mi sono cimentata in un secondo momento, su suggerimento di Tiziano, e dal 2010 non l&#8217;ho più mollato). Le prime bozze delle nostre canzoni nascono e vengono registrate in uno sgabuzzino due metri per due della sua officina&#8230; E naturalmente sono interamente suonate da noi due. Ovviamente con il tempo abbiamo cercato la collaborazione di altri musicisti che hanno dato un contributo generosissimo alla nostra evoluzione, facendoci sconfinare in ambiti, come la musica elettronica ed il metal, ai quali non sentivamo di appartenere del tutto, ma che hanno tanto da dire. Come nasce il nome? Cosa significa? [Laura] Il nome della nostra band nasce da un dialogo con un mio caro amico: eravamo in un locale dove la musica era piuttosto alta, ma non tanto da impedire la conversazione e quindi stavamo chiacchierando tra di noi. Ci siamo resi conto di essere gli unici a parlare perché il resto dei ragazzi e delle ragazze presenti si limitava a guardarsi in faccia, senza tentare il minimo approccio, come se non sapessero più comunicare (ma tutti con i cellulari in mano). Questa incomunicabilità, ho detto al mio amico, è un male antico, per quanti mezzi ci mettano a disposizione, se non abbiamo niente da dire siamo muti. La discussione era in spagnolo, lingua che parliamo entrambi, ma lui non riusciva a cogliere l&#8217;espressione ‘mal antiguo’ per via del rumore, quindi l&#8217;ho scritta su un foglio. Anni dopo ho ritrovato l&#8217;appunto e ci è sembrato un buon nome per una band che scrive anche testi in spagnolo. Questo spiega anche il significato del nostro simbolo, disegnato per noi da Marco Tramontini: una mano cibernetica a simboleggiare i potentissimi e modernissimi mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, che regge una piuma d&#8217;oca a significare che, in fondo, le parole non sono mai cambiate ed esprimersi resta sempre un esercizio dell&#8217;anima, ora come secoli fa. Chi sono i Malantiguo Chi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>MALANTIGUO è una band carismatica. &#8216;Frontman&#8217;, come si vedono pochi, è una ragazza bella, intelligente e ribelle, dolce, fragile, ma allo stesso tempo forte, in un modo tutto suo, come lo sono la sua voce e il suono del suo basso. Laura, Tiz, Roberto e Max formano un gruppo che ha un futuro assicurato, su cui scommettere, per la bellezza dei brani, per le qualità personali di tutti i componenti del gruppo, e per le sensazioni che ci fanno vivere come band. Meritano una grande carriera e non ci rimane che cercare di conoscere meglio questo Mal Antiguo, che in apparenza ci può sembrare di conoscere, ma il Malantiguo è uno solo!</p></blockquote>
<div id="attachment_6211" class="wp-caption aligncenter" style="width: 829px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/MalantiguoBand.jpg" rel="lightbox[6209]" title="MalantiguoBand"><img class="wp-image-6211" title="MalantiguoBand" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/MalantiguoBand-1024x464.jpg" alt="" width="819" height="371" /></a><p class="wp-caption-text">MALANTIGUO</p></div>
<h1>MALANTIGUO</h1>
<p><strong>Come nasce, a partire dal cuore di una ragazza, una band come la vostra. Qual era l&#8217;idea che l&#8217;ha portata in vita?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> La band nasce nel 2004 dall&#8217;incontro tra me e <strong>Tiziano</strong>, entrambi chitarristi ed appassionati della musica dei <strong>Pink Floyd</strong> e di <strong>Arjen Anthony Lucassen</strong>. Entrambi siamo polistrumentisti, dato che Tiz suona anche il basso e io il pianoforte (anche se non benissimo) oltre a cantare (con il basso mi sono cimentata in un secondo momento, su suggerimento di Tiziano, e dal 2010 non l&#8217;ho più mollato). Le prime bozze delle nostre canzoni nascono e vengono registrate in uno sgabuzzino due metri per due della sua officina&#8230; E naturalmente sono interamente suonate da noi due. Ovviamente con il tempo abbiamo cercato la collaborazione di altri musicisti che hanno dato un contributo generosissimo alla nostra evoluzione, facendoci sconfinare in ambiti, come la musica elettronica ed il metal, ai quali non sentivamo di appartenere del tutto, ma che hanno tanto da dire.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/tHrsqX8198E/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
<strong>Come nasce il nome? Cosa significa?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> Il nome della nostra band nasce da un dialogo con un mio caro amico: eravamo in un locale dove la musica era piuttosto alta, ma non tanto da impedire la conversazione e quindi stavamo chiacchierando tra di noi. Ci siamo resi conto di essere gli unici a parlare perché il resto dei ragazzi e delle ragazze presenti si limitava a guardarsi in faccia, senza tentare il minimo approccio, come se non sapessero più comunicare (ma tutti con i cellulari in mano). Questa <strong>incomunicabilità</strong>, ho detto al mio amico, è un male antico, per quanti mezzi ci mettano a disposizione, se non abbiamo niente da dire siamo muti. La discussione era in spagnolo, lingua che parliamo entrambi, ma lui non riusciva a cogliere l&#8217;espressione ‘<strong>mal antiguo</strong>’ per via del rumore, quindi l&#8217;ho scritta su un foglio. Anni dopo ho ritrovato l&#8217;appunto e ci è sembrato un buon nome per una band che scrive anche testi in spagnolo. Questo spiega anche il significato del nostro simbolo, disegnato per noi da <strong>Marco Tramontini</strong>: una mano cibernetica a simboleggiare i potentissimi e modernissimi mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione, che regge una piuma d&#8217;oca a significare che, <strong>in fondo, le parole non sono mai cambiate ed esprimersi resta sempre un esercizio dell&#8217;anima, ora come secoli fa</strong>.</p>
<h2>Chi sono i Malantiguo</h2>
<div id="attachment_6241" class="wp-caption alignleft" style="width: 340px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Tiziano-Malantiguo.jpg" rel="lightbox[6209]" title="Tiziano Malantiguo"><img class="wp-image-6241" title="Tiziano Malantiguo" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Tiziano-Malantiguo-680x1024.jpg" alt="" width="330" height="498" /></a><p class="wp-caption-text">TIZIANO ANTOLLI</p></div>
<p><strong>Chi sono i componenti della band, cosa rispettivamente suonano e come partecipano. Chi scrive la musica e come state sviluppando il progetto dei Malantiguo?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> I pezzi nascono di solito da una mia idea (ma anche Roberto sta dandoci il suo contributo, vedasi il brano Ikoyi). Di solito parto da un&#8217;immagine ben precisa o da un riff che mi martella in testa fino a quando non mi decido a &#8220;tirarlo fuori suonandolo&#8221;. Preparo allora la registrazione a casa suonando tutti gli strumenti e porto poi la bozza alle prove in modo che ciascuno possa arrangiare, suggerire e abbellire la parte del suo strumento. Ciascuno infatti arrangia le sue parti, cosa che rende le nostre canzoni opere &#8220;corali&#8221;.<br />
<strong>I Malantiguo sono:</strong><br />
<strong>Laura Ferro</strong> (voce, basso, musica e testi),<br />
<strong>Tiziano Antolli</strong> (chitarra, arrangiamento),<br />
<strong>Roberto Perduca </strong>(pianoforte, tastiere, chitarra, cori, musica e arrangiamento) e<br />
<strong>Massimiliano Allegro</strong>(batteria, percussioni e arrangiamento).</p>
<p><strong>Ci raccontate un po&#8217; il brano nuovo nel video in uscita, il retroscena, come nasce e cosa racconta?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> Il brano nuovo appena uscito si intitola ‘<strong>The Doll Rebels</strong>’ (‘La bambola si ribella’) ed è nato come brano di protesta da parte mia nei confronti di tutti quelli che mi hanno etichettata come cantante di questo o quel genere solo sulla base dell&#8217;immagine o che, peggio ancora, hanno cercato di cambiarmi per adattarmi a quello che avrebbero voluto che fossi. È una cosa che non sopporto. Io dico la mia, a volte forse in modo troppo diretto, ma ritengo che avere la mia personalità con la quale uno può scontrarsi e confrontarsi sia una delle mie qualità migliori: non riuscirei, come altre persone che conosco, ad abbassare sempre la testa solo per poter cantare una particina preimpostata. Lo stesso dicasi per il resto dei miei rapporti, non sono una stupida Biancaneve alla ricerca del suo principe, le bugie e le moine mi fanno arrabbiare. Non sono il giocattolo di nessuno. Un po&#8217; arrabbiatella, eh?</p>
<p><strong>La vostra produzione fino d&#8217;ora in che cosa consiste? Cosa siete riusciti a fare prima del rilascio del nuovo video? </strong><br />
<strong>[Laura]</strong>I Malantiguo, con un investimento di pochi mesi, sono riusciti a fare ascoltare il lavoro che io e Tiziano avevamo messo in cantiere nel periodo precedente la formazione del gruppo con la line-up attuale. L&#8217;EP &#8220;MMXII&#8221; è il risultato dello sforzo dei due membri fondatori arricchito dall&#8217;impegno, dal gusto e dalla performance degli elementi aggiunti durante il cammino. Non a caso in ogni canzone si possono riconoscere i testi riflessivi e melodici di Laura, la grinta nelle chitarre di Tiziano, la passione nella batteria di Max e la precisione e il gusto delle tastiere di Roberto. Da non sottovalutare l&#8217;apporto del co-produttore Marco Germani che ha da subito creduto nella band. Dopo numerose copie vendute, la distribuzione sui portali digitali e spettacoli live ben organizzati, abbiamo da poco realizzato un nuovo singolo in abbinamento ad un videoclip che servirà a far conoscere la band anche visivamente con un brano che ne dimostra l&#8217;apertura mentale musicale, che si è solo parzialmente discostata dalle sonorità dei brani precedenti mantenendo il sound e il look che ci caratterizzano.</p>
<h2>MMXII &amp; i brani di Malantiguo</h2>
<div id="attachment_6258" class="wp-caption alignright" style="width: 419px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/Laura.jpg" rel="lightbox[6209]" title="Laura"><img class="wp-image-6258" title="Laura" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/Laura-682x1024.jpg" alt="" width="409" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">LAURA FERRO</p></div>
<p><strong>Conosciamo dei bellissimi brani di MMXII. Vediamoli da più vicino. Cosa raccontano, come nascono?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> I brani di<strong> MMXII </strong>sono un misto di esperienze vissute e di letteratura, che è una delle mie grandi passioni. Amo moltissimo leggere e cerco di affrontare i testi in lingua originale ogni volta che posso, anche per mantenermi in allenamento con le lingue straniere.</p>
<p><strong>&#8216;The Yell of Pride’</strong> è un ritratto di mio padre. Lui è così, non si arrende di fronte al fallimento, neppure quando ormai è evidente. Preferisce essere solo nella sconfitta che adulato nella falsa grandezza&#8230; A modo suo è un eroe. La struttura che ho scelto è ispirata al monologo drammatico che ho studiato nella letteratura inglese: nello specifico avevo in mente Ulysses di Tennyson che a sua volta ha ripreso l&#8217;idea di Dante per il quale Ulisse, non accontentandosi della sua Itaca, ormai vecchio sia ripartito per esplorare ancora fino al confine più estremo. I versi che mi sono rimasti nel cuore e che più di tutto hanno ispirato questa canzone sono quelli finali:</p>
<p><em>&#8220;<strong>We are not now that strength which in old days<br />
Moved earth and heaven; that which we are, we are;<br />
One equal temper of heroic hearts,<br />
Made weak by time and fate, but strong in will<br />
To strive, to seek, to find, and not to yield</strong>&#8220;</em></p>
<p>Ora non siamo più quella forza che un tempo<br />
Smuoveva la terra e il cielo; siamo ciò che siamo<br />
La stessa tempra di cuori eroici<br />
Resi deboli dal destino e dal tempo<br />
Ma forti nella volontà<br />
Di lottare, di cercare, di trovare e di non arrendersi.</p>
<p><strong>‘Abel and Cain’</strong> è ispirata all&#8217;ultima poesia de <strong>‘I Fiori del Male’</strong> di Baudelaire. È la ribellione al conformismo che detesto di più, quello di chi si appiattisce e si abbrutisce pur di essere partecipe di questa comunità, che di fatto polverizza l&#8217;individuo in tutte le sue manifestazioni. Anche la religione, se vogliamo, diventa il paradosso di sé stessa, non la ricerca del dialogo con il divino ma un rito, anzi il sogno di un rito, ad una divinità sorda. Il mio personaggio é disposto a tutto per creare il suo destino, anche a sopportare la pietà degli Abele, che del resto anche lui compatisce. Non a caso dico personaggio e non eroe: vittima dell&#8217;orgoglio non è forse un po&#8217; patetico anche lui? Il mio Caino guarda in terra e non sarà mai quello che &#8220;sale fino in cielo e scaraventa sulla terra Dio&#8221;; sovvertire l&#8217;ordine non gli interessa, solo non vuole farne parte. A voi decidere cosa pensarne.</p>
<h2>Tra lo Spirito e la Tempesta</h2>
<p><strong>‘Spirit’</strong>è un sogno che ho fatto una sera. Non scherzo, è nata così come la sentite, in un sogno. Arrangiamento compreso. È l&#8217;unico brano che non è mai cambiato molto e deve tutto alla mia spiritualità. Nascita e morte, luce ed ombra&#8230; Tutto una contraddizione.</p>
<div id="attachment_6281" class="wp-caption aligncenter" style="width: 692px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/IMG_201.jpg" rel="lightbox[6209]" title="Laura Ferro"><img class="size-large wp-image-6281" title="Laura Ferro" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/IMG_201-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">LAURA FERRO</p></div>
<p><strong>‘Storm’</strong> &#8211; è sempre difficile parlare di questa canzone per me. Innanzi tutto, pur essendo stata aggiunta all&#8217;ultimo, è la più vecchia. Risale a quando avevo più o meno sedici anni e parla di un periodo molto difficile per la mia famiglia e di come, per quanto tempo sia passato, certe ferite non guariscano mai. Più di così non voglio dire. Vi basti sapere che ogni volta che la canto per me è come sputare un po&#8217; di veleno.</p>
<p>Nella versione digitale per iTunes e i portali, oltre agli arrangiamenti acustici di ‘Abel and Cain’ e ‘The Yell of Pride’, sono presenti anche la cover di ‘Dream On’ degli Aerosmith e lo strumentale inedito ‘Ikoyi’.</p>
<p><strong>&#8216;Dream On&#8217;</strong> è un pezzo a cui siamo molto affezionati e che trasmette sia a noi sia a chi ci ascolta una carica incredibile, lo eseguiamo live sia in elettrico sia in acustico solamente pianoforte e voce, come nella versione appunto scaricabile in digitale.</p>
<h2>Passando per After Life Music Dimension</h2>
<div id="attachment_6250" class="wp-caption alignleft" style="width: 336px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Roberto-Malantiguo.jpg" rel="lightbox[6209]" title="Roberto Malantiguo"><img class="wp-image-6250" title="Roberto Malantiguo" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Roberto-Malantiguo-680x1024.jpg" alt="" width="326" height="491" /></a><p class="wp-caption-text">ROBERTO PERDUCA</p></div>
<p><strong>[Roberto] &#8216;</strong><strong>Ikoyi&#8217;</strong> è stato composto mentre ero in trasferta per lavoro in Nigeria, il titolo è il nome del quartiere della città di Lagos dove mi trovavo. C’era un pianoforte nella hall dell’albergo, a disposizione degli ospiti, così ho preso l’abitudine di trascorrere qualche ora suonando. La melodia è venuta quasi da sola durante un pomeriggio grigio e piovoso, guardando fuori dalla portafinestra di fianco al pianoforte.</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è di nuovo in cantiere?</strong><br />
Nuovi brani e l&#8217;idea per un nuovo video. Stiamo ancora decidendo se fare uscire un nuovo EP con i brani nuovi o raccogliere tutto in un disco… vedremo!</p>
<p><strong>Nelle vostre vite c&#8217;è anche la fortunata collaborazione con Marco Germani e la sua etichetta &#8220;After Life Music Dimension&#8221;. Come vi siete incontrati?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> After Life è anche una scuola di musica. Quando ho deciso che volevo imparare a suonare il basso e a cantare come si deve sono approdata lì. Studio ancora con i maestri Nicola Messina (basso) e Daniela Cortesi (canto). Sono grandi!<br />
<strong>[Roberto]</strong> Sono entrato in contatto con il mondo After Life per caso, tramite un amico comune (Marco Fogagnolo che saluto e ringrazio per questo) e non ne sono più uscito!</p>
<p><strong>Laura ha collaborato con Marco su un suo progetto solista e tu Tiziano sei nella cover band Penthouse Brothers, dove il divertimento è il &#8220;marchio di fabbrica&#8221;.</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> Sì, ho collaborato cantando alcune parti del suo disco, del promo e scrivendo insieme a lui il testo del suo prossimo brano. Ho anche fatto la modella per le foto ed ho recitato nel video. Mi sono proprio divertita!</p>
<p><strong>[Tiziano]</strong> Penthouse Brothers è un progetto che mi è servito molto per rapportarmi e suonare in una band numerosa (7 elementi) e per tenermi in allenamento per le esibizioni live che con loro sono numerosissime e con brani di tanti generi musicali diversi.</p>
<p><strong>Ci sono delle belle cose, tanta dedizione alla musica, ma ci sono anche i momenti di sconforto. Com’è che un artista può affrontare e superare questi momenti? Cosa è che potreste dire ai giovani musicisti che ora stanno per entrare con i loro sogni nel mondo della musica?</strong><br />
<strong>[Laura]</strong> La dedizione alla musica di per se é già il modo per superare i momenti di sconforto. Personalmente cerco spesso rifugio nella musica quando tutto sembra crollarmi addosso intorno e penso che anche per gli altri membri del gruppo sia così. Alle nuove leve suggeriamo di ascoltare tanto e di essere il più possibile eclettici. Non fermatevi su questo o quel genere, confrontatevi con tutti. Amateli. Odiateli. Smontateli per capire come funzionano e fateli vostri. Anche quando vi dedicate alle cover non eseguite mai: suonate! Nella musica come nella vita si cresce soprattutto attraverso il confronto.</p>
<h2>I sogni reali dei Malantiguo</h2>
<p><strong>Qual è il vostro sogno?</strong><br />
Fare arrivare la nostra musica il più lontano possibile, cosa che i mezzi di adesso consentono molto più facilmente di prima.</p>
<p><strong>Dove vi vedete tra 5 anni?</strong><br />
In giro a suonare ancora, con dei dischi in valigia a testimoniare la passione per la musica che ci portiamo dietro ovunque andiamo nelle nostre vite di tutti i giorni.</p>
<div id="attachment_6276" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/MaxMalantiguo.jpg" rel="lightbox[6209]" title="MaxMalantiguo"><img class="wp-image-6276" title="MaxMalantiguo" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/05/MaxMalantiguo-1024x680.jpg" alt="" width="717" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">MASSIMILIANO ALLEGRO</p></div>
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		<title>Theophillian, i discepoli dell&#8217;arte di essere</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 16:32:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Loro sono i THEOPHILLIAN, la giovane band che vale la pena conoscere per diversi motivi. Il primo, per la loro musica di grande bellezza dei brani e per quello che con essi comunicano. La musica per loro è il modo di Essere, con dei significati profondi. Niente meno importante è come fanno la musica. Ogni passo, nella e intorno la musica, che fanno esprime ciò che loro sono nella vita reale. In questo modo, i THEOPHILLIAN e la musica diventano una cosa sola. Questa intervista lo dimostra. THEOPHILLIAN, art for art&#8217;s sake Il nome è insolito. Come nasce e cosa significa. Se ha o meno il nesso con la musica che state facendo? Marco: Theophillian nasce proprio l’anno scorso, nel periodo in cui io e mio fratello eravamo alla ricerca di un nome valido per il gruppo. La scelta parte da un’idea di mio fratello iniziata a frullargli nella testa durante una lezione di inglese centrata sull’estetismo. Chiaro, dovrebbe fantasticare un po’ meno a lezione, ma grazie a questo siamo riusciti a trovare quello che volevamo. In particolare, si era distaccato dal mondo all’udire dell’espressione “art for art’s sake” di Oscar Wilde. Il concetto, attribuito allo scrittore ottocentesco Théophile Gautier, prevedeva come scopo primario dell’arte, non tanto l’utilità quanto la bellezza intrinseca. Mauro voleva sottolineare il fatto che il pensiero di Gautier è lo stesso che ci spinge tutt’oggi a FARE musica. Ci ha convinti tutti. Da qui il nome Theophillian inteso come “discepoli” di tale filosofo. Ci raccontate un po&#8217; di voi, i nomi dei componenti della band, come siete nati musicalmente? E cosa fate nella vita di tutti i giorni? Giovanni: Ora siamo in 5. I due fratelli Mauro (chiamato Giauro perchè evidentemente troppo “spesso”) e Marco (più semplicemente Merk per distinguerlo dagli altri infiniti Marco che conosciamo), sono i fondatori ufficiali del gruppo. Prima di conoscerci avevano già molti pezzi in cantiere. Io ho conosciuto Merk 2-3 anni fa in università. Mi aveva fatto ascoltare qualche loro canzone e mi ero preso subito bene, tant&#8217;è che poco tempo più tardi abbiamo fatto un primo live acustico a Sant&#8217;Angelo Lodigiano, città in cui vivono i Giovannacci. Dopo di che si è aggiunto Matteo (o Teo, colui che usa spesso il quarto d&#8217;ora accademico). L&#8217;ultimo arrivato è Antonio (Tony, dopo le 23 inizia a sbadigliare clamorosamente). Marco: Direi che posso presentare io il primo arrivato tra i fratelli Giovannacci: Giovanni (è colui che non conosce la parola sbagliare). Per quanto riguarda il resto credo abbia detto tutto Giovanni, posso solo aggiungere che io, Mauro e lo stesso Giovanni siamo studenti universitari. Mio fratello lavora inoltre presso la piscina comunale come istruttore, io lavoro part-time presso un bar. Gli altri componenti del gruppo sono principalmente lavoratori. Matteo: Ci tengo a precisare, sono disoccupato.(faccia sconsolata) DISCEPOLI di Theophile GAUTIER Giovanni, Antonio, Mauro, Matteo, Marco Ci presentate? Chi è chi? Chi compone, che scrive i testi. Insomma, come siete organizzati? Marco: Le idee principali nascono da me e Mauro. In particolar modo,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Loro sono i THEOPHILLIAN, la giovane band che vale la pena conoscere per diversi motivi. Il primo, per la loro musica di grande bellezza dei brani e per quello che con essi comunicano. La musica per loro è il modo di Essere, con dei significati profondi. Niente meno importante è come fanno la musica. Ogni passo, nella e intorno la musica, che fanno esprime ciò che loro sono nella vita reale. In questo modo, i THEOPHILLIAN e la musica diventano una cosa sola. Questa intervista lo dimostra.</p></blockquote>
<div id="attachment_6132" class="wp-caption aligncenter" style="width: 814px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/TheophillianFB.jpg" rel="lightbox[6128]" title="TheophillianFB"><img class="wp-image-6132" title="TheophillianFB" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/TheophillianFB.jpg" alt="" width="804" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">THEOPHILLIAN</p></div>
<h1>THEOPHILLIAN, art for art&#8217;s sake</h1>
<p><strong>Il nome è insolito. Come nasce e cosa significa. Se ha o meno il nesso con la musica che state facendo?</strong></p>
<div id="attachment_6188" class="wp-caption alignleft" style="width: 352px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/1.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Mauro"><img class="wp-image-6188" title="Mauro" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/1.jpg" alt="" width="342" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">MAURO</p></div>
<p><strong>Marco:</strong> <strong>Theophillian</strong> nasce proprio l’anno scorso, nel periodo in cui io e mio fratello eravamo alla ricerca di un nome valido per il gruppo. La scelta parte da un’idea di mio fratello iniziata a frullargli nella testa durante una lezione di inglese centrata sull’estetismo. Chiaro, dovrebbe fantasticare un po’ meno a lezione, ma grazie a questo siamo riusciti a trovare quello che volevamo. In particolare, si era distaccato dal mondo all’udire dell’espressione “<em>art for art’s sake</em>” di <strong>Oscar Wilde</strong>. Il concetto, attribuito allo scrittore ottocentesco <strong>Théophile Gautier</strong>, prevedeva come scopo primario dell’arte, non tanto l’utilità quanto la bellezza intrinseca. Mauro voleva sottolineare il fatto che <strong>il pensiero di Gautier</strong> è lo stesso che ci spinge tutt’oggi a FARE musica. Ci ha convinti tutti. Da qui il nome <strong>Theophillian</strong> inteso come “discepoli” di tale filosofo.</p>
<p><strong>Ci raccontate un po&#8217; di voi, i nomi dei componenti della band, come siete nati musicalmente? E cosa fate nella vita di tutti i giorni?</strong></p>
<p><strong>Giovanni:</strong> Ora siamo in 5. I due fratelli <strong>Mauro</strong> (chiamato <strong>Giauro</strong> perchè evidentemente troppo “spesso”) e <strong>Marco</strong> (più semplicemente <strong>Merk</strong> per distinguerlo dagli altri infiniti Marco che conosciamo), sono i fondatori ufficiali del gruppo. Prima di conoscerci avevano già molti pezzi in cantiere. Io ho conosciuto Merk 2-3 anni fa in università. Mi aveva fatto ascoltare qualche loro canzone e mi ero preso subito bene, tant&#8217;è che poco tempo più tardi abbiamo fatto un primo live acustico a Sant&#8217;Angelo Lodigiano, città in cui vivono i <strong>Giovannacci</strong>. Dopo di che si è aggiunto <strong>Matteo</strong> (o <strong>Teo</strong>, colui che usa spesso il quarto d&#8217;ora accademico). L&#8217;ultimo arrivato è <strong>Antonio</strong> (<strong>Tony</strong>, dopo le 23 inizia a sbadigliare clamorosamente).</p>
<p><strong>Marco:</strong> Direi che posso presentare io il primo arrivato tra i fratelli Giovannacci: <strong>Giovanni</strong> (è colui che non conosce la parola sbagliare). Per quanto riguarda il resto credo abbia detto tutto Giovanni, posso solo aggiungere che io, Mauro e lo stesso Giovanni siamo studenti universitari. Mio fratello lavora inoltre presso la piscina comunale come istruttore, io lavoro part-time presso un bar. Gli altri componenti del gruppo sono principalmente lavoratori. <strong>Matteo</strong>: Ci tengo a precisare, sono disoccupato.(faccia sconsolata)</p>
<h2>DISCEPOLI di Theophile GAUTIER</h2>
<div id="attachment_6151" class="wp-caption aligncenter" style="width: 905px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Theos.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Theos"><img class="wp-image-6151" title="Theos" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Theos.jpg" alt="" width="895" height="363" /></a><p class="wp-caption-text">THEOPHILLIAN</p></div>
<p style="text-align: center;"><strong>Giovanni, Antonio, Mauro, Matteo, Marco</strong></p>
<div id="attachment_6195" class="wp-caption alignright" style="width: 352px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/4.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Giovanni"><img class="wp-image-6195" title="Giovanni" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/4.jpg" alt="" width="342" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">GIOVANNI</p></div>
<p><strong>Ci presentate? Chi è chi? Chi compone, che scrive i testi. Insomma, come siete organizzati?</strong></p>
<p><strong>Marco:</strong> Le idee principali nascono da me e Mauro. In particolar modo, io scrivo i testi e mio fratello le melodie, senza però dimenticare che alcune melodie sono state create radicalmente da Giovanni. Quest’ultimo è anche colui che, una volta lanciata l’idea, pensa all’arrangiamento di ogni strumento. Questa fase avviene principalmente in sala prove e con la collaborazione di tutti.<br />
Strumentalmente parlando siamo organizzati in questo modo:</p>
<p><strong>Mauro</strong>: voce e chitarra acustica<br />
<strong>Marco</strong>: prima chitarra e cori<br />
<strong>Giovanni</strong>: seconda chitarra e cori<br />
<strong>Matteo</strong>: basso e cori<br />
<strong>Antonio</strong>: batteria</p>
<p><strong>Come nascono i vostri brani e quanti li avete già pronti?</strong></p>
<p><strong>Marco:</strong> Descrivendo la mia esperienza personale, non esiste un metodo per la creazione dei brani. I testi che scrivo nascono principalmente da sensazioni che provo in determinati periodi della mia vita. A volte mi capita di scrivere per conto di avvenimenti successi o di persone che mi circondano. La scelta di scrivere in inglese è decisamente non sforzata. Mi riesce quasi naturale, anche se dopo la prima bozza, vanno rivisti più volte da tutti per via dei miei errori grammaticali. Stesso discorso vale per le melodie. Alcune sono ricercate in base ai testi, altre sono improvvisate e costruite attorno ad un tema principale. Il numero complessivo di testi e melodie saranno circa una ventina, ma molti sono ancora spaiati. Il problema, se così si può definire, è che quando ci prefiggiamo di riesumare qualcosa, salta fuori sempre una novità e cosi si accumulano altri brani.</p>
<p><strong>Mauro:</strong> Dal mio punto di vista, cantare in inglese non è una scelta banale e casuale. La chiave di tutto è trovare un linguaggio comune tra melodie e testi. Infatti, almeno per il tipo di musica che facciamo, l’inglese è la lingua che più si avvicina a questo tipo di obiettivo. Questo permette di avere parole più musicali che si compattino bene con gli strumenti fino a formare un tutt’uno.</p>
<h2>THEOPHILLIAN, il primo LIVE</h2>
<p><strong>Di recente avete fatto il vostro primo Live, com&#8217;era? Le vostre impressioni, le sensazioni?</strong></p>
<div id="attachment_6185" class="wp-caption alignleft" style="width: 352px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/2.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Marco"><img class="wp-image-6185" title="Marco" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/2.jpg" alt="" width="342" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">MARCO</p></div>
<p><strong>Marco:</strong> Questa domanda è a dir poco personale. Una decina di anni fa non mi sarei mai sognato di esibirmi davanti ad un gruppo di persone, in quanto l’insorgere di paure, ansie e tremolii sarebbero state le mie peggiori alleate. Oggi mi sembra di aver superato questo limite grazie al tanto lavoro fatto con i Theophillian. Questo mi ha dato sicurezza e fiducia in me stesso, anche se c’è ancora molta strada da fare. La possibilità di far arrivare la nostra musica ad altre persone aiuta a far si che le varie ansie pre-spettacolo spariscano. Almeno per ora. Il giorno che mi chiederanno di salire sul palco del “Heineken jammin festival”, sarò il primo a nascondermi nei camerini.</p>
<p><strong>Mauro:</strong> Non avevo paura, né ansia da prestazone per questa esibizione. E questo non perché mi sentissi Action-Man, ma semplicemente perché su quel palco non ero solo, ma al mio fianco avevo persone con un’elevata esperienza musicale. Esistono due possibilità. Sono completamente matti o credono veramente nel nostro progetto. Senza escludere che una buona dose di pazzia non guasta mai.</p>
<p><strong>Antonio:</strong> Una bella serata, ben preparata e con un buon impatto da parte del pubblico. Siamo davvero soddisfatti. Personalmente la ritengo un’ottima prima data live da parte dei Theophillian</p>
<h2>Breaking Heart &amp; Thank&#8217;s for kick my ass</h2>
<p><strong>Avete fatto due brani nuovi. Raccontateci la scelta di fare il doppio singolo e i titoli di questi due brani e cosa raccontano?</strong></p>
<p><strong>Marco:</strong> La scelta del doppio singolo ci è sembrata la più vincente in quanto era l&#8217;unica soluzione che ci poteva permettere di portare avanti il discorso album, senza comunque dover trascurare le altre idee che ci vengono in mente. Inoltre in questo modo riusciamo a sfruttare la vendita digitale, che secondo noi in questi periodi risulta essere un punto di forza. Per evitare tempi morti, solitamente facciamo un video promo del singolo.<br />
I titoli di questi due ultimi brani sono: <em>“<strong>Breaking heart</strong>”</em> e <em>“<strong>Thank’s for kick my ass</strong>”</em>.<br />
Il testo di “<strong>Breaking heart</strong>” è stato scritto giocando sulla pronuncia molto simile che hanno le parole inglesi heart e earth. I concetti espressi possono essere attribuiti sia alla terra o una ragazza dal cuore spezzato.<br />
“<strong>Thank’s for kick my ass</strong>” invece, è un modo scherzoso per ringraziare una ex-ragazza per avermi piantato. Essenzialmente passa dalla succubanza di un rapporto amoroso alla libertà di essere single, o semplicemente di aver intrapreso un altro rapporto con un&#8217;altra ragazza con la quale non ci si sente più “costretti”.<br />
Il contrasto tra le due canzoni ci rappresenta molto. Una seria e triste, l’altra allegra e scherzosa. Questo è quello che vogliamo trasmettere.</p>
<h2>VIDEO di BREAKING HEART</h2>
<p><strong>Avete preparato anche un video, uscito ora con l&#8217;omonimo brano.</strong></p>
<p><strong>Matteo:</strong> Esatto. È un videoclip indipendente, completamente autoprodotto e autofinanziato, ognuno di noi ha dato il proprio contributo e il proprio tempo. È una SFIDA, avendo noi un bagaglio d’esperienza nel campo non così ampio e ispirandoci a film/videoclip di altissimo livello, è assolutamente una sfida.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/vqX7yCNt4IU/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
<strong>Cosa vi piace nel fare la musica? Cosa vorreste per voi, visto che avete una buona preparazione professionale? Come si abbina con la musica, sapendo che oggi le regole sono diverse in confronto con quelle che c&#8217;erano poco tempo fa?</strong></p>
<div id="attachment_6199" class="wp-caption alignright" style="width: 352px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/3.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Matteo"><img class="wp-image-6199" title="Matteo" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/3.jpg" alt="" width="342" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">MATTEO</p></div>
<p><strong>Matteo:</strong> Ricordo un proverbio che dice: <em>“<strong>la musica, per quanto bella, non guarisce il mal di denti</strong>”</em>. No ecco, la musica non guarisce, ma sicuramente trovo sia un ottimo modo per non pensare.</p>
<p><strong>Mauro:</strong> Credo che ciò che piace nel far musica, sia il risultato stesso.</p>
<p><strong>Antonio:</strong> La semplicità e la possibilità di non barare con il pubblico.</p>
<h2>THEOPHILLIAN nel FUTURO</h2>
<p><strong>Chiedo sempre a tutti, voi che siete molto giovani, avete un idea dove sarete tra cinque anni?</strong></p>
<p><strong>Matteo:</strong> Credo di non poter immaginare la mia vita da qui a un mese. Cinque anni possono essere molti o molto pochi, dipende. Dovendo pensarci: spero di avere una casa mia, spero di aver appreso come stirare una camicia, spero di avere un Rickenbacker 4001, spero di avere vicini di casa sordi o quasi, spero di avere un lavoro appagante e magari, avere tutto questo fuori dall’Italia.</p>
<p><strong>Mauro:</strong> Spero non in italia.</p>
<p><strong>Marco:</strong> Londra, meglio New York.</p>
<p><strong>Antonio:</strong> Molto probabilmente in un monolocale senza riscaldamento ma spero di puntare almeno ad un bilocale.</p>
<h2>Cosa sognano i Theophillian</h2>
<p><strong>Un sogno che vorreste vivere?</strong></p>
<p><strong>Marco:</strong> Io sinceramente spero un giorno di trovarmi a questo indirizzo: “<strong>550 Madison Ave  New York, NY 10022, Stati Uniti</strong>”, sede della Sony music, ma mi accontento anche di esibirmi in un qualunque pub londinese.</p>
<p><strong>Matteo:</strong> In genere non ricordo i sogni. Sarebbe interessante provare l’assenza di gravità.</p>
<p><strong>Mauro:</strong> Poter trasformare il progetto Theophillian, nella realtà di tutti i giorni.</p>
<p><strong>Antonio:</strong>Ho sempre sognato di lottare contro 5/6 uomini per conquistare la ragazza più bella della scuola. Visto che questo non si avvererà mai, allora credo che suonare davanti a migliaia di persone che hanno pagato un biglietto per me possa andare bene.</p>
<div id="attachment_6178" class="wp-caption aligncenter" style="width: 885px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Theos2.jpg" rel="lightbox[6128]" title="Theos2"><img class="wp-image-6178" title="Theos2" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/Theos2.jpg" alt="" width="875" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">THEOPHILLIAN</p></div>
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		<title>Mark Soul e Petit Angel</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 19:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il cambiamento non mi ha mai spaventato, anche qui non si tratta veramente di una scelta sono uno che crede molto nel destino. Tutte le strade, nel bene o nel male, ci portano dentro qualcosa di nuovo che sara sempre utile nel percorso della nostra vita. Al momento ho avuto poco tempo da dedicare al mio lato artistico qui in Francia.&#8221; Mark Soul Sei un cantautore Italiano, che vive in Francia, che canta in italiano, francese e inglese. Quest&#8217;ultima lingua e diciamo d&#8217;obbligo, visto che ti ispiri ai modelli americani della musica soul R&#038;B. Ci racconti come un po&#8217; il tuo percorso artistico, le sue tappe fondamentali. A dir la verita&#8217; ho scoperto molto tardi le mie doti canore, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo musicale all&#8217;eta di 16 anni, realizzando una cassetta con brani miei inediti arrangiati totalmente a-cappella. Il successo di questo nastro tra i miei amici e&#8217; stato fondamentale, grazie al loro incoraggiamento ho capito che la musica non fa bene solo a non stessi ma anche agli altri, cosi ho cominciato ad essere piu&#8217; estroverso e mi sono gettato in questo mondo musicale. La mia influenza musicale e stata puramente casuale, gia&#8217; un Cd di Brian Mcknight comprato quasi per caso alla Ricordi mi ha legato per sempre a questo artista ed al genere Rnb Soul. Ho trovato grazie a lui la mia identita come artista ed ho incominciato a scrivere altri brani in inglese, realizzando i miei primi arrangiamenti e facendo numerosi festival, classificandomi nel 2006 al terzo posto al festival di Castrocaro terme, su piu di 10 mila partecipanti, in diretta su Rai 1. Dicevamo che vivi a Parigi. Quale è stato il motivo del tuo trasferimento e se ti ha portato dei benefici dal punto di vista artistico? Il cambiamento non mi ha mai spaventato, anche qui non si tratta veramente di una scelta sono uno che crede molto nel destino. Tutte le strade, nel bene o nel male, ci portano dentro qualcosa di nuovo che sara sempre utile nel percorso della nostra vita. Al momento ho avuto poco tempo da dedicare al mio lato artistico qui in Francia. Cosa sei riuscito a fare in Italia? Siamo a febbraio, c&#8217;è Sanremo. Segui il Festival? C&#8217;è qualcosa che ti piace? Anche tu hai avuto l&#8217;esperienza Sanremese. Cosa sei riuscito a fare e le tue impressioni? Onestamente non seguo piu Sanremo da qualche anno, preferisco concentrarmi sulla mia musica ed ascoltare altro. Ho partecipato alle selezioni di Sanremo tramite l&#8217;accademia arrivando negli ultimi 40 per la categoria Sanremo Giovani. Comunque una bella esperienza che mi ha permesso di realizzare un album completamente in italiano AL DI LA DEL MARE , grazie anche ad After Life l&#8217;etichetta di Marco Germani, il primo a credere nella mia musica e nei miei progetti. Hai una buona produzione artistica. Sei riuscito a trovare spazio in Italia? Cosa ne pensi della situazione musicale oggi? In Italia il discorso e un po particolare, probabilmente non e solo una questione di spazio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Il cambiamento non mi ha mai spaventato, anche qui non si tratta veramente di una scelta sono uno che crede molto nel destino. Tutte le strade, nel bene o nel male, ci portano dentro qualcosa di nuovo che sara sempre utile nel percorso della nostra vita. Al momento ho avuto poco tempo da dedicare al mio lato artistico qui in Francia.&#8221; Mark Soul</p></blockquote>
<p><div id="attachment_6096" class="wp-caption aligncenter" style="width: 730px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/markO.jpg" rel="lightbox[6095]" title="markO"><img src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/markO.jpg" alt="" title="markO" width="720" height="409" class="size-full wp-image-6096" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Soul</p></div><br />
<strong>Sei un cantautore Italiano, che vive in Francia, che canta in italiano, francese e inglese. Quest&#8217;ultima lingua e diciamo d&#8217;obbligo, visto che ti ispiri ai modelli americani della musica soul R&#038;B. Ci racconti come un po&#8217; il tuo percorso artistico, le sue tappe fondamentali.</strong><br />
A dir la verita&#8217; ho scoperto molto tardi le mie doti canore, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo musicale all&#8217;eta di 16 anni, realizzando una cassetta con brani miei inediti arrangiati totalmente a-cappella. Il successo di questo nastro tra i miei amici e&#8217; stato fondamentale, grazie al loro incoraggiamento ho capito che la musica non fa bene solo a non stessi ma anche agli altri, cosi ho cominciato ad essere piu&#8217; estroverso e mi sono gettato in questo mondo musicale. La mia influenza musicale e stata puramente casuale, gia&#8217; un Cd di <strong>Brian Mcknight</strong> comprato quasi per caso alla Ricordi mi ha legato per sempre a questo artista ed al genere <strong>Rnb Soul</strong>. Ho trovato grazie a lui la mia identita come artista ed ho incominciato a scrivere altri brani in inglese, realizzando i miei primi arrangiamenti e facendo numerosi festival, classificandomi nel 2006 al terzo posto al festival di <strong>Castrocaro terme</strong>, su piu di 10 mila partecipanti, in diretta su <strong>Rai 1</strong>.</p>
<p><strong>Dicevamo che vivi a Parigi. Quale è stato il motivo del tuo trasferimento e se ti ha portato dei benefici dal punto di vista artistico?</strong><br />
Il cambiamento non mi ha mai spaventato, anche qui non si tratta veramente di una scelta sono uno che crede molto nel destino. Tutte le strade, nel bene o nel male, ci portano dentro qualcosa di nuovo che sara sempre utile nel percorso della nostra vita. Al momento ho avuto poco tempo da dedicare al mio lato artistico qui in Francia.<br />
<center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/F5nN8cDVWwc/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
<strong>Cosa sei riuscito a fare in Italia? Siamo a febbraio, c&#8217;è Sanremo. Segui il Festival? C&#8217;è qualcosa che ti piace? Anche tu hai avuto l&#8217;esperienza Sanremese. Cosa sei riuscito a fare e le tue impressioni?</strong><br />
Onestamente non seguo piu Sanremo da qualche anno, preferisco concentrarmi sulla mia musica ed ascoltare altro. Ho partecipato alle selezioni di Sanremo tramite l&#8217;accademia arrivando negli ultimi 40 per la categoria <strong>Sanremo Giovani</strong>. Comunque una bella esperienza che mi ha permesso di realizzare un album completamente in italiano <strong>AL DI LA DEL MARE</strong> , grazie anche ad <strong>After Life</strong> l&#8217;etichetta di <strong>Marco Germani</strong>, il primo a credere nella mia musica e nei miei progetti.<br />
<div id="attachment_6108" class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/ms1.jpg" rel="lightbox[6095]" title="ms1"><img src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/ms1.jpg" alt="" title="ms1" width="518" height="484" class="size-full wp-image-6108" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Soul</p></div><br />
<strong>Hai una buona produzione artistica. Sei riuscito a trovare spazio in Italia? Cosa ne pensi della situazione musicale oggi?</strong><br />
In Italia il discorso e un po particolare, probabilmente non e solo una questione di spazio e di visibilita, ci vogliono conoscenze ed un po di fortuna&#8230;forse e questo che mi e mancato</p>
<p><strong>A Parigi fai parte di un coro gospel, i &#8220;Voice2gether&#8221; (&#8220;voce insieme&#8221;, o &#8220;voce che unisce&#8221;). Ci puoi raccontare questa esperienza?</strong><br />
Si tratta di un <strong>coro Gospel di Parigi</strong>, dopo aver fatto l&#8217;audizione sono stato ammesso nella sezione tenori. Ci esibiamo in tutta la regione parigina ed il 1 Marzo abbiamo avuto un concerto per raccogliere fondi per i bambini del Camerun.</p>
<p><strong>Web è il nuovo spazio senza apparenti barriere. Pensi che la tua musica possa trovare i canali giusti verso il tuo pubblico? Hai un idea chi potrebbe essere il tuo pubblico?</strong><br />
Adoro la promozione web, ed e grazie a quella se attualmente ho un minimo di notorieta, grazie ai miei videoclip ed ai miei album in vendita negli stores on-line. La mia musica non credo sia rivolta ad un pubblico preciso. Spero di regalare piu emozioni possibili con la passione che ho nel cantare e nel comporre.</p>
<p><strong>La situazione dei musicisti oggi, come la definiresti? Pensi che esiste o è possibile la collaborazione tra gli artisti?</strong><br />
Penso che i musicisti al momento siano un po frustrati nel vedere sempre le porte sbarrate ai loro progetti, ma in fondo la musica e una passione che va coltivata per sempre. Se si ha talento e si crede nelle proprie possibilita prima o poi qualche spiraglio si aprira, conta molto anche esserci al momento giusto.<br />
<div id="attachment_6116" class="wp-caption aligncenter" style="width: 730px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/23430_1360978778294_5390047_n.jpg" rel="lightbox[6095]" title="23430_1360978778294_5390047_n"><img src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/23430_1360978778294_5390047_n.jpg" alt="" title="23430_1360978778294_5390047_n" width="720" height="540" class="size-full wp-image-6116" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Soul</p></div></p>
<p><strong>Secondo te esistono ancora &#8220;dei scopritori&#8221; dei talenti o lo spazio uno se lo debba ritagliare da solo, investendo in se stessi?</strong><br />
Secondo me sono molto rari, al giorno d&#8217;oggi le persone si mascherano col solo intento di quadagnare alle tue spalle facendo false promesse. Ma c&#8217;e ancora del sano nella musica ed e questo che ci permette di continuare coi nostri sogni e coi nostri progetti.</p>
<p><strong>Stai preparando qualcosa di nuovo?</strong><br />
Sto preparando un singolo con un artista rapper francese che ha fatto uscire un singolo nel 2007, avevo un idea di fare un cd piu hiphop e con sonorita di vecchio stampo. Mi sono iscritto ad un festival nazionale a Parigi la semifinale e il 30 Marzo ho presentato <strong>il mio singolo in francese PETIT ANGEL</strong>.</p>
<p><strong>Dove ti vedi tra 5 anni?</strong><br />
Tra 5 anni anni mi rivedrei bene qui ad essere nuovamente intervistato da te mentre di parlo dei miei numerosi successi e delle mie tournee in europa&#8230;.(hihihi non sarebbe male)</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il tuo sogno nel cassetto?</strong><br />
Non ho sogni nel cassetto, vivo di amore e musica&#8230;lascio che il destino faccia la sua parte.</p>
<div id="attachment_6112" class="wp-caption aligncenter" style="width: 730px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/32512_1443630164527_7803383_n.jpg" rel="lightbox[6095]" title="32512_1443630164527_7803383_n"><img src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/04/32512_1443630164527_7803383_n.jpg" alt="" title="32512_1443630164527_7803383_n" width="720" height="540" class="size-full wp-image-6112" /></a><p class="wp-caption-text">Mark Soul</p></div>
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		<title>Limbo Neutrale di Marco Germani</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 19:14:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marco Germani è in promozione da Web Metropolis con &#8220;Limbo Neutrale&#8221;, dunque, non con la sua intera discografia. Promuoviamo uno dei suoi progetti, quello artistico in tutto e per tutto, molto particolare, interessante e moderno. Parleremo di questo ma non trascureremo altri aspetti della sua vita lavorativa. Accendiamo i riflettori ora sul nostro interesse principale. Limbo Neutrale di Marco Germani C&#8217;è mancato poco che non ci incontrassimo, ma fu un libro che rese possibile la nostra collaborazione e molte altre collaborazioni. Partiamo allora da questo fortunato caso del libro. Cosa ha a che fare un libro con un musicista? La mia passione per la lettura nacque ai tempi delle scuole medie, quando i professori ci diedero il compito di leggere un romanzo per poi farne un riassunto, il primo libro consigliato dai prof. non mi entusiasmò molto, allora mio padre (grande lettore ed appassionato di fantascienza) mi consigliò di avvicinarmi alla letteratura partendo da un genere più vicino ai miei gusti &#8220;cinematografici&#8221; e mi disse «vai nella libreria qua sotto e comprati un romanzo che ti ispiri, leggi bene la trama poi vedrai che ti piacerà!». Passai due ore in libreria e tornai con &#8220;La metà oscura&#8221; di S. King (genere horror), lo lessi in meno di un settimana e dopo comprai tutti i romanzi di King, in seguito Asimov, Anne Rice, P.K. Dick, W. Gibson, la saga di Dragonlance di M. Weis &#38; T. Hickman ed &#8220;Excalibur&#8221; di B. Cornwell. Ad oggi credo di aver letto più di un migliaio di romanzi, quando leggo entro nel mondo o nella vicenda narrata diventando parte di essa, per questo motivo ho scritto Limbo Neutrale, vorrei che chi mi segue attratto dalla musica condividesse la mia passione per i romanzi ed il cinema. Cosa nasce per primo, il libro o il CD? Ci dici come comunque fu possibile la nascita di un progetto come &#8220;Limbo Neutrale&#8221;? Cosa sta alle origini di questo progetto? Nascono contemporaneamente nella mia mente, l&#8217;idea é quella più ampia di un progetto che narra una storia e la musica, non essendo un’arte figurativa, dovrebbe riuscire a suscitare visioni, il compositore è bravo se riesce ad ottenere con un solo ascolto il distaccamento dalla realtà da parte dell’ascoltatore, ma in questo periodo quest’ultimo spesso risulta disinteressato; io vorrei riuscire ad attirare l&#8217;attenzione a 360° attraverso vari tipi di &#8220;media&#8221;. Il romanzo è una buona &#8220;sceneggiatura&#8221; e l&#8217;album una buona sound-track, mi interessa che il pubblico apprezzi il soggetto e riesca a &#8220;viverlo&#8221; pienamente, per completare tale esperienza sarebbe utile associare prima, durante e dopo l’ascolto un’arte figurativa a rappresentare il soggetto immaginato dall’autore. Arti moderne quali cinema e videogiochi riescono nell&#8217;intento di far vivere la vicenda attraverso vari mezzi, ma la parte musicale viene composta dopo la realizzazione della trama, perciò il compositore deve essere bravo nell’interpretare la visione del regista o degli autori del soggetto. La performance live è essenziale per trasmettere il messaggio che si vuole dare all’ascoltatore, ma deve essere molto curata la messa in scena tramite...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Marco Germani è in promozione da Web Metropolis con &#8220;Limbo Neutrale&#8221;, dunque, non con la sua intera discografia. Promuoviamo uno dei suoi progetti, quello artistico in tutto e per tutto, molto particolare, interessante e moderno. Parleremo di questo ma non trascureremo altri aspetti della sua vita lavorativa. Accendiamo i riflettori ora sul nostro interesse principale.</p></blockquote>
<h1>Limbo Neutrale di Marco Germani</h1>
<div id="attachment_5964" class="wp-caption aligncenter" style="width: 730px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/1.jpg" rel="lightbox[6049]" title="1"><img class="wp-image-5964" title="1" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/1.jpg" alt="" width="720" height="403" /></a><p class="wp-caption-text">Il personaggio principale del Limbo Neutrale, Mr Germani</p></div>
<p><strong>C&#8217;è mancato poco che non ci incontrassimo, ma fu un libro che rese possibile la nostra collaborazione e molte altre collaborazioni. Partiamo allora da questo fortunato caso del libro. Cosa ha a che fare un libro con un musicista?</strong><br />
La mia passione per la lettura nacque ai tempi delle scuole medie, quando i professori ci diedero il compito di leggere un romanzo per poi farne un riassunto, il primo libro consigliato dai prof. non mi entusiasmò molto, allora mio padre (grande lettore ed appassionato di fantascienza) mi consigliò di avvicinarmi alla letteratura partendo da un genere più vicino ai miei gusti &#8220;cinematografici&#8221; e mi disse «vai nella libreria qua sotto e comprati un romanzo che ti ispiri, leggi bene la trama poi vedrai che ti piacerà!». Passai due ore in libreria e tornai con &#8220;<strong>La metà oscura</strong>&#8221; di <strong>S. King</strong> (genere horror), lo lessi in meno di un settimana e dopo comprai tutti i romanzi di King, in seguito <strong>Asimov, Anne Rice, P.K. Dick, W. Gibson</strong>, la saga di <strong>Dragonlance</strong> di <strong>M. Weis</strong> &amp; <strong>T. Hickman</strong> ed &#8220;<strong>Excalibur</strong>&#8221; di <strong>B. Cornwell</strong>. Ad oggi credo di aver letto più di un migliaio di romanzi, quando leggo entro nel mondo o nella vicenda narrata diventando parte di essa, per questo motivo ho scritto Limbo Neutrale, vorrei che chi mi segue attratto dalla musica condividesse la mia passione per i romanzi ed il cinema.</p>
<p><strong>Cosa nasce per primo, il libro o il CD? Ci dici come comunque fu possibile la nascita di un progetto come &#8220;Limbo Neutrale&#8221;? Cosa sta alle origini di questo progetto?</strong><br />
Nascono contemporaneamente nella mia mente, l&#8217;idea é quella più ampia di un progetto che narra una storia e la musica, non essendo un’arte figurativa, dovrebbe riuscire a suscitare visioni, il compositore è bravo se riesce ad ottenere con un solo ascolto il distaccamento dalla realtà da parte dell’ascoltatore, ma in questo periodo quest’ultimo spesso risulta disinteressato; io vorrei riuscire ad attirare l&#8217;attenzione a 360° attraverso vari tipi di &#8220;media&#8221;. Il romanzo è una buona &#8220;sceneggiatura&#8221; e l&#8217;album una buona sound-track, mi interessa che il pubblico apprezzi il soggetto e riesca a &#8220;viverlo&#8221; pienamente, per completare tale esperienza sarebbe utile associare prima, durante e dopo l’ascolto un’arte figurativa a rappresentare il soggetto immaginato dall’autore.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/hyf5Fb85b9w/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
<strong>Arti moderne</strong> quali cinema e videogiochi riescono nell&#8217;intento di far vivere la vicenda attraverso vari mezzi, ma la parte musicale viene composta dopo la realizzazione della trama, perciò il compositore deve essere bravo nell’interpretare la visione del regista o degli autori del soggetto. <strong>La performance live</strong> è essenziale per trasmettere il messaggio che si vuole dare all’ascoltatore, ma deve essere molto curata la messa in scena tramite l’utilizzo di scenografie, comparse, effetti speciali e proiezioni; queste contribuiscono a colmare il distacco con il pubblico che a volte l&#8217;esecutore crea quando è molto impegnato nell’esecuzione del brano. Molti compositori scrivono senza preoccuparsi di chi utilizzerà la propria musica, magari realizzando opere meravigliose eseguite da migliaia di interpreti; tante band incidono quasi per scherzo brani che verranno ascoltati da intere generazioni e faranno storia. <strong>La formula magica della composizione perfetta non esiste</strong>, ci sono tante regole da studiare: melodia, ritmo e armonia sono materie complesse, il processo di registrazione e produzione di materiale sonoro è spesso empirico per alcuni, per altri invece matematico. L’esecuzione, la scelta degli strumenti, l’utilizzo di rumori, la metrica, la timbrica vocale, l’improvvisazione sono solo parti di un processo creativo assolutamente unico. Il mio scopo ultimo é quello di un prodotto che utilizzi &#8220;tutti&#8221; i media compreso un fumetto e ovviamente il web e l&#8217;interattività. Sto puntando molto sulla parte grafica del progetto con la collaborazione di <strong>Marco Tramontini</strong> (disegnatore, compositore e chitarrista) che sta sviluppano diverse tipologie di soggetti attraverso la computer graphic.</p>
<div id="attachment_5983" class="wp-caption alignleft" style="width: 477px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/20.jpg" rel="lightbox[6049]" title="20"><img class="wp-image-5983" title="20" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/20.jpg" alt="" width="467" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Germani</p></div>
<p><strong>Ci racconti il significato di &#8220;Limbo Neutrale&#8221; come libro? Chi sono gli attori principali e se ha un messaggio identico nel libro e nel CD.</strong><br />
Limbo neutrale è la storia di una rock star vittima di un complotto e delle sue paranoie scaturite da un sistema che sfrutta la sua immagine per fare business, dopo un incidente si ritrova in un&#8217;altra dimensione, privato dei suoi ricordi e senza uno scopo, incontra strani personaggi che lo confondono ulteriormente nella sua permanenza in questa landa desolata. Intanto nel nostro mondo accadono fatti sconcertanti, l&#8217;apocalisse è imminente ed un agente segreto di nome <strong>Eliza</strong> dovrà ritrovare <strong>Mr. Germani</strong> che sarà involontariamente il responsabile della salvezza o della fine dell&#8217;umanità.<br />
Il messaggio è che per quanto tu possa essere privato di qualsiasi volontà, inevitabilmente prima o poi farai delle scelte che condizioneranno la tua vita e quella degli altri.<br />
Vorrei ringraziare <strong>Elisa Collimedaglia</strong> per l&#8217;attenta correzione delle bozze ed il supporto tecnico al progetto.</p>
<p><strong>Ci racconti ora il CD, i brani e cosa rappresentano, come sono impostati.</strong><br />
L&#8217;album rappresenta il viaggio onirico di Mr. Germani nella <strong>Landa della Neutralità</strong> (il titolo è Land of Neutrality) perciò è volutamente sperimentale, psichedelico, molto strumentale. I brani non rispecchiano la tradizionale forma canzone, ma è strutturato con un arco temporale che segue la storia del romanzo, abbiamo <strong>Conspiracy</strong> (che è un&#8217;introduzione recitata tratta dal libro), Enveloped in Fog (avvolto dalla nebbia, brano strumentale molto complesso), <strong>The Guru</strong> (interpretato da <strong>Dizzy Ritzy</strong>), <strong>Confused Memories</strong> (strumentale fusion molto veloce), <strong>The rest on the island</strong> (con uno splendido assolo di sax), <strong>An Gheur Shùil</strong> (incantesimo celtico scritto insieme a <strong>Rita Partini</strong>), <strong>Awakening</strong> (&#8220;risveglio&#8221;, jingle ipnotico scritto insieme a <strong>Giovanni Graziano</strong>, contiene una campionatura di comunicazioni radio fatte da mio padre con i suoi apparecchi vintage da radioamatore) più molti altri brani con featuring vocali e strumentali. Nei brani si ritrovano i &#8220;non luoghi&#8221; e i personaggi misteriosi del romanzo, magistralmente interpretati da tanti amici cantanti, attori e strumentisti. È già uscita la versione CD da 66:06 minuti che si può acquistare dal mio sito www.germanimarco.com o scrivendo a info@limboneutrale.com (come per acquistare il libro). Al momento sto lavorando alla versione &#8220;digitale&#8221; che sarà lunga il doppio, con molte tracce in più e nuovi ospiti (in tutto saranno una trentina), con i brani usciti in cd fisico rimasterizzati e riarrangiati. Tutto questo lavoro perché voglio continuare il progetto che mi sta dando molta soddisfazione e sta avendo un buon feedback da parte della rete.</p>
<p><strong>A chi si rivolge il tuo progetto &#8220;Limbo Neutrale&#8221; (il libro e il CD)?</strong><br />
A tutti coloro che amano le cospirazioni, la fantascienza, il mondo dello star system, la musica sperimentale, i fumetti, i videogames, il web, i concerti rock, le chitarre elettriche, Il fantasy, il cinema, il cyberpunk… Non desidero un pubblico d&#8217;elite o estremamente commerciale, ma un pochino &#8220;nerd&#8221; e &#8220;web dipendente&#8221;, voglio poterlo affascinare attraverso la musica, le immagini, il live e l&#8217;interazione digitale; so di essere molto ambizioso, ma anche rispettoso nei confronti di chi apprezza il mio lavoro, che è comunque un lavoro di &#8220;collaborazione&#8221; in continua evoluzione grazie al contributo di preziosi amici e collaboratori che capiscono perfettamente le mie intenzioni e spesso e volentieri mi aiutano a titolo gratuito perché sono persone dotate di uno spirito creativo insaziabile come il mio.</p>
<div id="attachment_5974" class="wp-caption alignright" style="width: 477px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/11.jpg" rel="lightbox[6049]" title="11"><img class="wp-image-5974" title="11" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/11.jpg" alt="" width="467" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Mr Gemrani nel Limbo Neutrale con la spada</p></div>
<p><strong>Che sogno hai per il tuo futuro?</strong><br />
Continuare a sviluppare i miei progetti sempre meglio, potermi migliorare, essere degno del lavoro che ho intrapreso e della scelta di vita che ho fatto, il denaro, la fama ed il successo non sono prioritari, potrebbero anche rappresentare un problema se mal gestiti, i sogni più grandi sono due: poter partecipare alla realizzazione di una colonna sonora e poter realizzare lo show di &#8220;Limbo Neutrale&#8221; live (in un teatro o in un palazzetto) come ce l&#8217;ho in mente (con la band, gli ospiti, i personaggi, le proiezioni, i giochi di luce, un impianto serio, i costumi).</p>
<p><strong>Lo chiedo a tutti, come ti vedi tra cinque anni?</strong><br />
Spero con più tempo da dedicare ai miei progetti, in salute, migliorato professionalmente, accanto alla mia famiglia e alla mia compagna, con più collaboratori e fan e probabilmente all&#8217;inizio della terza fase di questo progetto.</p>
<p><strong>Con te parliamo ora anche di due altri aspetti del tuo legame con la musica:<br />
- il tuo lavoro con gli artisti e<br />
- lo studio di registrazione che hai e dal quale nasce la tua etichetta. </strong><br />
Prima i musicisti. Come sono, com&#8217;è lavorare con loro, quali difficoltà si incontrano quando si lavora nel campo della musica con le persone.<br />
Credo che le difficoltà siano le stesse di ogni professionista: viviamo in un mondo dominato dalla burocrazia e dalla politica, dove se non conosci qualcuno non sei nessuno, forse qualcosa sta cambiando, ma l&#8217;arte è stata massacrata e considerata solo un prodotto di serie B in questi ultimi dieci anni, gli artisti si vergognano quasi del proprio dono, perché considerati dei &#8220;perditempo&#8221;. Se non sei un manager, un avvocato o un medico vali poco, devi fare cash per essere qualcuno e se lo fai schiacciando gli altri è anche meglio, questo ti insegnano i media, fare l&#8217;artista è considerato inutile.<br />
La mia difficoltà più grande è far capire alle persone che avere una inclinazione artistica non è una malattia, ma qualcosa che ti rende unico, le loro reazioni sono di due tipologie: o diventano delle rock star totalmente ingestibili prive di affidabilità o si deprimono sottovalutandosi e continuando a sfuggire ai loro impegni, in ambedue i casi bisogna far capire l&#8217;importanza di questo mestiere ed il fatto che bisogna essere &#8220;manager&#8221; di se stessi e collaborare senza causare problemi di gestione, bisogna essere autosufficienti il più possibile e dedicare tutto il tempo libero alla realizzazione dei propri progetti artistici, altrimenti non sarà mai un lavoro, ma solo un hobby ed i risultati non arriveranno mai.</p>
<p><strong>La mia etichetta vuole comunque valorizzare il concetto di &#8220;nuova produzione&#8221;</strong> e dare ai questi piccoli &#8220;eroi&#8221; speciali una start-up artistica (un cd, un videoclip, un concerto, delle persone che ti apprezzano, una band, etc&#8230;) poi con questo &#8220;costume&#8221; mandarli a combattere i cattivi che sono rappresentati dal mainstream, dai reality, dalle major, dai produttori, dagli editori dagli organizzatori di eventi e da tutta quella gente che ha contribuito a devastare il gusto del pubblico e renderci degli ignoranti senza ambizione.<br />
Bisogna ricostruire il gusto del pubblico e far riconquistare la fiducia a chi è consapevole delle proprie capacità tecniche e creative.</p>
<p><strong>Ora ci puoi dire la tua esperienza con le difficoltà che si trovano nella società oggigiorno.</strong><br />
La nostra società è alla deriva perché amministrata da persone incompetenti e disoneste, il mondo di Limbo Neutrale descrive molto bene il nostro prossimo futuro. Siamo ormai vicini ad un nuovo concetto di schiavitù, per un cambiamento bisogna cominciare da noi stessi, dobbiamo smettere di vivere di stereotipi e fare tutto ciò che gli altri ci dicono, dobbiamo costruirci un&#8217;identità, collaborare con persone che condividono le nostre scelte, vivere la nostra vita accanto a compagni/e che ci completano e ci stimano per quello che abbiamo scelto di fare e non per quello che è un &#8220;dovere&#8221; fare. Bisogna distinguersi e ricostruire l&#8217;individuo, altrimenti diventeremo soltanto dei numeri e dei codici all&#8217;interno di un enorme computer.</p>
<div id="attachment_6086" class="wp-caption aligncenter" style="width: 708px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/f-vid-4.jpg" rel="lightbox[6049]" title="f vid 4"><img class="wp-image-6086" title="f vid 4" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/f-vid-4.jpg" alt="" width="698" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">Mr Germani e Eliza in un combattimento</p></div>
<p><strong>Cosa vorresti che cambiasse nel prossimo futuro?</strong><br />
L&#8217;atteggiamento delle persone nei confronti della vita e dell&#8217;arte: tutti i giorni leggo critiche a film, romanzi, spettacoli, album meravigliosi, poi sento sempre la stessa canzone alla radio, vedo sempre le stesse facce in tv e sento sempre gli stessi noiosi discorsi, mi sento sepolto in un sistema vecchio di cinquant&#8217;anni, bisogna rinnovare il proprio destino e fare in modo che non sia pilotato da personaggi come il Mr. Vilde del mio romanzo.<br />
Vorrei vedere un atteggiamento differente nei confronti dell&#8217;arte, perché chi denigra e non é interessato da questa è di per sè una persona vuota… la musica è ciò che più di ogni altra cosa ci avvicina all’infinito e contemporaneamente dimostra la nostra umanità e il nostro scopo nell’universo, nelle dimensioni e nel tempo, bisogna imparare a guardare oltre i semplici bisogni fisici e al proprio egoismo e proiettarsi verso un futuro nuovo dove l&#8217;arte, la musica e la tecnologia saranno prioritarie nella nostra vita, per evitare il ritorno ad un nuovo medioevo tecnologico come quello pronosticato da <strong>W. Gibson</strong>. Spero che questo non accada e mi auguro che la mia opera come artista contemporaneo possa servire da monito.</p>
<div id="attachment_5982" class="wp-caption aligncenter" style="width: 615px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/19.jpg" rel="lightbox[6049]" title="19"><img class="wp-image-5982" title="19" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/03/19.jpg" alt="" width="605" height="907" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Germani</p></div>
<p><strong>Altro lavoro di Marco Germani</strong>: www.after-life.it o www.afterlifemusicdimension.com</p>
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		<title>Maleminore di Paolo Bacchella</title>
		<link>http://www.webmetropolis.org/maleminore-di-paolo-bacchella/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 18:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musicians and Bands]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Maleminore]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bacchella]]></category>
		<category><![CDATA[webmetropolis]]></category>

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		<description><![CDATA[Vota Maleminore! Lui è Paolo Bacchella e rappresenta in modo migliore la gioventù di oggi. Dal suo impegno sociale nasce un progetto artistico, MALEMINORE, che riflette la realtà di Paolo e dei giovani di oggi in Italia, ma non solo. L&#8217;abbiamo intervistato per conoscere meglio come nasce un progetto così &#8220;sociale&#8221;, su quali pensieri si basa e a cosa eventualmente potrebbe servire, pensando all&#8217;idea dell&#8217;arte come mezzo migliore che hanno i giovani per cambiare la società in cui vivono. Ciao Paolo, ci racconti un po&#8217; di te. Mi chiamo Paolo Bacchella, sono un ex ragazzo di 34 anni come tanti che vive nella provincia e a cui la provincia sta stretta. Sono laureato in scienze politiche e la laurea specialistica conseguita alla Sapienza di Roma mi è servita più che altro per avere una possibilità di allontanarmi dai luoghi dove ho sempre vissuto. Dalla Capitale ho potuto vedere il mondo da un’altra angolazione e la mia formazione culturale ha avuto una netta accelerata non solo per gli studi svolti, ma anche e soprattutto grazie all’ambiente cosmopolita e sicuramente più stimolante sotto tutti i punti di vista, soprattutto quello intellettuale. Come si arriva alla musica che è anche un progetto di vita, un pensiero, un desiderio di cambiare la società in cui vivi? Non so come funzioni per gli altri cantautori, per me, fin dall’età di 18 anni la musica è stata un mezzo per esprimere un disagio adolescienziale che penso vivano quasi tutti i ragazzi. Poi crescendo ho superato l’autoreferenzialità, ho chiuso il giovane Werther nel cassetto e ho aperto gli occhi sul mondo scoprendo che i problemi veri sono altri. Attraverso l’impegno sociale attivo e la sensibilizzazione su determinati temi ho notato che la mia produzione musicale cambiava: avevo sviluppato inconsapevolmente una vena satirica che non sospettavo di possedere, così l’ho seguita, assecondata e coltivata, curioso di sapere dove mi avrebbe portato. Come nasce &#8220;Maleminore&#8221;? Cosa rappresenta? Il progetto “Maleminore” è la sintesi del mio percorso musicale-satirico e di impegno sociale. La nascita di questo progetto è avvenuta in maniera quasi casuale: inizialmente mi ero recato in studio di registrazione con la sola intenzione di avere alcuni miei brani registrati in presa diretta solo con chitarra e voce in maniera decente. Marco Germani, il titolare della casa discografica in cui si trovava lo studio di registrazione, seguendomi durante la registrazione mi disse che gli interessavano le mie canzoni e mi propose un contratto discografico per la realizzazione di un primo EP, io accettai e così partì tutto. Come nascono i tuoi brani? Il video &#8220;Etichette&#8221; cosa racconta? Come già detto i brani nascono da un desiderio di espressione spesso coniugato con un bisogno di denuncia. Questi impulsi si traducono talvolta in una presa in giro dei costumi e di una cultura ormai decadente, sempre più orientata alla forma a scapito dei contenuti, altre volte invece la satira viene meno, rimpiazzata da un vero e proprio atto d’accusa senza giri di parole, come nel nostro primo singolo “Tutto bene” che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Vota Maleminore!</h1>
<blockquote><p>Lui è Paolo Bacchella e rappresenta in modo migliore la gioventù di oggi. Dal suo impegno sociale nasce un progetto artistico, MALEMINORE, che riflette la realtà di Paolo e dei giovani di oggi in Italia, ma non solo. L&#8217;abbiamo intervistato per conoscere meglio come nasce un progetto così &#8220;sociale&#8221;, su quali pensieri si basa e a cosa eventualmente potrebbe servire, pensando all&#8217;idea dell&#8217;arte come mezzo migliore che hanno i giovani per cambiare la società in cui vivono.</p></blockquote>
<p><strong>Ciao Paolo, ci racconti un po&#8217; di te.</strong></p>
<p>Mi chiamo Paolo Bacchella, sono un ex ragazzo di 34 anni come tanti che vive nella provincia e a cui la provincia sta stretta. Sono laureato in scienze politiche e la laurea specialistica conseguita alla Sapienza di Roma mi è servita più che altro per avere una possibilità di allontanarmi dai luoghi dove ho sempre vissuto. Dalla Capitale ho potuto vedere il mondo da un’altra angolazione e la mia formazione culturale ha avuto una netta accelerata non solo per gli studi svolti, ma anche e soprattutto grazie all’ambiente cosmopolita e sicuramente più stimolante sotto tutti i punti di vista, soprattutto quello intellettuale.</p>
<div id="attachment_5813" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/politico.jpg" rel="lightbox[5812]" title="politico"><img class="wp-image-5813" title="politico" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/politico-1024x680.jpg" alt="" width="717" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">MALEMINORE di Paolo Bacchella</p></div>
<p><strong>Come si arriva alla musica che è anche un progetto di vita, un pensiero, un desiderio di cambiare la società in cui vivi?</strong></p>
<p>Non so come funzioni per gli altri cantautori, per me, fin dall’età di 18 anni la musica è stata un mezzo per esprimere un disagio adolescienziale che penso vivano quasi tutti i ragazzi. Poi crescendo ho superato l’autoreferenzialità, ho chiuso il giovane Werther nel cassetto e ho aperto gli occhi sul mondo scoprendo che i problemi veri sono altri. Attraverso l’impegno sociale attivo e la sensibilizzazione su determinati temi ho notato che la mia produzione musicale cambiava: avevo sviluppato inconsapevolmente una vena satirica che non sospettavo di possedere, così l’ho seguita, assecondata e coltivata, curioso di sapere dove mi avrebbe portato.</p>
<p><strong>Come nasce &#8220;Maleminore&#8221;? Cosa rappresenta?</strong></p>
<p>Il progetto “Maleminore” è la sintesi del mio percorso musicale-satirico e di impegno sociale. La nascita di questo progetto è avvenuta in maniera quasi casuale: inizialmente mi ero recato in studio di registrazione con la sola intenzione di avere alcuni miei brani registrati in presa diretta solo con chitarra e voce in maniera decente. Marco Germani, il titolare della casa discografica in cui si trovava lo studio di registrazione, seguendomi durante la registrazione mi disse che gli interessavano le mie canzoni e mi propose un contratto discografico per la realizzazione di un primo EP, io accettai e così partì tutto.</p>
<p><strong>Come nascono i tuoi brani? Il video &#8220;Etichette&#8221; cosa racconta?</strong></p>
<p>Come già detto i brani nascono da un desiderio di espressione spesso coniugato con un bisogno di denuncia. Questi impulsi si traducono talvolta in una presa in giro dei costumi e di una cultura ormai decadente, sempre più orientata alla forma a scapito dei contenuti, altre volte invece la satira viene meno, rimpiazzata da un vero e proprio atto d’accusa senza giri di parole, come nel nostro primo singolo “Tutto bene” che nell’estate 2012 è stato al primo posto nella classifica dei singoli più scaricati dal portale della Nokia musica.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/ZcLvllbD0lw/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
Il video del nostro secondo singolo “Etichette” parla appunto di quelle etichette professionali che una persona deve appiccicarsi per poter essere identificato e quindi accettato dalla società di cui sopra, sistema che ritengo al quanto superficiale e che sotto una patina di perbenismo nasconde invece buona parte dei mali del nostro tempo. Canzone e video vogliono far riflettere sul fatto che molte delle professioni attuali si intraprendono non per passione, per attitudine o perchè si ritiene di poter essere utili alla collettività, ma nel migliore dei casi per necessità, nel peggiore dei casi per cupidigia, avidità e desiderio di prevaricazione sociale. Il personaggio nel video infatti passa da lavori legali a lavori illegali in quanto l’etica oggi è ormai solo di ostacolo al conseguimento di un unico obiettivo: la massimizzazione del profitto. Non a caso il video termina con l’ascesa politica del protagonista, a significare che anche quella che dovrebbe essere l’attività più nobile di tutte, la politica, ovvero il proprio impegno al servizio della collettività, si è trasformata ormai in un mero business privo di qualsiasi vincolo morale, se non quello di facciata che il politico di turno cerca quotidianamente di propinare all’elettorato.<br />
<strong>Condividi questo percorso artistico e l&#8217;impegno socio/politico con i giovani della tua età?</strong></p>
<p>La passione politica accesasi circa sette anni fa non mi ha mai abbandonato. Non milito in alcun partito, anche se in passato ho commesso questo “errore”, che tuttavia non rinnego in quanto quell’esperienza mi ha fatto crescere e conoscere persone in gamba e disinteressate con le quali ancora oggi collaboro senza vessilli di partito, portando avanti quelle che riteniamo battaglie sacrosante per la creazione di una società migliore, agli antipodi di quella attuale. Con loro condivido anche il mio progetto artistico in quanto sono i miei primi “fan”.</p>
<div id="attachment_5821" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/maniaco.jpg" rel="lightbox[5812]" title="maniaco"><img class="wp-image-5821" title="maniaco" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/maniaco-1024x680.jpg" alt="" width="717" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">MALEMINORE di Paolo Bacchella</p></div>
<p><strong>Cosa è che questa società vi offre e cosa è che vorreste avere e pensate di non avere?</strong></p>
<p>Non credo che in poche righe sia possibile rispondere in maniera esauriente ad una domanda così impegnativa, ad ogni modo, dovendo sintetizzare per sommi capi direi che quanto oggi la società ci offre è la possibilità di incontrarsi con chi ha capito che non stiamo andando nella direzione giusta e vuole fare qualcosa, reagire in qualche modo, anche se molte volte i progetti si schiantano sulla carenza di risorse&#8230;forse, per rispondere alla seconda parte della domanda, è proprio questa la mancanza più grave della società, ovvero il persistere nel voler conservare vecchi modelli culturali, politici ed economici boicottando e impoverendo in ogni modo le realtà nascenti che vorrebbero dar vita ad idee innovative che potrebbero cambiare radicalmente, in meglio, la vita di tutti, ma che farebbero perdere molti privilegi ai pochi che stanno in cima alla piramide i quali vogliono per l’appunto che tutto rimanga così com’è.</p>
<div id="attachment_5825" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/Maleminore-02-1.jpg" rel="lightbox[5812]" title="Maleminore 02-1"><img class="size-medium wp-image-5825" title="Maleminore 02-1" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/02/Maleminore-02-1-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a><p class="wp-caption-text">MALEMINORE di Paolo Bacchella</p></div>
<p><strong>Cosa pensi di poter fare con la tua musica?</strong></p>
<p>La musica che facciamo è una di quelle realtà di cui sopra che propugna il cambiamento attraverso la critica, la satira e la sensibilizzazione: il supporto che non ci da la società ce lo prendiamo noi, sacrificando parte del nostro tempo e delle nostre energie per qualcosa che riteniamo utile a tutti.<br />
Il cambiamento parte prima dalla cultura e poi investe tutto il resto, quindi possiamo dire di voler essere parte attiva di questa rivoluzione culturale.</p>
<p><strong>Hai un sogno nel cassetto?</strong></p>
<p>Anche se in merito non mi faccio illusioni, come tutti gli artisti degni di questo nome sogno di poter fare della mia passione una professione, tanto più perchè mosso dagli intenti sopracitati che vanno oltre gli interessi personali e soprattutto li vedono coincidere con quelli collettivi.</p>
<p><strong>Dove ti vedi tra 5 anni?</strong></p>
<p>Chi può dirlo, forse in studio di registrazione, forse su un palco, ad ogni modo 5 anni sono un orizzonte ancora lontano per riuscire a scorgere nitidamente qualcosa, preferisco concentrarmi sui progetti a breve termine che sono ben focalizzati e definiti.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il tuo prossimo impegno?</strong></p>
<p>Sto lavorando insieme a Marco Germani, componente fondamentale del progetto Maleminore, al nostro prossimo pezzo. Speriamo di riuscire a finire l’EP entro maggio/giugno di quest’anno per poi cominciare a farlo sentire in giro con la band, siamo curiosi di vedere le reazioni e di ascoltare i pareri della gente.</p>
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		<title>Cristoforo Nania, blues e poesia</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 17:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cristoforo Nania, il bluesman, l&#8217;incantatore Ti conosciamo ormai come &#8220;poeta e marinaio&#8221;. Ci racconti cosa hanno in comune? La ribellione? La Ribellione? no, quella fa parte della giovane età, dell&#8217;entusiasmo legato alla incoscenza ed alle matematiche certezze, che crescendo ti rendi conto non essere poi così certe. Come poeta e marinaio.. non voglio definirmi un Poeta, in quanto sarebbe oltremodo presuntuoso da parte mia, Poeti sono i Vati, sono coloro che sanno fare emergere le parole dalle nebbie. Io sono solo un cantautore, uno che racconta la vita, la quotidianità, l&#8217;amore, il dolore la passione.. Marinaio sì invece, sin dal profondo. Marinaio perchè uomo libero e libero pensatore, marinaio perchè viaggiatore, marinaio perchè assetato di nuove avventure e scoperte. Quando ci siamo conosciuti facevi i live tosti, uno dopo l&#8217;altro, fatti con una bravissima band, La Locanda di Cris, la gente giovane, bravissima. Poi sei passato in uno studio dove hai lavorato con i musicisti professionisti e avete tirato fuori un CD bellissimo. Sembrano due anime, ma invece sei tu&#8230; Ci racconti come nasce questo CD e cosa contiene nella sua essenza? Guarda che ancora oggi faccio live tosti ed ancora oggi con quella parte di band che conoscevi. Ma è anche vero che si deve tendere alla crescita, al passaggio tra i vari piani dell&#8217;anima per potere arrivare alla propria essenza. Certo i live tosti e carichi di musica ci sono ancora, perchè al pubblico piace ricevere la vigoria da chi sta sul palco, ma il pubblico ama anche sentire qualcosa che possa essere comune a tutti, cosa che taluni musicisti, anche se tecnicamente bravi,non riescono a trasmettere e quindi allora sono passato alla realizzazione del nuovo cd all&#8217;interno di uno studio ma servendomi, appunto, di musicisti professionisti, cui ho espressamente chiesto di considerare i brani come se fossero i loro, lasciandoli liberi nella interpretazione delle emozioni che i testi potevano dare. ecco, loro hanno saputo mettere in ogni brano la loro esperienza tecnica, ma anche la loro espressione emozional, rendendo questo cd unico nella sua composizione letterale ed armonica. Ogni brano è stato concepito in maniera diversa da 8 musicisti diversi. e cmq si, due anime, il rocker ed il cantautore. ma se guardi attentamente, trovi anche il blues man ed altri .. Sei un cantastorie, quelle di vita, come quel video promo che parla di tuo amico Tito&#8230; Si, sono un un castastorie e come tale racconto la vita, così come la sento, e la vedo. Uno che racconta storie, sia autografe che di altri che mi abbiano particolarmente colpito. In &#8220;Foto di gruppo&#8221; racconto dei miei amici, descrivendo le loro paure, desideri e abitutini, così come in quella strofa in cui parlo anche di me. è stato belle rivedere quelle foto e metterle inseme come un clip, da sfondo alle parole. &#8220;Del mare, del sogno, dell&#8217;amore&#8221;, il nuovo CD di Cristoforo Nania Il video promo del brano: &#8220;La foto del gruppo&#8221; &#8211; tra breve nei store del mondo! &#160; A me sono sempre piaciuti i tuoi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cristoforo Nania, il bluesman, l&#8217;incantatore</h2>
<div id="attachment_5769" class="wp-caption aligncenter" style="width: 675px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/Cris1.jpg" rel="lightbox[5765]" title="Cristoforo Nania"><img class="wp-image-5769" title="Cristoforo Nania" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/Cris1.jpg" alt="" width="665" height="432" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Nania</p></div>
<p><strong>Ti conosciamo ormai come &#8220;poeta e marinaio&#8221;. Ci racconti cosa hanno in comune? La ribellione?</strong><br />
La Ribellione? no, quella fa parte della giovane età, dell&#8217;entusiasmo legato alla incoscenza ed alle matematiche certezze, che crescendo ti rendi conto non essere poi così certe. Come poeta e marinaio.. non voglio definirmi un Poeta, in quanto sarebbe oltremodo presuntuoso da parte mia, Poeti sono i Vati, sono coloro che sanno fare emergere le parole dalle nebbie. Io sono solo un cantautore, uno che racconta la vita, la quotidianità, l&#8217;amore, il dolore la passione.. <strong>Marinaio</strong> sì invece, sin dal profondo. Marinaio perchè uomo libero e libero pensatore, marinaio perchè viaggiatore, marinaio perchè assetato di nuove avventure e scoperte.</p>
<div id="attachment_5774" class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/294184_10150282117878740_5139127_n.jpg" rel="lightbox[5765]" title="Cristoforo Nania"><img class="wp-image-5774" title="Cristoforo Nania" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/294184_10150282117878740_5139127_n.jpg" alt="" width="288" height="384" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Nania</p></div>
<p><strong>Quando ci siamo conosciuti facevi i live tosti, uno dopo l&#8217;altro, fatti con una bravissima band, La Locanda di Cris, la gente giovane, bravissima. Poi sei passato in uno studio dove hai lavorato con i musicisti professionisti e avete tirato fuori un CD bellissimo. Sembrano due anime, ma invece sei tu&#8230;<br />
Ci racconti come nasce questo CD e cosa contiene nella sua essenza? </strong><br />
Guarda che ancora oggi faccio live tosti <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ed ancora oggi con quella parte di band che conoscevi. Ma è anche vero che si deve tendere alla crescita, al passaggio tra i vari piani dell&#8217;anima per potere arrivare alla propria essenza. Certo i live tosti e carichi di musica ci sono ancora, perchè al pubblico piace ricevere la vigoria da chi sta sul palco, ma il pubblico ama anche sentire qualcosa che possa essere comune a tutti, cosa che taluni musicisti, anche se tecnicamente bravi,non riescono a trasmettere e quindi allora sono passato alla realizzazione del nuovo cd all&#8217;interno di uno studio ma servendomi, appunto, di musicisti professionisti, cui ho espressamente chiesto di considerare i brani come se fossero i loro, lasciandoli liberi nella interpretazione delle emozioni che i testi potevano dare. ecco, loro hanno saputo mettere in ogni brano la loro esperienza tecnica, ma anche la loro espressione emozional, rendendo questo cd unico nella sua composizione letterale ed armonica. Ogni brano è stato concepito in maniera diversa da 8 musicisti diversi. e cmq si, due anime, il rocker ed il cantautore. ma se guardi attentamente, trovi anche il blues man ed altri .. <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Sei un cantastorie, quelle di vita, come quel video promo che parla di tuo amico Tito&#8230;</strong><br />
Si, sono un un castastorie e come tale racconto la vita, così come la sento, e la vedo. Uno che racconta storie, sia autografe che di altri che mi abbiano particolarmente colpito. In &#8220;Foto di gruppo&#8221; racconto dei miei amici, descrivendo le loro paure, desideri e abitutini, così come in quella strofa in cui parlo anche di me. è stato belle rivedere quelle foto e metterle inseme come un clip, da sfondo alle parole.</p>
<h2>&#8220;Del mare, del sogno, dell&#8217;amore&#8221;, il nuovo CD di Cristoforo Nania</h2>
<p>Il video promo del brano: &#8220;<em><strong>La foto del gruppo</strong></em>&#8221; &#8211; tra breve nei store del mondo!</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/FS1AXKxMFuU/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center>&nbsp;</p>
<p><strong>A me sono sempre piaciuti i tuoi brani come Specchio rotto o Tu sai di Sicilia&#8230; la tua è una poesia vissuta&#8230; ecco perché dicevo prima che facevi i live &#8220;tosti&#8221;, perché solo gli artisti bravissimi, come sono i tuoi Locanda di Cris potevano starti dietro e sprigionare l&#8217;energia che tu hai &#8220;incatenato&#8221; nei tuoi viaggi di vita, via mari e amori, le passioni e la libertà. Sei sempre rimasto un ribelle&#8230; &#8220;Tu non cambierai mai&#8230;&#8221;</strong><br />
Ahahahaha ..e sono sempre quel &#8220;ribelle&#8221;, e sul palco dò sempre quella spinta ed ho sempre quella grinta, interpretando di volta in volta, a seconda del pubblico presente. Per quanto riguarda i musicisti live, sono pressocchè gli stessi. ho solo cambiato il chitarrista. molto bravo, certamente, ma che amava rubare la scena. un esempio? se la canzone dura 3/4 minuti non si può fare un assolo di altrettanto tempo. Per quanto mi riguarda, sono le parole che valgono, la musica avvolge, ed io voglio fare arrivare il mio messaggio, la mia storia, e non me ne frega nulla che uno sia tecnicamente bravo e trascendentale, se poi stà a cancellare le parole per inserirvi note sputate..</p>
<div id="attachment_5777" class="wp-caption alignright" style="width: 327px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/314349_10150282117628740_6040880_n.jpg" rel="lightbox[5765]" title="Cristoforo Nania"><img class="wp-image-5777" title="Cristoforo Nania" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/314349_10150282117628740_6040880_n.jpg" alt="" width="317" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Nania</p></div>
<p><strong>Ci racconti cosa è la Sicilia nella tua musica? Tu viaggi il mondo, ma la Sicilia in fondo non l&#8217;hai mai abbandonata&#8230;</strong><br />
La <strong>Sicilia</strong>, nella mia musica, altri non è che mia madre, la mia donna, la mia terra di mezzo, tra quello che sono stato da giovane e quello che spotrei ancora essere da adulto. un rifugio cui tornare, un modo di pensare, un modo vi vivere e di essere. Noi siciliani siamo aperti al mondo e tutto il mondo è passato da noi. La Sicilia è una puttana che si vende ma anche una vergine che si dona pudica. io sono figlio di quella puttana e di quella vergine.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il pensiero che ti fa sognare?</strong><br />
..il pensiero che mi fa sognare dici.. bè essenzialmente amo donare il sorriso. Ma se devo essere egoista, allora il mio sogno, uno dei pochi ancora da realizzare, è essere riconosciuto per ciò che faccio e per come lo esprimo, è anche avere un intero stadio che canta con me le mie canzoni! Hua! Da sballo <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Come ti vedi tra 5 anni? </strong><br />
Ci pensiamo tra 5 anni? <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>La tua moto è sempre la stessa? Magari un video alla &#8220;Easy rider&#8221; non sarebbe male fare sulle strade di Sicilia bedda&#8230; me la ricordo nel 1982, era marzo, piena di sole .. si andava a maniche corti, mentre dalle mie parti c&#8217;era ancora la neve&#8230; </strong><br />
La mia <strong>moto</strong> è sempre una custom, rigorosamente <strong>easy rider</strong> <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  utilizzata d&#8217;estate e d&#8217;inverno. Non si cambia del tutto. E pur ventendo alle volte, panni diversi, sotto ci sono sempre io! Quindi la moto è la moto, quel simbolo di libertà cui non voglio assolutamente rinunciare&#8230; sino a che potrò cavalcarla!!</p>
<h2>Nessuno come Fabrizio de Andre&#8217;</h2>
<p><strong>Se dovessi scegliere una città, un ricordo, un brano, una frase&#8230; per creare un brano nuovo&#8230;. quali sarebbero? E perché?</strong><br />
Una città? <strong>Genova</strong> e partendo da lì ripercorrere tutte quelle che ho visitato in tutti questi anni. A Genova vi era la scuola cantautorale, che ha cambiato la melodia classica. a quella scuola anni 70 io sono cresciuto musicalmente e dopo di loro il vuoto. Solo ragazzotti piacioni che dopo due mesi non ricordi più. Pochissime le eccezioni. mentre ancora oggi, il grande <strong>Fabrizio de Andrè</strong>, pur da morto non fa che raccogliere consenso tra i giovani. Ecco io vorrei poter riuscire a dare e fare questo come lui&#8230; i brani nuovi.. non serve una città ma solo il momento, l&#8217;attimo, il ricordo, o il presente, che ti stimolano ed allora diventa un profluvio di parole, che poi viene corretto, misurato, aggiustato accorciato o allungato, sino a farne una canzone.</p>
<div id="attachment_5780" class="wp-caption aligncenter" style="width: 624px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSCF2926.jpg" rel="lightbox[5765]" title="Cristoforo Nania"><img class="wp-image-5780" title="Cristoforo Nania" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSCF2926-1024x768.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a><p class="wp-caption-text">Cristoforo Nania</p></div>
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		<title>Christos per un Mondo Nuovo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 15:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Christos &#8211; quando la musica incontra l&#8217;amore Italia è bella per molti motivi. Esistono quelli meno visibili in questo momento, che meritano la nostra attenzione perché domani faranno il suo &#8220;buon nome&#8221;. Oggi sono &#8220;solo&#8221; la lava che dall&#8217;interno crea i nuovi contenuti, &#8220;le nuove terre&#8221; dell&#8217;arte, dando la loro forma personale a quel futuro che vivranno le generazioni degli artisti che oggi stanno imparando a camminare. Quello che sta dando un contributo maggiore alla nascita di quel Mondo Nuovo è CHRISTOS, l&#8217;artista che rappresenta al meglio un Italia diversa, un modo di essere empatico, capace di vedere il prossimo e di dare, sconvolgendo così le vecchie regole &#8220;del prendere&#8221;, i giochi, le aspettative e calcoli. LUI CANTA l&#8217;AMORE! Mario, tu sei di Roma. Com&#8217;è la vita musicale là? Quale è stato il tuo ultimo incontro con un artista a Roma e quali sono state le tue impressioni? Intanto&#8230; BUON ANNO 2013, che sia prezioso, buona giornata ed un saluto a tutti. La vita di Roma è un qualcosa di molto ibrido: da una parte ci sono le occasioni come l&#8217;&#8221;Estate Romana&#8221; che ti permette una visibilità con degli spettacoli, presentando un progetto, ed avendo uno spazio per la città adeguato, e dei service a disposizione. Un&#8217;occasione che molto spesso in questi 10 anni di carriera ho raccolto con entusiasmo. Sapete, la dimensione del Live è quella che realizza un artista. Lì impari, ti fai le ossa, perfezioni un linguaggio comunicativo che magari solo percepisci. Impari a scoprire il pubblico e a metterti completamente in gioco. Sono queste situazioni importantissime, perchè costruire spettacoli è qualcosa di molto dispendioso e difficoltoso nel realizzare, nell&#8217;avere (per esempio) un sito. Dall&#8217;altra parte, Roma ha una tradizione più cinematografica. Abbiamo Cinecittà. La musica bazzica più da altri siti. Milano per esempio ha un nome più certo! Sono stato anche a Milano a girarmi le etichette discografiche, fiducioso con i miei cd fatti artigianalmente, con le copertine, i libricini etc&#8230;. Ma se da una parte io non corrispondevo a certe aspettative, posso però anche smussare una lancia rispetto coloro che hanno ascoltato i miei lavori e che non ho convinto. Guardando bene&#8230;. io ero un artista ancora non definito. Ero ancora Marzio Di Mario. Molto altro lavoro avrei dovuto fare ancora. Ma va bene così. Le esperienze fanno parte degli oggetti che mettiamo nei nostri bagagli. Sono sempre e comunque positive, perchè anche quando si incontrano i muri, questi ti spingono a far forza sulle tue motivazioni e ti stimolano a cercare nuove strade. Così è la vita&#8230;. Come sei arrivato alla musica? Cosa rappresenta per te? Mio padre ci vide bene&#8230; Decise di insegnarmi (anche se con mezzi e metodi non proprio ortodossi) a suonare il pianoforte. Da piccolissimo mangiavo solo se i miei parenti tutti intorno iniziavano a battere i coperchi delle pentole e a far&#8230; &#8220;musica&#8221;. Ero affascinato dai 33 giri, da quello che usciva fuori, dalle copertine enormi e colorate che io mi studiavo in continuazione per tutta la durata del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Christos &#8211; quando la musica incontra l&#8217;amore</h2>
<blockquote><p>Italia è bella per molti motivi. Esistono quelli meno visibili in questo momento, che meritano la nostra attenzione perché domani faranno il suo &#8220;buon nome&#8221;. Oggi sono &#8220;solo&#8221; la lava che dall&#8217;interno crea i nuovi contenuti, &#8220;le nuove terre&#8221; dell&#8217;arte, dando la loro forma personale a quel futuro che vivranno le generazioni degli artisti che oggi stanno imparando a camminare.<br />
Quello che sta dando un contributo maggiore alla nascita di quel Mondo Nuovo è CHRISTOS, l&#8217;artista che rappresenta al meglio un Italia diversa, un modo di essere empatico, capace di vedere il prossimo e di dare, sconvolgendo così le vecchie regole &#8220;del prendere&#8221;, i giochi, le aspettative e calcoli.<br />
LUI CANTA l&#8217;AMORE!</p></blockquote>
<div id="attachment_5695" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0679.jpg" rel="lightbox[5693]" title="CHRISTOS"><img class="wp-image-5695" title="CHRISTOS" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0679-1024x680.jpg" alt="" width="717" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">CHRISTOS</p></div>
<p><strong>Mario, tu sei di Roma. Com&#8217;è la vita musicale là? Quale è stato il tuo ultimo incontro con un artista a Roma e quali sono state le tue impressioni?</strong><br />
Intanto&#8230; <strong>BUON ANNO 2013</strong>, che sia prezioso, buona giornata ed un saluto a tutti. La vita di Roma è un qualcosa di molto ibrido: da una parte ci sono le occasioni come l&#8217;&#8221;Estate Romana&#8221; che ti permette una visibilità con degli spettacoli, presentando un progetto, ed avendo uno spazio per la città adeguato, e dei service a disposizione. Un&#8217;occasione che molto spesso in questi 10 anni di carriera ho raccolto con entusiasmo. Sapete, la dimensione del Live è quella che realizza un artista. Lì impari, ti fai le ossa, perfezioni un linguaggio comunicativo che magari solo percepisci. Impari a scoprire il pubblico e a metterti completamente in gioco. Sono queste situazioni importantissime, perchè costruire spettacoli è qualcosa di molto dispendioso e difficoltoso nel realizzare, nell&#8217;avere (per esempio) un sito.<br />
Dall&#8217;altra parte, Roma ha una tradizione più cinematografica. Abbiamo Cinecittà. La musica bazzica più da altri siti. Milano per esempio ha un nome più certo!<br />
Sono stato anche a Milano a girarmi le etichette discografiche, fiducioso con i miei cd fatti artigianalmente, con le copertine, i libricini etc&#8230;.<br />
Ma se da una parte io non corrispondevo a certe aspettative, posso però anche smussare una lancia rispetto coloro che hanno ascoltato i miei lavori e che non ho convinto.<br />
Guardando bene&#8230;. io ero un artista ancora non definito. Ero ancora Marzio Di Mario. Molto altro lavoro avrei dovuto fare ancora. Ma va bene così.<br />
Le esperienze fanno parte degli oggetti che mettiamo nei nostri bagagli. Sono sempre e comunque positive, perchè anche quando si incontrano i muri, questi ti spingono a far forza sulle tue motivazioni e ti stimolano a cercare nuove strade. Così è la vita&#8230;.</p>
<p><strong>Come sei arrivato alla musica? Cosa rappresenta per te?</strong><br />
Mio padre ci vide bene&#8230; Decise di insegnarmi (anche se con mezzi e metodi non proprio ortodossi) a suonare il pianoforte. Da piccolissimo mangiavo solo se i miei parenti tutti intorno iniziavano a battere i coperchi delle pentole e a far&#8230; &#8220;musica&#8221;.<br />
Ero affascinato dai 33 giri, da quello che usciva fuori, dalle copertine enormi e colorate che io mi studiavo in continuazione per tutta la durata del disco. A casa, oltre alle canzoni dei cartoni animati e delle favole, giravano quelli di <strong>Fausto Ciglliano</strong>, di <strong>Gigi Proietti</strong>. Sicuramente della <strong>Carrà</strong>.<br />
Mi ricordo un 45 giri tratto da una pubblicità dell&#8217;epoca (anni &#8217;70), con <strong>Romance di Beethoven</strong>. Quanto amavo quel disco!<br />
Poi da adolescente, decisi di smettere di suonare musica&#8230; continuando però ad ascoltarla moltisismo.<br />
Quando poi a 24 anni, io ebbi un lavoro in regola, una casa che mi permettesse un&#8217;indipendenza ed una relazione, accadde qualche cosa di strano; se da questo lato mi ritenni una persona realizzata. dall&#8217;altra sentivo che mi mancava qualcosa. Qualcosa di molto personale.<br />
Pensai all&#8217;arte, a riprenderla&#8230; visto che avevo anche frequentato il liceo artistico. Iniziai a tirar giù un libro, un romanzo che mano a mano divenne erotico (e che devo fare? E&#8217; una delle mie anime più segnate questa!!). Da lì con amici facemmo un film dal titolo &#8220;Anima E Corpo&#8221;, parzialmente ispirato da questo libro&#8230; poi mai pubblicato.<br />
Partecipai sia come attore che come sceneggiatore. Mi divertìì tantissimo, ma capìì che essere attore non era proprio la mia massima qualità. A quel punto, un pò per esclusione&#8230; un pò perchè nella vita lle cose migliori sono quelle più spontanee, pensai alla musica. Ma a quel punto, decisi di non intraprenderla come &#8220;hobby&#8221;, ma a prenderla sul serio.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/tKrLYsi1Lqg/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center><br />
Provai un pò di imbarazzo nel dire ai miai cari che avevo deciso di iscrivermi ad una scuola di canto (Centro Romano Giovani Artisti), perchè la serietà di rincorrere i miei desideri, veniva (o la sentivo) tradotta come un eccessivo slancio di infantilismo e di tenera illusione.<br />
Superai l&#8217;imbarazzo ed iniziai con la supervisione del soprano <strong>Silvana Cerra</strong> e del marito M° <strong>Riccardo Sabatini</strong> a studiare romanze liriche, imparandone lo spessore, ed innamorandomi delle atmosfere. Si. Il teatro, la teatralità sentivo far parte di me. Ma non avevo ancora i mezzi e la consapevolezza di tradurli in &#8220;linguaggio&#8221;. Eh&#8230; la musica!<br />
Benedetto il giorno che decisi di riconsiderarla! E non è stato semplice. La musica è meraviugliosa&#8230; ma molto costosa. Qualcuno anche in maniera molto definita, mi disse di smetetre!<br />
Insomma, nonostante la corrente distaccata dall&#8217;Enel più volte, decisi di andare avanti.<br />
La musica, capìì non era un &#8220;riempitivo&#8221;&#8230; ma stava facendo vibrare le corde più profonde dell&#8217;anima, che difficilmente avevo appena sfiorato.<br />
Con la musica, poi col tempo tentai di riavvicinarmi a quel padre oramai distaccato da decenni.<br />
La musica ha stimolato la sensibilità non solo nella creazione dei miei pezzi, ma anche umanamente. Come uomo.<br />
Ma in fondo, è solo con l&#8217;arte che noi impariamo ad essere esseri uomani&#8230; e non solamente e biologicamente &#8220;uomini&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa hai sognato per te da bambino e cosa sogni oggi? E&#8217; stato difficile percorrere la strada tra i due sogni?</strong></p>
<div id="attachment_5706" class="wp-caption alignleft" style="width: 437px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0677-e1357044364923.jpg" rel="lightbox[5693]" title="CHRISTOS"><img class="size-full wp-image-5706" title="CHRISTOS" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0677-e1357044364923.jpg" alt="" width="427" height="644" /></a><p class="wp-caption-text">CHRISTOS</p></div>
<p>Da bambino sognavo tante cose. Ero un sognatore di tutto! Sognavo di diventare un uomo importante. Non sapevo come; magari costruendo una mio personalissimo Mazinga&#8230;. Amavo metetrmi in mostra, fare il buffone&#8230; Mi piaceva piacere, e credere che per questo sarei stato amato. Ed in parte così è successo.<br />
Avevo molta fantasia&#8230; e spesso questa veniva dalla mia maestra confuso. Ma va bene così. Vi ricordate quello che dissi prima delle esperienze e dei bagagli?</p>
<p>Fare musica è stato complicatissimo perchè dovevo scontrarmi con una maturità che lentamente andava delineandosi. Ed il tempo trascorso a &#8220;costruirsi&#8221;, insieme alle difficoltà economiche, bèh&#8230;. sono sicuramente un bel deterrente per smettere e rientrare nel posto che modestamente ed ordinatamente il mondo mi spingeva a riprendere e a considerare importante.</p>
<p><strong>Su quali valori nasce la tua musica? Chi ami in particolare? Perché?</strong><br />
La musica non è un piacere, ma un linguaggio. Una necessità. UN altro modo per muovermi e respirare. Non la posso neanche considerare &#8220;essere la mia vita&#8221;, perchè la vita è qualcosa di enorme. La vita è arte in quanto linguaggio e comunicazione. La vita è cambiamento, sono percorsi da prendere e rischi da calcolare. La musica è stato ed è il mio mezzo per leggerla e reaccontarla.<br />
E&#8217; una sensibilità riconsegnata alla mia umanità.<br />
E&#8217; la trasfiguraizone dell&#8217;artista che come sciamano condivide briciole e succhia percezioni.<br />
Un pò come possedere e poter condividere il pane ed il vino&#8230;. e non tenerselo per sè.</p>
<p><strong>Hai fatto un nuovo CD? Cosa racconta?</strong><br />
&#8220;<strong>AMEN</strong>&#8221; è un disco che vuole fotografare questo cambiamento, questa perenne trasformazione dell&#8217;uomo e dell&#8217;artista.<br />
E&#8217; un grande &#8220;gazie&#8221; a tutti coloro che mi sono stati e mi sono vicini. Che hanno creduto in me, appoggiando e sostenendo questo mio &#8220;esprimere&#8221; con la voce, con lo sguardo, con il corpo&#8230; con lo stesso respiro. Ci sono 8 brani &#8220;di repertorio&#8221; che ho riarrangiato, destrutturato e ricostruito. Presi come punti importanti di questi 10 anni di attività, quasi tutta sfruttata in spettacoli.<br />
Abbiamo poi &#8220;Amen&#8221;, il pezzo recitativo e sperimentale che fa da ponte tra questo mio passato (e presente), e quello che sento sarà il mio percorso futuro, con nuove sonorità, nuovi obiettivi&#8230;.ed un nuovo linguaggio. L&#8217;inglese.<br />
Da quando un anno fa decisi di intraprendere questo nuovo viaggio, il mio cervello, la mia parte creativa ha immediatamente eseguito uno &#8220;shift&#8221;, impostandomi su nuove sonorità. Così&#8230; in maniera naturale&#8230;.</p>
<p><strong>&#8220;Mio Nuovo Io&#8221; è il tuo brano promo, ma rappresenta anche il simbolo di un cambiamento interiore ed esteriore. Ce lo puoi raccontare?</strong><br />
Volentieri! &#8220;<strong>Mio Nuovo Io</strong>&#8220;, è l&#8217;unico pezzo non composto da me, nel quale però ho voluto inserirmi &#8220;nelle intenzioni&#8221;. Parlandone con <strong>Gianni Rodo</strong> (uno degli autori e mio arrangiatore), definimmo meglio ciò che ritenevo &#8220;più generico&#8221; in qualche cosa di limpido e schietto. La mia libertà me lo permette.<br />
E&#8217; il racconto sudato e difficile di un uomo che racconta alla propria donna il raggiungimento di una consapevolezza prima solo accennata o non presa in consideraiozne. E&#8217; la sua umanità che parla per lui. Il suo sguardo, la sua voce rotta&#8230; ed il coraggio imposto dalla vita che ha deciso di vivere pienamente, di dirle di essere omosessuale. Qui ci sono lacrime, sangue. dolore&#8230; ma anche luce e vita.<br />
Pensare che poi proprio in quel periodo, io davvero imparai a conoscere diversi uomini sposati, ad ascoltarne il loro racconto.<br />
A volerne fare parte, aderendo ad un&#8217;associaizone: Rete Genitori Rainbow, composta da uomini e donne, dai sorrisi giganti, da tante paure, dal desiderio di condividersi con i propri figli.</p>
<p><strong>Cosa ami di te? Come artista hai trovato i sostenitori della tua musica tra altri artisti?</strong></p>
<div id="attachment_5711" class="wp-caption alignright" style="width: 395px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0700-prova.jpg" rel="lightbox[5693]" title="Christos Tentazione"><img class="wp-image-5711" title="Christos Tentazione" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0700-prova-680x1024.jpg" alt="" width="385" height="581" /></a><p class="wp-caption-text">CHRISTOS</p></div>
<p>Di me amo la determinazione ed il desiderio di inserirmi in nuove situazioni, di continuare ad imparare.<br />
Mi piace avere il lusso di creare e di costruire spettacoli. Di inventarli nelle luci, nelle ambientazioni. Amo moltissimo il pubblico che mi ha conosciuto, e che a fine spettacolo viene a stringermi le mani&#8230; sebbene non sempre lo conosca personalmente.<br />
Il pubblico è stato il mio termometro, il livello sincero e reale del mio percorso. La consapevolezza di trovarmi sul binario giusto. Il &#8220;non mollare&#8221;!<br />
Ci sono artisti che mi hanno sostenuto, partendo dai miei insegnanti&#8230; oramai spettatori dal Cielo. Amo moltissimo circondarmi da Atristi, in quanto essere persone estremamente stimolanti e vivi. Ricordo quando con estrema semplicità mi incontrai con <strong>Mark Harris</strong>, parlando soprattutto di cucina e di altri Artisti.<br />
Le mie telefonate con <strong>Andrea Zuppini</strong>, altro grandissimo Artista che amo visceralmente. Alle cene con <strong>Dario Gay</strong>, sensibilissimo artista milanese. Penso a <strong>Tosca</strong>, una dei miei enormi miti, e persona disponibilissima all&#8217;incontro.<br />
Penso a coloro che non ci sono più, e che avrei moltissimo amato poter conoscere personalmente come <strong>Mia Martini</strong>, <strong>Gabriella Ferri</strong>, <strong>Mercedes Sosa</strong>, <strong>Chavela Vargas</strong>&#8230;. E la lista è lunghissima.<br />
Penso agli artisti che incontrerò e che sto incontrando. Agli operatori ed Artisti delle luci, dell&#8217;audio. Delle &#8220;messe in scena&#8221;. Gli artisti sono tanti&#8230; e non sono solamente coloro che stanno sopra di un palco. Potrei a questo punto intonare un&#8230; &#8220;grazie alla vita&#8230; che mi ha dato tanto&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Come vedi gli artisti oggi e il loro impegno nella musica? La vita è cambiata drasticamente, questo si percepisce anche nel tuo ambiente?</strong></p>
<p>Artisti si nasce e non lo si diventa. Con il tempo puoi imparare a trovare gli strumenti e la lucidità per riconoscerla ed esprimerla (esprimerti).<br />
Penso che esista però un grosso equivoco; ci troviamo oramai da 20 anni in un momento storico dove da una parte esiste ancora l&#8217;idea e la certezza che capiti un famoso produttore lì per caso e che ti promuova (ma adesso questa figura si è esaurita esclusivamente in coloro che hanno un&#8217;idea precisa di cosa a loro piace, dimenticandosi di un mercato di possibilità non sfruttate, in quanto non considerate interessanti e non vicine al proprio gusto. Il &#8220;produttore&#8221; deve avere quel naso che lo possa portare ad investire energie e soldi in settori magari meno esposti e sfruttati. E&#8217; un imprenditore, e come tale non si deve focalizzare ad il solo proprio gusto!)<br />
Da un&#8217;altra parte, esiste una cieca convinzione di essere già pronti e fatti per essere visibili. Un artista vero è modellabile ed elastico. Cambia il proprio percorso nonostante attriti umani.<br />
Quindi, se un artista &#8220;non realizza il proprio essere (felicemente) irrisolto&#8221;, costruirà per sè quel pantano che lo obbligherà (forse senza neanche accorgersene) ad essere un perenne esordiente, o il semplice invitato speciale per matrimoni. Legittimissima scelta questa&#8230; se lucida e consapevole.<br />
Io vogio di più.</p>
<p><strong>Come si dice &#8220;un nome un programma&#8221;, il tuo lo è più i ogni altro! Come ci puoi descrivere te stesso dal punto di vista del tuo progetto artistico?</strong><br />
<strong>CHRISTOS</strong> non è semplicemente &#8220;un nome&#8221;. E&#8217; l&#8217;inizio di un nuovo percorso, naturalmente esaurito come <strong>Marzio Di Mario</strong>.<br />
Marzio, ha semplicemente fatto il proprio onesto e sano percorso. E&#8217; nato come cantante, si è trasformato con il pubblico, si è evoluto grazie ad uno spettacolo musicale fatto in teatro nel 2007 in onore di <strong>Gabriella Ferri</strong>, e mi ha consegnato a Christos. La sua dote. il punto di svolta. Quel desiderato &#8220;non ritorno&#8221;.<br />
Circa un paio di anni fa (2010), avevo percepito un &#8220;ending&#8221;, una necessità di ridefinirmi come essere umano e come artista, scaturita dall&#8217;enorme energia regalatami dal teatro. Il teatro non è solo &#8220;un luogo&#8221;.<br />
Con <strong>Valery</strong> (mia manager e fondatrice di<strong> Teslalux</strong> e di <strong>Webmetropolis</strong>), espressi questa mia necessità, questa voglia di cambiamento che partiva dal nome. Tirammo giù diverse idee. Le mie erano semplici ma sincere azioni di facciata (cambiavo uno dei nomi in Puccini o Rossini), mentre i suoi erano altri che volevano definirmi.<br />
E la definizione in un nome era lo strumento che mi mancava. Ero un artista molto preso da tantissimi generi musicali, ma che faceva difficoltà a rendersi comprensibile.<br />
La definizione avvenne con Christos, uno dei tanti nomi della sua lista.<br />
Immediatamente capìì che &#8220;sarebbe stato lui&#8221; a raccontarmi. Quel contenitore immensamente grande da riempire, quella definizione che umanamente mi avrebbe realizzato anche come artista.<br />
Il nome, non è solo &#8220;un vezzo&#8221;.<br />
Qualcuno non capendolo, mi apostrofò come blasfemo.</p>
<div id="attachment_5728" class="wp-caption aligncenter" style="width: 727px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0684.jpg" rel="lightbox[5693]" title="Christos Eden"><img class="wp-image-5728" title="Christos Eden" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/DSC_0684-1024x680.jpg" alt="" width="717" height="476" /></a><p class="wp-caption-text">CHRISTOS</p></div>
<p>Con tutto il sorriso che avevo dentro, risposi pacatamente che in fondo il nome &#8220;<strong>Madonna</strong>&#8221; era stato già preso 30 anni fa. &#8220;Dio&#8221;&#8230; effettivamente sarebbe sembrato un pò troppo. &#8220;Spirito Santo&#8221; troppo lungo.<br />
Volendo furbamente evitare l&#8217;epiteto di &#8220;Agnello di Dio&#8221;, e trovarmi così infilato nel banco frigo di un supermercato, alla fine <strong>Cristo (Christos)</strong> era l&#8217;ultimo disponibile. Apriti cielo! ah ah ah<br />
Il mio progetto artistico adesso si esprime con &#8220;<strong>Amen</strong>&#8220;, la sua realizzazione in uno spettacolo. La sua evoluzione. E poi con il pezzo &#8220;<strong>Spider&#8217;s Pace</strong>&#8220;, l&#8217;ultima traccia del rpogetto, la visione di quello che sarà il mio percorso. Quello verso un mercato differente, più ambizioso e grande rispetto a quello italiano.<br />
Probabilmente anche lasciando il mio paese, meraviglioso per molti aspetti, ma purtoppo avaro e cieco per quanto riguarda il proprio popolo. UN paese che taglia sulla cultura, che crea enormi difficoltà agli artisti e all&#8217;arte nel suo complesso e nelle sue infrastrutture&#8230; che potrebbe offrire a me? Onestamente nulla. E allora, carichiamoci per bene le nostre valigie; una lacrima, un sospiro&#8230; e si va!<br />
L&#8217;Italia avrà non solamente il record dei &#8220;cervelli in fuga&#8221;, grandi menti pensanti, ambiziose, nei settori della scienza e della medicina, ma oramai anche dei &#8220;cuori emigranti&#8221;.<br />
Artisti che, come me, non accettano la ristrettezza di possibilità e questa cecità ossessiva nei confronti di un settore, l&#8217;arte e la comunicazione percepiti come &#8220;spesa&#8221; e non come &#8220;risorsa&#8221;. Effettivamente per un paese come L&#8217;Italia, questo è gravissimo!! Va bèh.<br />
Qui in Italia vi rimarrà comunque la &#8220;milza&#8221; ed &#8220;il fegato&#8221; comunque&#8230; no? ah ah ah</p>
<p><strong>Come ti vedi tra 5 anni?</strong><br />
Mi vedo realizzato nella popolarità (il che vuol dire capace di produrmi ed organizzarmi nuovi progetti), con spettacoli in giro per il mondo, e le antiche e nuove mani in camerino strette alle mie. L&#8217; essere condiviso ed amato. Magari un pò come &#8220;esiliato&#8221; e non come emigrante.<br />
Con la possibilità di agire anche politicamente con la musica, cambiando i punti di vista della gente.<br />
La mia ambizione è quella di divenire come lo sono alcuni grandi artisti indimenticati, perchè capaci di aver costruito un piccolo pertugio, un altare nel cuore dell&#8217;amante, non più considerato come &#8220;fan&#8221; e semplice &#8220;fruitore di musica&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa ricorderai del 2012? Cosa vorresti ricordare del 2013?</strong><br />
Il contratto con <strong>Valerija Brkljac</strong>, e la mia definizione come Artista, inteso come &#8220;risorsa&#8221; sulla quale puntare definitivamente. Tutta la parte progettuale, l&#8217;attesa&#8230;.. e tutto quello che sto annusando come buon auspicio per il 2013.</p>
<p><strong>A te l&#8217;onore di farci gli auguri per l&#8217;anno nuovo&#8230;.</strong><br />
Un abbraccio fortissimo a tutti, agli amanti di sempre e quelli che conquisterò con la mia musica. All&#8217;empatia che costruiremo insieme. A tutti i sognatori. Ai naviganti. A coloro che con il naso in su cercano la propria direzione; un segno nel cielo.<br />
Un augurio ai cuori impavidi, perchè solo con il coraggio e la voglia di cambiare riusciranno a concretizzare la porpria identità e sogno artistico.<br />
Ultimamente, ripenso a quella parabola del Vangelo, dove un ricco padrone lascia ai propri tre servi del denaro, in quantità diverse, ma con lo scopo di renderlo più grande investendolo. I primi due, riescono a sfruttarlo e ad averne un guadagno in maniera differente. L&#8217;ultimo, per paura di perdere il suo unico denaro (talento), decide di seppellirlo. <strong>Anche non essendo cristiani, è chiaro che il senso della propria vita, del proprio talento, è di investirlo&#8230; al di là della &#8220;quota raggiunta&#8221;.</strong><br />
Nasconderlo, seppellirlo, vorrebbe dire non considerarlo, venir annichiliti dalle paure, e lasciare che le stesse e le difficoltà possano avere l&#8217;ultima parola su di noi. Un artista sa perfettamente, che questo vorrebbe dire spegnerlo anche umanamente.<br />
Auguro a tutti allora lucidità, e quel distacco necessario per riconoscersi e di realizzare le proprie difficoltà in una diversa prospettiva. Ridimensionata e quindi più facilmente riconoscibile.<br />
<em>Vostro, Christos.</em></p>
<p><div id="attachment_5723" class="wp-caption aligncenter" style="width: 587px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/Mario1.jpg" rel="lightbox[5693]" title="Mistero di Christos"><img class="wp-image-5723" title="Mistero di Christos" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2013/01/Mario1.jpg" alt="" width="577" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">CHRISTOS</p></div><br />
<strong>Foto</strong>: <em>Elisa Collimedaglia</em></p>
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		<title>Daniele Tassiello, uomo soprano</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2012 17:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perversion da brivido &#160; Il giovane uomo soprano DANIELE TASSIELLO con il video del suo brano dance &#8220;Perversion&#8221;, che ha superato 50.000 visualizzazioni in poco tempo, sta facendo il giro del mondo. Daniele Tassiello un Farinelli dei giorni nostri Tutto inizio&#8217; quando nell&#8217;eta&#8217; dei miei 18 anni presi il mio canto con serieta&#8217; e dedizione studiano con insegnanti di alto livello. La scoperta della mia voce è stata quando suscitavo stupore nel riuscire a raggiungere note molto acute dalla tessitura femminile. Inesperto all&#8217;epoca in materia, domandai alla mia insegnate per quale motivo essendo un ragazzo potessi avere quella determinata voce, lei mi rispose che in natura esistono delle rarita&#8217; vocali molto particolari, di rara bellezza e di numero veramente ridottissimo, le VOCI DA SOPRANISTA. Le voci si classificano in base al colore, ad esempio: controtenore-contraltista è già raro, mentre la mia voce in confronto è ancora piu&#8217; rara, per il fatto che ho l&#8217;estensione ancora più alta e molto piu&#8217; acuta. Alte note e alti obiettivi I miei obbiettivi? bhè&#8230; raggiungere la popolarita&#8217; grazie alla mia particolarita&#8217; vocale. Come personaggio artistico gioco sull&#8217;ambiguiotà, alla quale vorrei abbinare diversi ruoli musicali e artistici. Mi piacerebbe che il mio personaggio non fosse legato ad un solo genere musicale, ma ad una gamma di generi, attraverso i quali potrei esibirmi in qualsiasi situazione. La moda è da sempre una mia passione, che ho coltivato nel tempo, fino a creare io stesso i miei abiti di scena per le diverse occasioni artistiche. L&#8217;inserimento di colori e di stili misti tra uomo/donna mi sono sempre piaciuti e danno molta piu&#8217; liberta&#8217;e creativita&#8217; al capo finito. Creativo per se&#8217; e per gli altri Mi piacerebbe molto diventare un cantante internazionale, non solo per la fama in sè, ma proprio per vocazione. Ho sempre avuto bisogno di esprimermi, di apparire, conquistare l&#8217;attenzione delle persone con l&#8217;emotività e l&#8217;espressività. Spero di diventare un personaggio importante per poter essere d&#8217;aiuto per il prossimo. Ritengo che bisogna rispettare coloro che ci vogliono bene e che ci hanno aiutato nel percorso professionale, rimanendo sempre se stessi. Il brano &#8220;PERVERSION&#8221; esprime a pieno la grande creatività di Daniele Tassiello. Riportiamo un commento a caldo in seguito alla visione del video da parte di una persona che conosce il repertorio classico di Daniele, ma non il suo lato &#8220;dance&#8221;: &#8220;Ciao ! Ti scrivo due righe per esprimerti la piacevole sorpresa alla visione del video &#8220;perversion&#8221;. Stupita dalle tue doti d&#8217;espressione e dal look particolarmente curato ma non volgarmente appariscente e con quel tocco di raffinato che rende l&#8217;immagine casta/aggressiva. E&#8217; ad effetto il coprispalle con allaccio a catena da cui traspare una travolgente sensualità mista ad una espressa delicatezza, una sfuggente seduzione mista ad un&#8217;apparente semplicità. Idiliiaco il tono di voce che definirei casto su note ad alto effetto trasgressivo. Un elogio all&#8217;ambiguità intesa nel puro e positivo significato del termine. Sei un mito.&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Perversion da brivido</h1>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<p>Il giovane uomo soprano DANIELE TASSIELLO con il video del suo brano dance &#8220;Perversion&#8221;, che ha superato 50.000 visualizzazioni in poco tempo, sta facendo il giro del mondo.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/IMG_021.jpg" rel="lightbox[5643]" title="IMG_021"><img class="aligncenter  wp-image-5671" title="IMG_021" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/IMG_021-1024x682.jpg" alt="" width="717" height="477" /></a></p>
<h2>Daniele Tassiello un Farinelli dei giorni nostri</h2>
<p>Tutto inizio&#8217; quando nell&#8217;eta&#8217; dei miei 18 anni presi il mio canto con serieta&#8217; e dedizione studiano con insegnanti di alto livello. La scoperta della mia voce è stata quando suscitavo stupore nel riuscire a raggiungere note molto acute dalla tessitura femminile. Inesperto all&#8217;epoca in materia, domandai alla mia insegnate per quale motivo essendo un ragazzo potessi avere quella determinata voce, lei mi rispose che in natura esistono delle rarita&#8217; vocali molto particolari, di rara bellezza e di numero veramente ridottissimo, le VOCI DA SOPRANISTA. Le voci si classificano in base al colore, ad esempio: controtenore-contraltista è già raro, mentre la mia voce in confronto è ancora piu&#8217; rara, per il fatto che ho l&#8217;estensione ancora più alta e molto piu&#8217; acuta.</p>
<p><center><br /><img src="http://i.ytimg.com/vi/LZmM5Ws7gWI/0.jpg" width="566" height="300" alt="media" /><br />
</center></p>
<h2>Alte note e alti obiettivi</h2>
<p>I miei obbiettivi? bhè&#8230; raggiungere la popolarita&#8217; grazie alla mia particolarita&#8217; vocale. Come personaggio artistico gioco sull&#8217;ambiguiotà, alla quale vorrei abbinare diversi ruoli musicali e artistici.</p>
<div id="attachment_5666" class="wp-caption alignleft" style="width: 267px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/IMG_092.jpg" rel="lightbox[5643]" title="Daniele Tassiello"><img class="wp-image-5666" title="Daniele Tassiello" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/IMG_092-682x1024.jpg" alt="" width="257" height="387" /></a><p class="wp-caption-text">Daniele Tassiello</p></div>
<p>Mi piacerebbe che il mio personaggio non fosse legato ad un solo genere musicale, ma ad una gamma di generi, attraverso i quali potrei esibirmi in qualsiasi situazione. La moda è da sempre una mia passione, che ho coltivato nel tempo, fino a creare io stesso i miei abiti di scena per le diverse occasioni artistiche. L&#8217;inserimento di colori e di stili misti tra uomo/donna mi sono sempre piaciuti e danno molta piu&#8217; liberta&#8217;e creativita&#8217; al capo finito.</p>
<h2>Creativo per se&#8217; e per gli altri</h2>
<p>Mi piacerebbe molto diventare un cantante internazionale, non solo per la fama in sè, ma proprio per vocazione. Ho sempre avuto bisogno di esprimermi, di apparire, conquistare l&#8217;attenzione delle persone con l&#8217;emotività e l&#8217;espressività. Spero di diventare un personaggio importante per poter essere d&#8217;aiuto per il prossimo. Ritengo che bisogna rispettare coloro che ci vogliono bene e che ci hanno aiutato nel percorso professionale, rimanendo sempre se stessi.</p>
<p>Il brano &#8220;PERVERSION&#8221; esprime a pieno la grande creatività di Daniele Tassiello. Riportiamo un commento a caldo in seguito alla visione del video da parte di una persona che conosce il repertorio classico di Daniele, ma non il suo lato &#8220;dance&#8221;:<br />
&#8220;<em>Ciao ! Ti scrivo due righe per esprimerti la piacevole sorpresa alla visione del video &#8220;perversion&#8221;. Stupita dalle tue doti d&#8217;espressione e dal look particolarmente curato ma non volgarmente appariscente e con quel tocco di raffinato che rende l&#8217;immagine casta/aggressiva. E&#8217; ad effetto il coprispalle con allaccio a catena da cui traspare una travolgente sensualità mista ad una espressa delicatezza, una sfuggente seduzione mista ad un&#8217;apparente semplicità. Idiliiaco il tono di voce che definirei casto su note ad alto effetto trasgressivo. Un elogio all&#8217;ambiguità intesa nel puro e positivo significato del termine. Sei un mito.</em>&#8221;</p>
<div id="attachment_5681" class="wp-caption aligncenter" style="width: 670px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/DanieleT.jpg" rel="lightbox[5643]" title="Daniele Tassiello"><img class="wp-image-5681" title="Daniele Tassiello" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/DanieleT-943x1024.jpg" alt="" width="660" height="717" /></a><p class="wp-caption-text">Daniele Tassiello</p></div>
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		<title>Nicoleta Nuca la brillante giovane stella della musica</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 13:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nicoleta, l&#8217;anima della musica giovane Oggi vi presentiamo un&#8217;artista molto speciale. E&#8217; giovanissima, ma di strada nella musica l&#8217;ha già fatta parecchia! Convinti che l&#8217;attende un Futuro Artistico con i fiocchi, ve la presentiamo con un intervista dettagliata, perché vogliamo dare l&#8217;opportunità anche a voi di sonoscerla bene. Lo merita per qualità, per professionalità e talento ancora in crescita! Nicoleta inzia a cantare a soli 5 anni Nicoleta, ci puoi raccontare qualcosa di te. Prima di tutto ci interessa sapere come è che sei arrivata alla musica? Chi è stato il primo ad accorgersene del tuo talento? Ho cominciato a cantare quando avevo piu o meno 5 anni e cantavo dapertutto, dai nonni in campagna, all’asilo, in casa, ecc. Infatti del mio talento se ne sono accorte più persone; tutti quelli che mi sentivano si meravigliavano di come cantavo e della mia voce molto piu bassa e matura rispetto a quella degli altri bambini di quell’età. Poi,però, è stata mia madre quella che mi ha presa e mi ha portata da professionisti per farmi sentire e per sapere se valeva la pena cominciare a fare lezioni di canto e lavorare in questa direzione. A soli 18 anni hai un sacco di premi. Ci racconti quelli più importanti, i retroscena di quello più bello e come è che ti prepari per l&#8217;esibizione. A cosa pensi quando sali sul palco? Per me tutti i concorsi in cui ho partecipato sono stati importanti e difficili a loro modo, dunque non posso indicare un grado di importanza verso un concorso o l’altro.. Posso dire che è stato molto importante il mio primo concorso, perche è stato il mio punto di partenza, ha segnato l’inizio del mio cammino sulla strada della musica. Ho partecipato a quel concorso quando avevo 10 anni e dove ho vinto il grand prix. Era una bambina allora e non sapevo cosa sia una vera lotta tra gente dello stesso ambito. Mi ricordo molto chiaramente che la gala di premiazione era cominciata dai premi speciali. I bambini erano tanti e, tutti chiamati per nome, ricevevano dei premi. Solo il mio nome non lo sentivo e ad un certo punto mi ero spaventata che hanno dimenticato di me, della mia esistenza e che tutti avrebbero ricevuto un premio, tranne me. Quando ero rimasta per ultima e hanno cominciato ad annunciare me come vincitrice, io ero ancora terrorizzata, spaventata e con gli occhi pieni di lacrime, e non capivo piu niente… Ripeto.. tutti i concorsi sono stati importanti per me e, assolutamente, in tutte le esibizioni sono molto emozionata prima di entrare sul palco scenico. Solo dopo, quando comincio a cantare ed entro nel mio mondo, mi rilasso e cerco di dare tutta me stessa…. Ha 18 anni e un sacco di concorsi vinti Ultimo in fila tra i tuoi successi è stato quello al festival Vociferando, organizzato da Alessandro Margozzi e Gloria Bonaveri. Hai scelto il brano di Amy Winehouse, &#8220;Back to black&#8221;. Quel brano è forte, tosto da interpretare. Come ci...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Nicoleta, l&#8217;anima della musica giovane</h1>
<blockquote><p>Oggi vi presentiamo un&#8217;artista molto speciale. E&#8217; giovanissima, ma di strada nella musica l&#8217;ha già fatta parecchia! Convinti che l&#8217;attende un Futuro Artistico con i fiocchi, ve la presentiamo con un intervista dettagliata, perché vogliamo dare l&#8217;opportunità anche a voi di sonoscerla bene. Lo merita per qualità, per professionalità e talento ancora in crescita!</p></blockquote>
<div id="attachment_5508" class="wp-caption aligncenter" style="width: 498px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/427397_3325283370239_2065017056_n.jpg" rel="lightbox[5506]" title="Nicoleta Nuca"><img class="wp-image-5508" style="border: 1px solid black;" title="Nicoleta Nuca" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/427397_3325283370239_2065017056_n.jpg" alt="" width="488" height="696" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoleta Nuca</p></div>
<h2>Nicoleta inzia a cantare a soli 5 anni</h2>
<p><strong>Nicoleta, ci puoi raccontare qualcosa di te. Prima di tutto ci interessa sapere come è che sei arrivata alla musica? Chi è stato il primo ad accorgersene del tuo talento?<br />
</strong><br />
Ho cominciato a cantare quando avevo piu o meno 5 anni e cantavo dapertutto, dai nonni in campagna, all’asilo, in casa, ecc. Infatti del mio talento se ne sono accorte più persone; tutti quelli che mi sentivano si meravigliavano di come cantavo e della mia voce molto piu bassa e matura rispetto a quella degli altri bambini di quell’età. Poi,però, è stata mia madre quella che mi ha presa e mi ha portata da professionisti per farmi sentire e per sapere se valeva la pena cominciare a fare lezioni di canto e lavorare in questa direzione.</p>
<p><strong>A soli 18 anni hai un sacco di premi. Ci racconti quelli più importanti, i retroscena di quello più bello e come è che ti prepari per l&#8217;esibizione. A cosa pensi quando sali sul palco?<br />
</strong><br />
Per me tutti i concorsi in cui ho partecipato sono stati importanti e difficili a loro modo, dunque non posso indicare un grado di importanza verso un concorso o l’altro.. Posso dire che è stato molto importante il mio primo concorso, perche è stato il mio punto di partenza, ha segnato l’inizio del mio cammino sulla strada della musica. Ho partecipato a quel concorso quando avevo 10 anni e dove ho vinto il grand prix. Era una bambina allora e non sapevo cosa sia una vera lotta tra gente dello stesso ambito. Mi ricordo molto chiaramente che la gala di premiazione era cominciata dai premi speciali. I bambini erano tanti e, tutti chiamati per nome, ricevevano dei premi. Solo il mio nome non lo sentivo e ad un certo punto mi ero spaventata che hanno dimenticato di me, della mia esistenza e che tutti avrebbero ricevuto un premio, tranne me. Quando ero rimasta per ultima e hanno cominciato ad annunciare me come vincitrice, io ero ancora terrorizzata, spaventata e con gli occhi pieni di lacrime, e non capivo piu niente…<br />
Ripeto.. tutti i concorsi sono stati importanti per me e, assolutamente, in tutte le esibizioni sono molto emozionata prima di entrare sul palco scenico. Solo dopo, quando comincio a cantare ed entro nel mio mondo, mi rilasso e cerco di dare tutta me stessa….</p>
<h2>Ha 18 anni e un sacco di concorsi vinti</h2>
<div id="attachment_5511" class="wp-caption alignleft" style="width: 378px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/306754_4462023028020_96409245_n.jpg" rel="lightbox[5506]" title="Nicoleta Nuca"><img class="wp-image-5511" title="Nicoleta Nuca" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/306754_4462023028020_96409245_n.jpg" alt="" width="368" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoleta Nuca</p></div>
<p><strong>Ultimo in fila tra i tuoi successi è stato quello al festival Vociferando, organizzato da Alessandro Margozzi e Gloria Bonaveri. Hai scelto il brano di Amy Winehouse, &#8220;Back to black&#8221;. Quel brano è forte, tosto da interpretare. Come ci sei entrata &#8220;dentro&#8221;, qual&#8217;è stata la prima &#8220;pietra&#8221; che hai posato nella tua interpretazione? </strong></p>
<p>Sinceramente, non ci ho mai pensato cosa faccio per prima cosa per riuscire a interpretare una canzone. Posso dire con sicurezza che per un’artista è molto importante capire il testo non importa in che lingua sia, e con “capire il testo” non intendo fare una banale traduzione, ma capire il messaggio della canzone, il sentimento col quale è stato scritto quel testo, entrare nell’essenza e poi con l’aiuto della voce trasmettere tutto ciò che racchiude la canzone. Forse sono riuscita a “entrare” in Back to Black di Amy Winehouse, perché sono convinta che un vero artista contiene in parte un attore che deve poter trasmettere il messaggio e interpretare un ruolo, che in tanti casi non ha niente a che fare con il vero stato d’animo della persona.</p>
<p><strong>Nella giuria era anche Andrea Mingardi e Beba Naldi….  A loro sei piaciuta, tanto da invitarti ad un festival da loro organizzato, &#8220;Festival delle Arti&#8221; a Bologna. Ci racconti com&#8217;è andata?</strong></p>
<p>In questo festival la cosa piu difficile fu interpretare 2 canzoni l’una dopo l’altra, senza tempo per cambiare abito o acconciatura ed riuscire ad entrare nel ruolo della prossima canzone. Una missione abbastanza complicata, dato che avevo scelto 2 brani completamente diverse come genere e look. Per riuscire a ricreare entrambi i personaggi delle canzoni, ho chiesto consiglio dalla mia professoressa di canto e da mia madre e abbiamo trovato la combinazione perfetta. Nella prima canzone, “O infante” di Dulce Pontes, avevo una sciarpa sulle spalle e i cappelli raccolti e poi nei 30 secondi di cambio brano, dovevo riuscire a togliere la sciarpa e la clip dai cappelli, per lasciarli cadere liberi e interpretare il ruolo della prossima canzone. Dopo la premiazione e la vittoria nella categoria “Musica Pop Rock Solisti”, Beba Naldi mi ha detto che dopo la mia esibizione, sapevano già chi sarebbe stato il vicitore del loro festival&#8230;<br />
<center></center><br />
<strong>Hai una voce bellissima. ci interessa sapere come scegli i tuoi brani. Cosa è che ti attrae? Raccontaci i brani scelti dal tuo punto di vista. Per esempio, oltre &#8220;Back to Black&#8221;, &#8220;O infante&#8221; di Dulce Pontes, qual&#8217;è che ti piace di più e perché? </strong></p>
<p>Io amo la musica di qualità e che mi arriva al cuore e non importa il genere. La musica “Fado” mi rappresenta in un certo senso e ammetto che la so cantare bene, forse perché anche in Moldova (il mio paese di origine) abbiamo un genere musicale simile al fado, che si chiama “doina” e un altro fattore importante per queste canzoni sono dei suoni particolari della voce. Inoltre mi piace sperimentare, perché sono ancora alla ricerca del genere musicale che mi rappresenti.<br />
Delle 2 canzoni soppranominate, non potrei dire che una è meglio dell’altra…sono dei brani di genere completamente diverso e, rispettivamente, trasmettono emozioni differenti..</p>
<p><strong>Vivi in Italia e stai per finire la scuola. Cosa desideri per te nel prossimo futuro? </strong></p>
<p>Per me esiste una sola cosa nel futuro:<strong> la musica</strong>. Non ho ancora deciso che facoltà sciegliere, però, sicuramente, o sarà legata alla musica oppure studierò qualcosa che mi non mi impedisca di fare ciò che mi piace realmente: <strong>Cantare</strong>.</p>
<h2>La Musica come senso della vita</h2>
<div id="attachment_5516" class="wp-caption alignright" style="width: 390px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/65831_3502734606409_436290561_n.jpg" rel="lightbox[5506]" title="Nicoleta Nuca"><img class="wp-image-5516" title="Nicoleta Nuca" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/65831_3502734606409_436290561_n.jpg" alt="" width="380" height="493" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoleta Nuca</p></div>
<p><strong>Stai frequentando anche la scuola di canto. Cosa cerchi nella scuola, o meglio, nell&#8217;insegnamento? Cosa desideri imparare o apprendere?</strong></p>
<p>Ho sempre detto che non esiste perfezione nel cantare, cioè non puoi considerarti un professionista facendo solo 1,2,3 anni di canto. Io, per esempio, studio canto dall’età di 9 anni e continuerò a farlo finchè non sarò sicura io che sono la migliore a questo capitolo. Io sono per la buona tecnica vocale perché questa mantiene la voce sempre bella e giovane; quando la tecnica è incorretta la voce, come uno strumento musicale, è esposta a usura nel tempo e perde i suoi colori…</p>
<p><strong>Di recente hai cambiato il look. Cosa rappresenta? Hai un idea chiara su di te dal punto di vista estetico, non solo quello musicale? Cosa ti piace?</strong></p>
<p>Sono giovane e voglio sperimentare…e poi, provando diversi tagli di cappelli, chissà, magari trovo il taglio più adatto a me e alla mia personalità. Inoltre, questo mi permette di realizzare una specie di “studio di mercato”, cioè mi permette di sapere come mi vedono altre persone con un look diverso, di lato si vede sempre meglio. Il tempo e la possibilità di tornare al taglio precedente, c’è sempre, dato che i cappelli ricrescono.. <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Oltre gli artisti scelti per i brani da cantare, hai qualche artista che vedi come esempio? Se si, ci racconti chi è e perché ti piace tanto?</strong></p>
<p>Ad essere sincera, non ho un’artista che sia il mio idolo, il mio esempio perfetto da seguire. Ascolto musica diversa e cerco di espandere il più possibile il mio bagaglio di conoscenze musicali, vocali, e imparare le cose migliori dai migliori cantanti. In certi artisti la mia attenzione è legata alla tecnica vocale in primo luogo, in altri il comportamento sul palcoscenico e in altri ancora il look e cerco alla fine di combinarli nei migliori dei modi.</p>
<h2>In un cuore due amori: Moldavia e Italia</h2>
<p><strong>Visto che arrivi dalla Moldavia, ma vivi in Italia da un bel po&#8217;. Cosa di piace di tuo paese d&#8217;origine e cosa, invece, ti piace dell&#8217;Italia?</strong></p>
<p>Si, vengo dalla Moldavia, che è un paese bello, con gente recettiva, ospitale e con grande cuore. Ci tengo al mio paese d’origine e questo è un sentimento che ci sarà per sempre nel mio cuore.<br />
Abitando già da più anni in Italia, certo che mi ci sono affezionata a questo paese estremamente bello, ricco di storia, arte, cultura, ecc; un motivo per il quale non vuoi più tornare indietro, rimanere qua e godere della bellezza circostante e della gente aperta, allegra e con un grande cuore.</p>
<p><center><strong>Un interpreatzione indimenticabile: Nicoleta Nuca e Bors Coval, Golden Voices</strong></center><center></center>&nbsp;</p>
<p><strong>Tuo padre fa un lavoro molto responsabile, così lui, la tua madre e tu, vi siete trasferiti tutti insieme, e per la seconda volta in Italia. Ci racconti questo arrivo, dov&#8217;era e cosa ti è rimasto da quel primo incontro con l&#8217;Italia. Poi Bologna e un ambiente nuovo. Cosa hai trovato di bello lì?</strong></p>
<p>Per la prima volta sono venuta in Italia quando avevo più o meno l’età di 10 anni e ammetto che è stato molto difficile all’inizio. E’ difficile per un bambino abbandonare la casa in cui è cresciuto,gli amici, i compagni di classe, per andare a vivere in un paese nuovo senza conoscerne la lingua. Non c’era via di scampo da questa situazione e allora mi sono sforzata e ho imparato l’italiano in 2 mesi e, già, dopo 3 mesi avevo dei buoni voti a scuola. In quei 3 anni passati a Roma mi sono fatta tanti amici, compagni di scuola, compagni della scuola di canto di cui facevo parte e, quindi, quando sono dovuta tornare in Moldavia, non nascondo di aver sofferto.. Forse è stato proprio questo ciò che mi ha resa più forte e ambiziosa, mi ha insegnato a lottare per realizzare i miei sogni…<br />
Bologna è stato un nuovo ambiente per me, ma non estraneo. Sono venuta qua con la sicurezza che non avrò più problemi con la lingua e la communicazione e dove spero di riuscire a realizzare i miei obiettivi…</p>
<h2>Un sogno nel cassetto: cantare su un palconscenico grande</h2>
<p><strong>Sei giovane, ma hai le idee chiare. Come ti vedi tra cinque anni e dove? Hai un sogno nel cassetto?</strong></p>
<p>Si, sono giovane, ma gli anni passano in fretta. Come mi vedo tra 5 anni? Cantando su un grande palcoscenico, con tanti applausi e, magari, “standind ovation”, con persone che si avvicinano per confidare le emozioni che ho svegliato dentro di loro con la mia voce. <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Lo desidero, veramente, con tutto il cuore che la mia voce venga sentita da milioni di persone…<br />
Alla mia età chi non ha sogni nel cassetto? Io ne ho tantissimi, però ne tiro fuori uno alla volta e li realizzerò tutti col tempo, l’importante che la salute stia dalla mia parte.. <img src='http://www.webmetropolis.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_5539" class="wp-caption aligncenter" style="width: 489px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/DSC080721.jpg" rel="lightbox[5506]" title="Nicoleta Nuca"><img class="wp-image-5539" title="Nicoleta Nuca" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/12/DSC080721-684x1024.jpg" alt="" width="479" height="717" /></a><p class="wp-caption-text">Nicoleta Nuca</p></div>
<p><strong>Intervista</strong>: <em>Valerija Brkljac</em></p>
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		<title>Penthouse Brothers 16.11.12.</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 03:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dario Sicilia]]></category>
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		<description><![CDATA[Band: PENTHOUSE BROTHERS Serata del: 16-11-2012 Luogo: Casei Gerola CONTATTA LA BAND: booking@webmetropolis.org PENTHOUSE BROTHERS, IL DIVERTIMENTO E&#8217; SERVITO I Penthouse Brothers sbarcano su una nuova location! Si tratta di Casei Gerola, e il locale in questione è il Royal Palace Disco Bar. Ѐ stato un’ invito imprevisto, ma attivandoci con organizzazione e promozione, siamo riusciti ad avvisare il pubblico della zona. Non conoscendo molto dell’ acustica del locale, abbiamo preferito essere prudenti preparando diverse tipologie di scalette, in modo da adattarci alle esigenze dell’ambiente. Una volta sul posto, abbiamo optato per pezzi classici rock: Rolling Stones, Simon &#38; Garfunkel, Elvis Presley, per poi passare a brani da noi riadattati in chiave funky-dance (Blondie, Gloria Gaynor, George Michael, Stewie Wonder, concludendo con il medley dei Blues Brothers. Il pubblico partecipa insieme al cantante In realtà ‘’concludere’’ non è la parola esatta: vedendo che il numero dei presenti aumentava e alcune persone erano arrivate da poco, abbiamo prolungato la scaletta. Brani ballabili, dato che il pubblico si stava dimostrando molto partecipe e animato al centro del locale e il nostro cantante con lui. ‘’Lady marmalade’’, ‘’Born to be wild’’, ‘’Sweet dreams’’, ‘’Roadhouse blues’’ alcune delle canzoni per il nostro finale ‘’movimentato’’. I gestori del locale si sono detti molto soddisfatti della serata e ci hanno fissato un’ ulteriore data per l’8 dicembre 2012. Contenti tutti, sopratutto il pubblico Componenti della Band: Marco Germani (Chitarre), Dario Sicilia (Voce), Valentina Battanello (Cori/Voce), Tiziano Antolli (Chitarre), Andrea Boschini (Basso), Manuela Caputo (Batteria), Davide Pagliano (Tastiere) L&#8217;articolo di: Manuela Caputo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Band: PENTHOUSE BROTHERS</h3>
<p><strong>Serata del</strong>: 16-11-2012<br />
<strong>Luogo</strong>: Casei Gerola<br />
<strong>CONTATTA LA BAND</strong>: booking@webmetropolis.org</p>
<h1>PENTHOUSE BROTHERS, IL DIVERTIMENTO E&#8217; SERVITO</h1>
<div id="attachment_4998" class="wp-caption aligncenter" style="width: 829px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4092.jpg" rel="lightbox[4997]" title="DSC_4092"><img class="size-large wp-image-4998" title="DSC_4092" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4092-1024x680.jpg" alt="" width="819" height="544" /></a><p class="wp-caption-text">Penthouse Brothers in azione</p></div>
<p><strong>I Penthouse Brothers</strong> sbarcano su una nuova location! Si tratta di Casei Gerola, e il locale in questione è il <strong>Royal Palace Disco Bar</strong>. Ѐ stato un’ invito imprevisto, ma attivandoci con organizzazione e promozione, siamo riusciti ad avvisare il pubblico della zona. Non conoscendo molto dell’ acustica del  locale, abbiamo preferito essere prudenti preparando diverse tipologie di scalette, in modo da adattarci alle esigenze dell’ambiente.<br />
Una volta sul posto, abbiamo optato per pezzi classici rock: Rolling Stones, Simon &amp; Garfunkel, Elvis Presley, per poi passare a brani da noi riadattati in chiave funky-dance (Blondie, Gloria Gaynor, George Michael, Stewie Wonder, concludendo con il medley dei Blues Brothers.</p>
<h2>Il pubblico partecipa insieme al cantante</h2>
<div id="attachment_5003" class="wp-caption aligncenter" style="width: 829px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4176.jpg" rel="lightbox[4997]" title="DSC_4176"><img class="size-large wp-image-5003" title="DSC_4176" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4176-1024x662.jpg" alt="" width="819" height="530" /></a><p class="wp-caption-text">Pubblico partecipa</p></div>
<p>In realtà ‘’concludere’’ non è la parola esatta: vedendo che il numero dei presenti aumentava e alcune persone erano arrivate da poco, abbiamo prolungato la scaletta. Brani ballabili, dato che il pubblico si stava dimostrando molto partecipe e animato al centro del locale e il nostro cantante con lui. ‘’Lady marmalade’’, ‘’Born to be wild’’, ‘’Sweet dreams’’, ‘’Roadhouse blues’’ alcune delle canzoni per il nostro finale ‘’movimentato’’.<br />
I gestori del locale si sono detti molto soddisfatti della serata e ci hanno fissato un’ ulteriore data per l’8 dicembre 2012.</p>
<h2>Contenti tutti, sopratutto il pubblico</h2>
<p>Componenti della Band: <strong>Marco Germani</strong> (Chitarre), <strong>Dario Sicilia</strong> (Voce), <strong>Valentina Battanello</strong> (Cori/Voce), <strong>Tiziano Antolli</strong> (Chitarre),<strong> Andrea Boschini</strong> (Basso), <strong>Manuela Caputo</strong> (Batteria), <strong>Davide Pagliano</strong> (Tastiere)<br />
<div id="attachment_5005" class="wp-caption aligncenter" style="width: 829px"><a href="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4094.jpg" rel="lightbox[4997]" title="DSC_4094"><img class="size-large wp-image-5005" title="DSC_4094" src="http://www.webmetropolis.org/wp-content/uploads/2012/11/DSC_4094-1024x680.jpg" alt="" width="819" height="544" /></a><p class="wp-caption-text">Dario Sicilia, il frontman dei Penthouse Brothers - l&#39;energia in movimento</p></div><br />
<strong>L&#8217;articolo di</strong>: <em>Manuela Caputo</em></p>
]]></content:encoded>
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